giovedì, Ottobre 29

Facciamo un gioco: oggi parliamo di ‘competenza’ La tendenza storica mondiale, negli ultimi 60 anni, è evidentemente improntata ad una progressiva delegittimazione e demonizzazione delle capacità e delle competenze. Il che ha premiato forme di pseudo-conoscenze e pseudo-competenze ‘liquide’, più politicamente e socialmente corrette che tecnicamente ed operativamente valide

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Dopo un lungo tempo di felice collaborazione con ‘L’Indro’ sotto vari pseudonimi, avevo pensato di scrivere una serie di semplici approfondimenti sul mondo della chimica in tutti i suoi aspetti, dalle piante ai farmaci ed ai materiali più avanzati. Da tre settimane si è rifatto vivo un mio vecchio problema di salute, e così, avendo avuto molto più tempo per pensare, mentre ero fuori gioco, ho capito che ‘prima’ di scrivere di chimica, sarebbe stato il caso di scrivere di ‘competenza” e sulla ‘competenza’.

Facciamo pochissimi esempi e immaginiamo di valutare globalmente dei giganti della conoscenza e della competenza, a cominciare da Dante Alighieri a Leonardo da Vinci e via via fino ad Oscar Wilde, Guglielmo Marconi, Albert Einstein, Wernher von Braun, Alexander Fleming, Enrico Fermi, Bruno Pontecorvo e tanti altri … Cosa avevano in comune, oltre ad essere stati dei veri competenti e conoscitori dei loro rispettivi ruoli? Sicuramente il fatto che molti di loro erano nati in un Paese e non erano morti nello stesso PaeseBanale direte voi, ma non è così . Perché molti di loro, per svariati motivi, lasciarono i loro rispettivi Paesi d’origine per trasferirsi in altri più accoglienti, che non si fecero alcun problema rispetto al loro passato lavorativo o politico. Semplicemente in questi nuovi Paesi e a questi nuovi Paesi necessitavanole loro competenze e le loro conoscenze, senzasee senzama’, senza valutazioni politiche o sociali, semplicemente perché nel quadro generale dello sviluppo globale di questo o quel Paese le loro figure risultavano assolutamente necessarie. In pratica, detenevano delle conoscenze e competenze solide e dimostratamente valide per il luogo, l’epoca, il momento, il contesto sociale ed economico nel quale si era trasferiti.
Furono poi in grado di trasmettere ai loro allievi le loro conoscenze, le loro competenze e le loro idee, creando dei gruppi di lavoro e delle scuole di pensiero che, a distanza di tanto tempo , riverberano ancora efficacemente nei loro rispettivi campi.
Oggi tutto questo sembra inutile.

La tendenza storica mondiale, negli ultimi 60 anni, è evidentemente improntata ad una progressiva delegittimazione e demonizzazione delle capacità e delle competenze del singolo, a favore di una conoscenza generalizzata purtroppo spesso banalizzata e mediocremente appiattita verso il basso. Il che ha premiato e sta continuando a premiare delle forme di pseudo-conoscenze e pseudo-competenzeliquide’ non meglio definite e spesso sfuggenti, ma sicuramente dotate di appellativi roboanti, quasi sempre incomprensibili ai più (che però fingono di ben comprenderli per non fare cattiva figura), più politicamente e socialmente corrette che tecnicamente ed operativamente valide, con il risultato che molti campi assolutamente crucialidelle scienze, delle lettere e delle arti, purtroppo non sfornano più risultati improntati ad un vero sviluppo sociale ed economico, alla qualità, all’efficacia, all’efficienza, e quindi, in ultima analisi, idonee allo sviluppo ed al benessere sociale del Paese. Questa nuova forma diconoscenza liquidaviene sempre più professata, oramai quasi senza più alcun controllo da parte delle Istituzioni preposte, da soggetti che spesso non hanno una vera e solida formazione specifica, ma semplicemente si autopromuovonocome ‘competenti’ o ‘espertiin un determinato settore, che vengono tenuti sempre più in grande considerazione soprattutto da chi predica a favore di una società che si occupa più dell’involucro che del contenuto (dato che creare contenuti costa tempo, fatica ed applicazione continua), sino a provocare più o meno inconsapevolmente dei danni spesso irreparabili, che però non ricadono sugli sciagurati attori ma su tutta la società. Non ultimo perché in questo nostro stravagante Paese, oramai imbevuto fino al midollo di una miscela diabolica di invidia, di burocrazia e di mancanza assoluta di capacità di immaginare il futuro, continuiamo a farci del male, formando a tutti i livelli dal saldatore al professore universitario veri esperti competenti nei loro rispettivi ambiti, salvo poi ‘incitarli’ a fuggire altrove con pastoie burocratiche di ogni genere, unitamente a compensi mortificanti .

Un vecchio slogan recitava: ‘Comprereste mai un’automobile da quest’uomo ?’, testo in genere corredato dalla foto di un commerciante di automobili dall’aspetto poco rassicurante (e non me ne vogliano tutti i moltissimi commercianti onesti di tutti i Paesi), e ovviamente la risposta era ‘NO’.Oggi affidereste la vostra salute ad un semplice ‘esperto’ della materia o fareste riparare la vostra autovettura da meccanico improvvisato ma molto convincente? … spero per voi altrettanto di ‘NO’, eppure …

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