domenica, Giugno 7

Europa: in varietate … discordia? ‘In varietate concordia’ principio fondante della UE. Un punto-valore che la nostra comunità europea sembra aver smarrito. Forse perché non sa che in quel ‘In Varietate Concordia’ è presente il principio etico che lega tutta la nostra specie umana

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Una vasta comunità di persone diverse che si è definita Unione Europea, sulla base di quale principio fondamentale dovrebbe, in fondo in fondo, riconoscersi e fondersi?

Già basterebbe affidarsi al motto latino ‘In varietate concordia  scelto dalla UE come principio fondante che significa, letteralmente, ‘nella varietà c’è concordia. Un buon motto che coglie in pieno il fatto che mezzo miliardo di persone, che parlano 24 lingue diverse, possano coesistere in armonia, tranquillità e pacifico rispetto.

Ma quanto è reale questo rispetto con concordia nella diversità? Considerando gli attuali comportamenti di molti capi di governo europei, sembra che non si sia affatto compreso il senso profondo e umanitario di questo motto.

Una grande comunità come la nostra non può essere vista solo come una semplice somma di persone, anche perché se deve esserci una vita in comune, questa, deve obbligatoriamente realizzarsi su principi forti, condivisi e da tutti riconosciuti.

L’Unione Europea ha bisogno davvero dei tratti tipici di una vera Nazione, per fare in modo che quel mezzo miliardo di persone diverse possariconoscersi anche senza conoscersi, in un qualcosa che deve pur essere condiviso da tutti e inteso come forza unificatrice di queste tantissime genti.

E ora, la domanda che dovremmo porci tutti, per fortuna se l’è già posta il giurista e accademico Gustavo Zagrebelsky nel suo libro ‘Fondata sulla cultura (ed. Einaudi, 2014):

«Ma come può accadere che ci si senta parte di un’unità di vita più vasta quando non vi sono legami concreti, addirittura quando non ci si è mai incontrati né mai ci si incontrerà faccia a faccia?»
Naturalmente per rispondere a questa domanda dovremmo poter trovare qualcosa che deve porsi obbligatoriamente al di sopra degli interessi di ogni singolo cittadino europeo, qualcosa che tocchi le ‘corde’ esistenziali e profonde della nostra stessa specie, insomma qualcosa che sia parte fondamentale dell’etica umana.

E qui Zagrebelsky ci viene di nuovo in aiuto scrivendo:
«Consideriamo l’espressione: Io mi riconosco in… Quando sono numerosi coloro che non si conoscono reciprocamente, ma si riconoscono nella stessa cosa, quale che sia, ecco formata una società. Questo ‘qualche cosa’ di comune è ‘un terzoche sta al di sopra di ogni uno e di ogni altroe questo ‘terzo’ è condizione sine qua non d’ogni tipo di società».
Il nostro giurista ritiene che debba essere la Cultura nei suoi più alti valori a creare quelterzo punto unificatore, quel punto verso il quale dovrebbero protendere tutte le persone che non si conoscono ma che si riconoscono in quell’insieme di valori, come ad esempio possono essere la concordia, il rispetto, l’aiuto, il senso di fratellanza, la solidarietà, la collaborazione etc.

In breve, abbiamo bisogno di simboli importanti che nessuno possa mettere in discussione perché li vive e li condivide intimamente in sé.

Ma oggi, da come si comportano i tanti Stati europei, qualeterzopunto, quali valori fondamentali sta condividendo la nostra Europa? E dove è andato a finire il ‘principio della concordia’ presente nel nostro motto? Che l’Europa sia una grande comunità di persone che mostrano di non avere il Cuore?

Allora sarà bene far sapere ai capi di governo, specialmente in un momento dove diventa sempre più lungo il corteo di morti, che alla parolaConcordiasi intrecciano, come le ‘budella dell’intestino’ (etimologia della parola ‘corda’), anche parole come Accordo, Coraggio, CuoreCordialità, Misericordia e Cordoglio.

Parole queste che danno origine a valori molto profondi, in grado di permettere a persone che non si conoscono, di riconoscersi in un più grandeterzopunto, più alto e più importante di tutti. Un punto-valore che la nostra comunità europea sembra aver smarrito ben prima di ‘toccare’ il ‘suo’ Cuore. Forse perché non sa che in quelIn Varietate Concordiaè presente il principio etico che lega tutta la nostra specie umana, o forse semplicemente perché ha deciso di porre in primo piano solo i più bassi principi economici trascurando quelli universalmente umanitari.

E se ‘la speranza è l’ultima a morire’, mi auguro che tutti i cittadini europeivolinoben più in alto dei loro stessi capi di governo. Spero che con il loro Cuore finalmente ‘acceso’ possano tutti rivolgersi verso lo stesso obiettivo, quello di esaltare l’Etica della reciprocità all’interno di una Europa nella quale il diritto alla vita di ogni cittadino è un dovere assunto con coscienza nei confronti dell’altro!

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