giovedì, Novembre 14

Ex ILVA: ‘saremo inflessibili’ come l’accaio, noi, buffoni d’Italia Chiacchiere, doppiezza, incoscienza, superficialità, pressapochismo, supponenza, cinismo, ipocrisia: sull'acciaieria simbolo della siderurgia italiana si rischia di replicare la vicenda Alitalia

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Guardate un po’ e ditemi se sono ammattito.

Mastella, sì, Clemente Mastella, il già padrone dell’UDEUR, il già deputato di punta di Forza Italia, il già Ministro della Giustizia in un Governo Prodi (dopo avere passata la nottata in bagno per l’emozione, ricordate?), il già sospettato o imputato poi prosciolto insieme alla moglie o a prescindere dalla moglie (confesso che non ricordo bene, ma importa poco), attualmente illuminato Sindaco di Benevento, noto come ‘San Clemente il protettore dello studente’ perché chiude le scuole se c’è l’allarme meteo giallo (boh!), prende una eroica decisione, offrendo il suo largo petto alle critiche e forse a una sommossa popolare: da domani in corso Garibaldi a Benevento niente più cani non ancora alleggeriti dei depositi accumulati la notte precedente, anzi non solo, anche i piccioni sono banditi.

Un certo Antonino Nicosia, collaboratore di una deputata di nome Occhionero (mi pare, italovivente), è accusato di essere il postino di alcuni detenuti mafiosi, chiama Messina Denaro ‘primo ministro’ (anzi: ‘premier’, anche a lui piace l’inglese come al ‘premier’!) e dice che l’uccisione di Falcone e Brosellino è un incidente sul lavoro.

Il cardinale Camillo Ruini, riemerso da qualche loculo dove era stato in deposito per vari anni, dichiara che con Matteo Salvini si deve parlare, anzi, ‘dialogare’ (è più di moda: oggi si ‘dialoga’ e si ‘interloquisce’ … mah!), che è una brava persona, lo dice da quel fedele che è alla sua vecchia ‘politica’ conservatrice (diciamo pure oscurantista, va’) e di controllo subdolo della politica italiana da parte della Chiesa. Salvini, commosso, ringrazia e quasi ingoia il crocefisso! Beninteso un prete sposato? Mai sia!

Il bubbone ILVA, in convulsione da tempo, esplode, e l’azienda che vorrebbe comprarla dice che non la compra più perché non c’è lo scudo penale, cancellato per volontà degli stellini e acquiescenza del PD e ambivalenza (al solito) degli italoviventi, mettendo il Governo nel caos a replicare, tutti insieme, la scena che descrivevo ieri della mosca Di Maio nel bicchiere, solo che qui da Giuseppe Conte alla pochette a Stefano Patuanelli (ma chi è?) ecc., sono tutti nel bicchiere a gridare ‘no pasaran’. Pare che partecipi anche Roberto Gualtieri che, secondo me, si sta domandando chi glielo ha fatto fare!

L’ho detto all’inizio: mi prenderete per matto. Che c’entrano queste cose così diverse?

Hanno tutte un fattore comune, un denominatore comune direi se capissi qualcosa di matematica: sono a ben vedere lo specchio del nostro Paese, lo specchio di quello che siamo diventati oggi. Se aggiungiamo il dato terrificante della SVIMEZ, secondo cui in pochi anni oltre due milioni di ‘meridionali’ hanno lasciato il meridione, il film dell’orrore è servito.
Perché tutti questi episodi sono accomunati dalla superficialità, dal pressapochismo, dalla supponenza, dal cinismo e dall’ipocrisia, e taccio sulla crassa incompetenza che ormai caratterizzano il nostro Paese.

Pensateci: sempre ieri, solo ieri in un solo giorno, abbiamo visto anche le scene disgustose degli insulti a Mario Balotelli che da tizio che rincorre una palla in mutande (lui, non la palla) diventa un simbolo di civiltà, mentre non si arrestano le dichiarazioni arroganti e sfacciate di chi ritiene che Balotelli sia solo un negro che non sarà mai italiano e si potrebbe continuare. Ma non è razzismo, per carità, in Italia non esiste il razzismo, è solo folklore (loro scrivono così, dio solo sa perché) … e infatti una mammina dolce e carina, brianzola purissima, bianca come il latte -quello per il quale le multe alla UE le abbiamo pagate noi tutti-, ha dato delnegro di merda a un bambino (BAMBINO!) di dieci anni che faceva parte di una squadretta di calcio giovanile locale. È solo folclore! La settimana prossima tutti quei bambini giocheranno col viso dipinto di nero … ma qualcuno gli spiegherà bene perché? Forse la dolce mammina, che nel frattempo ha certamente bene istruito il suo di figliolo, poveraccio!

In questo minestrone impazzito e maleodorante, ciò che emerge è la buffoneria, la volontà di farsi vedere, l’indifferenza -Salvini che gioca a palle di neve, Renzi che si sbraccia in camicia, Giggino che fa danni in Cina, Patuanelli … ma chi è Patuanelli? Ma ciò che emerge più di tutto, e sconvolge, è constatare che pare che nessuno se ne accorga, e lo sfacelo che ne consegue.
Dai cani di Mastella all’ILVA di Di Maio il tema è sempre quello: apparire, dire, fare vedere, ma competenza, capacità, lavoro vero e serio, mai. Una volta in politica c’erano i ‘culi di pietra’, ora ci sono solo i culi.

Anzi, con un cinismo da fare vomitare (mi scuso per il termine volgare) Renzi, coautore del pasticcio tarantino, salta sul problema e proclama -e poi nega, ma anzi, no,almeno non proprio- che sarà lui a trovare una cordata di imprenditori che si prenderà l’ILVA. Al solito, balle assolute, spacconate da baraccone, mentre si lavora sotto terra a bloccare le tasse su questo o su quello, per ricavare qualche voto in più o per togliere agli altri qualche voto. Ma intanto, pare, i ‘duri’ (ora si dice così? Io usavo una parola che inizia per “c”, mah evoluzione del linguaggio, direbbe Noam Chomsky) iduri’, dico, degli stellini vogliano farla davvero chiudere. Che dire, irresponsabili, ma perché prima erano, sono stati responsabili?

E Salvini, baciato dallo zombie Ruini, gongola, dimenticando (non lui, ma sono sicuro che tutti i suoi elettori lo hanno dimenticato!) che fino alla fine di Agosto, lui era al Governo e non sembra che abbia fatto gran che per risolvere il problema, lui aveva in mente solo il TAV, che, a onor del vero, ha risolto Conte!

Quello che mi appare, oggi, proprio oggi, è la sconvolgente mancanza di serietà, di pensiero, di misura. Non solo per la incapacità di pensare, che è ovvia in gente come Salvini, Di Maio, Patuanelli (?), ma diciamocelo francamente, anche Calenda che, guarda un po’, sbraita che aveva risolto tutto lui e che è tutta colpa degli altri.
Eccoli qui i nostri politici: parole, chiacchiere, doppiezza e assoluta incoscienza, cioè mancata consapevolezza dei problemi reali, delle tensioni sempre più esasperate che si vivono in questo Paese: le mosche nel bicchiere che, impazzite, si azzannano tra di loro; avrei potuto citare i polli di Renzo (Travaglino), ma si sarebbero offesi, perché in realtà erano capponi!

Come si fa a non capire che il problema della acciaieria vuol dire il rischio concreto non solo di mettere ventimila persone sulla strada, ma specialmente forse (ma io direi certamente) di creare un ennesimo baraccone maleodorante in cui versare fiumi di denaro solo per ritardare la messa sulla strada di quelle persone.
Come si fa a non capire che si rischia di replicare una vicenda tipo Alitalia che dal Governo Berlusconi in poi ci è già costata oltre nove miliardi e non è stata risolta, né sembra che possa esserlo … ma tanto basta tenere tranquilli i dipendenti per un po’, se no strillano sotto elezioni, e poi si vedrà.
Solo che qui si giocanon solo con ventimila persone -lo capite? persone, uomini e donne veri, famiglie intere- anche una situazione di inquinamento folle, alla quale da oltre dieci anni non si inizia nemmeno a porre rimedio. Salvo a dire, con una faccia di bronzo degna di miglior causa, che è colpa della Magistratura, che cerca di fare il suo mestiere: impedire che la gran parte dei tarantini muoiano soffocati. In oltre venti anni di pasticci e manovre lucrosissime, non si è nemmeno iniziato a porre rimedio all’inquinamento, e ora si pretende che il nuovo compratore faccia tutto in un anno; per carità, avranno pure rallentato, ma colpiteli per quello, controllate, sorvegliate, agite, pretendete … invece no: vi (i politicanti locali e nazionali, intendo) vi siete solo ‘trezziati’ i voti disponibili e ora non avete più carte.

Ma la coscienza della enormità del problema, per non parlare del rischio di perdere una fabbrica importante nella economia sempre più asfittica di questo Paese, manca del tutto. La nostra politica guarda a dir tanto alla settimana prossima. L’unico problema che hanno è chi frega chi, operai a parte che sono fregati a prescindere.

Ma poi no, suvvia, tranquilli, sono troppo pessimista, magari mi guardo allo specchio e mi scopro anche negro.
Vedrete. Ci pensa il bel Conte con pochette a tre punte: ‘risolvo tutto io’, ‘saremo inflessibili’, detto da uno così rigoroso è una garanzia. O magari Renzi, con la sua cordata. Mentre il razzismo aumenta e la sfacciataggine dei politicanti che se ne fanno un vanto anche.
Però, tranquilli, ci pensa Mastella, che distribuirà ai beneventani dosi gratuite di ‘digestivi’ per cani, così corso Garibaldi a Benevento resterà lindo come il suo salotto buono.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.