sabato, Ottobre 24

Europa e rifugiati: cosa c’è dietro la guerra in Siria È verosimile che, per oltre un decennio, la NATO abbia condotto un’enorme campagna di destabilizzazione

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Beirut – È verosimile che, per oltre un decennio, la NATO abbia condotto un’enorme campagna di destabilizzazione. Dall’Africa settentrionale all’Asia centrale, sono molti i continenti caduti nella sua rete, vittime di esportazioni democratiche, terminologie di sicurezza nazionale e altre sottigliezze moderne. Oggi, a seguito della campagna colonialista della NATO, le guerre hanno aperto la strada a un esodo di massa, l’inevitabile conseguenza di una logica politica che ora porterà intere regioni al collasso.

 

Flussi decisi a tavolino

L’evidenza suggerisce che gli ultimi flussi di rifugiati sono più di una semplice e prevedibile conseguenza della distruzione di intere regioni del pianeta, compiuta attraverso la guerra e il terrorismo finanziato dallo stato. Stando ad alcuni reportage, pare che in Turchia, dove gli Stati Uniti, l’Europa e la stessa Ankara hanno inspiegabilmente investito miliardi di dollari nella costruzione di campi profughi di scala senza precedenti, i fiumi di rifugiati siano stati intenzionalmente alimentati e deviati verso l’Europa. Nell’articolo intitolato “Il flusso di rifugiati e il cambio di marcia nella politica turca”, apparso sul quotidiano greco ‘Kathimerini’ (abbinato alla versione internazionale del ‘New York Times’), si riporta: «Secondo fonti diplomatiche, il forte aumento nei flussi di migranti e rifugiati, principalmente dalla Siria verso la Grecia, è parzialmente riconducibile a un cambio di marcia nelle tattiche geopolitiche della Turchia. I funzionari collegano l’ondata migratoria nell’Egeo orientale alle pressioni politiche nella vicina Turchia [e al clima che ha preceduto le elezioni anticipate dello scorso 1 novembre], oltre che a una recente decisione da parte di Ankara di unirsi agli Stati Uniti nel bombardamento in Siria contro obiettivi dello Stato Islamico. Le analisi di diversi funzionari indicano che i flussi provenienti dalla vicina Turchia sono in atto poiché gli stessi funzionari turchi chiudono un occhio o promuovono attivamente l’esodo».

 

Accoglienza decisa a tavolino

È chiaro come tali fiumane siano spinte intenzionalmente in Europa, a esasperare quella che è una vera e propria crisi dei migranti, con modalità appositamente studiate per suscitare emozioni: paura, astio, isterismo nell’estrema destra, simpatie irrazionali nell’estrema sinistra.

Per amplificare tali emozioni, molti governi europei (molti dei quali hanno contribuito direttamente alle guerre che sono poi la prima causa a spingere i migranti ad allontanarsi da casa loro) hanno intenzionalmente adottato politiche permissive sull’immigrazione, pensate non soltanto per suscitare paura e incertezza tra le popolazioni xenofobe europee ma anche per incoraggiare i migranti a continuare a riversarsi in Europa, anche quelli non direttamente coinvolti in guerre, invasioni, occupazioni o terrorismo su procura.

I governi europei stanno anche coltivando gruppi di estrema destra come Pegida in Germania e English Defence League (EDL) nel Regno Unito, gruppi costituiti letteralmente da nazi-fascisti, come l’ex leader di Pegida Lutz Bachmann, sorpreso in una foto vestito da Adolf Hitler. Tali gruppi accolgono tra le loro fila anche razzisti e bigotti più “silenziosi”, cui si aggiunge un crescente numero di xenofobi portati all’isterismo dalla demagogia e dal sensazionalismo dei mezzi di comunicazione.

Va ricordato che estremismi e terrorismi come quelli di Pegida e di EDL devono mettere in guardia, trattandosi di fatto di una creazione deliberata e di una perpetuazione di partecipazioni finanziarie e interessi politici che supportano, in primo luogo, organizzazioni razziste di estrema destra. Che tali estremismi rappresentano l’1% di tutti i musulmani sulla faccia della terra a loro non importa.

A mandare avanti e a sostenere Pegida, l’EDL e i loro affiliati in America e in tutta Europa ci sono molti nomi noti della classe dirigente neo-conservatrice favorevole alla guerra (interessi particolari, i cui gruppi politici rappresentano appaltatori nel settore della difesa, società di private equity, imprenditori ingegneristici e istituzioni finanziarie tra i più grandi al mondo) e la stessa manciata di interessi che per decenni ha appoggiato gli stati sponsor del terrorismo, inclusa l’Arabia Saudita. Quella che sta prendendo forma è una strategia della tensione controllata, dove si stanno facendo schierare gruppi di estrema destra contro i migranti e i loro sostenitori europei, per creare un clima di isterismo e forse di violenza che possa essere usato a proprio vantaggio da chi l’ha orchestrato. Ma a quale scopo?

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