mercoledì, Settembre 30

Europa: Waterloo non ancora acqua passata

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La scorsa estate, mentre l’Europa commemorava il bicentenario della Battaglia di Waterloo, ci fu una telefonata di lavoro tra due imprese partner lontano dall’Europa. Entrambe le compagnie erano rappresentate da dirigenti di varie nazionalità. Da una parte, un dirigente britannico rivolse un commento poco elegante su Waterloo al collega francese, augurando in modo sarcastico un buon anniversario dell’avvenimento. Il francese rispose elogiando Napoleone. È ovvio che si trattò di sarcasmo da ufficio che combinava ironia, cattiveria, inciviltà e un pizzico di bullismo, ma ciò che potrebbe sembrare un inoffensivo commento sarcastico fu, in realtà, molto più di un innoquo scherzo. Si può capire appieno il livello di provocazione e il suo significato solo se si capiscono il contesto della ricorrenza e si sa cosa successe due secoli fa a Waterloo. Quella non fu solo una battaglia persa da una potenza europea, la Francia, contro l’altra, l’Inghilterra; tutt’altro che un evento qualsiasi, la Battaglia di Waterloo cambiò definitivamente l’ordine europeo.

Nella sua famigerata poesia ‘L’expiation’, l’espiazione, Victor Hugo, poeta e scrittore francese, descrisse la Battaglia di Waterloo con grande lucidità e citando fattori storici che sono ancora attuali.

‘Su un lato c’era la Francia, dall’altro Europe’

‘E questa pianura dove, ahimè, si sogna oggi / vedevi invece fuggire quelli da cui l’universo era scappato’

‘Egli [Napoleone] cadde, e Dio ha cambiato le prospettive di Europa’

Waterloo fu l’ultimo scontro tra la Francia di Napoleone e il resto dell’Europa. Finì con una sconfitta di misura che trasformò l’Europa dei secoli a venire, influenzandone l’equilibrio di poteri e gettando le basi per una profonda trasformazione culturale. Nonostante possa sembrare che Waterloo sia stata una battaglia che ha visto schierati Napoleone e il suo esercito contro l’Europa, una battaglia vinta dall’Inghilterra, la realtà è molto più complessa.

Prima di tutto, la battaglia non fu principalmente una vittoria inglese. Venne vinta dall’esercito prussiano di Blücher e quello inglese di Wellington che combattevano insieme contro l’esercito di Napoleone. Ognuno di loro aveva bisogno dell’altro, senza l’arrivo a sorpresa di Blücher a Waterloo e senza l’errore del Maresciallo francese Grouchy che non arrivò in tempo sul campo di battaglia, Napoleone avrebbe sconfitto Wellington. In secondo luogo, Napoleone non stava combattendo solo contro l’Europa e i suoi motivi andavano molto al di là di una semplice sete di potere.

Quando nel 1789 scoppiò la Rivoluzione Francese, l’Europa ne fu sconvolta e l’ordine del continente venne messo in discussione. Il territorio era governato da dinastie come gli Asburgo e i Borbone che, nonostante le differenze tra loro, erano d’accordo sul modo di governare il continente: monarchia, aristocrazia, teocrazia e ciò che restava del feudalesimo. La Rivoluzione Francese non diede solo più potere al popolo, ma detronizzò anche un Monarca che regnava seguendo quell’ordine. Inoltre, i rivoluzionari francesi, alquanto anticlericali, attaccarono duramente il coinvolgimento del Vaticano in politica, fatto che era dato per scontato nella politica europea del tempo. Luigi XVI, rovesciato dalla Rivoluzione, venne condannato a morte con l’accusa di cospirare contro la Francia con le potenze europee, che erano in guerra col Paese per riportare il sovrano sul trono e restituirgli poteri e autorità che erano stati limitati dalla Rivoluzione.

Il verso di Hugo che parla della Francia schierata da una parte e dell’Europa dall’altra può voler rappresentare il panorama dell’Europa tra il 1789 e il 1815, con Waterloo e il Congresso di Vienna che rappresentarono il cambio politico e diplomatico dopo la guerra.

I sovrani europei stavano combattendo la Francia quando il giovane e capace comandante Napoleone Bonaparte si fece conoscere. Da giovane generale, portò a termine con successo una campagna in Italia prima di essere messo alla testa dell’esercito che, in Egitto, invase la terra dei faraoni. Le vicende di Napoleone in Italia e in Egitto possono chiarire i motivi della sua sconfitta a Waterloo.

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