sabato, Ottobre 24

Europa a rischio germanizzazione

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Per rimpinguare le casse dello Stato e rispettare l’austerità imposta dalla Germania, l’Italia sta pensando di fare del Colosseo una sede abituale di concerti. Intanto, l’Europa perde la sua identità e indipendenza.

Siamo a un bivio in Europa. Un paese, la Germania, è diventato una nuova forza neo-coloniale, che esercita il proprio potere sulle altre nazioni europee e tenta di imporre il proprio modello culturale e socio-economico sull’intera Unione. Vi ricorda qualcosa?

Il magnifico Colosseo si erge orgogliosamente nel cuore della Capitale, rammentando a tutto il mondo la storia italiana, il potente Impero Romano e le lotte dell’Urbe per la democrazia, la libertà e la giustizia. Tali lotte hanno spinto scrittori e filosofi di tutto il mondo a riflettere sulla politica, sul governo, sulle relazioni tra i popoli e sull’essenza del destino umano. È stato rivelato di recente che il governo italiano intende affittare il Colosseo per ospitare concerti. Esatto, cantanti pop e rapper potrebbero presto esibirsi all’interno di uno dei più bei monumenti dell’Impero Romano. Una decisione questa che, come molte altre di natura simile, non è dovuta alla folle idea di un eretico leader italiano seguace di una filosofia di avanguardia; la spiegazione dietro a una scelta del genere affonda le proprie radici nella piaga dell’austerità che sta dilagando in Europa ormai da anni. Il governo italiano sta tentando di trovare i finanziamenti per i lavori di manutenzione necessari a preservare il patrimonio culturale del Bel Paese, sforzandosi di risparmiare denaro dalle casse dello Stato, così da rispettare il Patto di stabilità e crescita con l’Europa.

Berlino è a capo dell’austerità di tutta Europa. Leader come Matteo Renzi e François Holland incontrano spesso Angela Merkel nel tentativo di convincerla a lasciare loro più margine nel bilancio di governo; la sua risposta, di solito, è un fermo ‘Nein‘. Il problema principale, però, non sta tanto nella risposta, quanto nel potere che in Europa sta guadagnando il suo Paese: egemonia, di fatto, è il termine più appropriato per descrivere la relazione che la Germania ha con il resto dell’Eurozona e della UE.

Nel 2014, parlando di Italia e Francia, Angela Merkel dichiarò: «Insisto su questo punto: tutti gli Stati membri devono rispettare in pieno le norme rafforzate del Patto di stabilità e di crescita. Norme che devono essere applicate da tutti gli Stati membri in maniera credibile». Il Patto di stabilità e di crescita, che pare Matteo Renzi abbia ribattezzato il ‘Patto di stupidità’, è il documento nel quale sono stabilite le norme per ciascuno Stato membro della UE in riferimento al debito pubblico (che non deve essere superiore al 60% del PIL) e al deficit di bilancio (non più del 3% del PIL).

L’atteggiamento del governo tedesco in Europa non è quello di un partner fermo e intransigente ma piuttosto quello di un Governo neocolonialista. Titoli come quelli apparsi su ‘MorningStar’ (‘Renzi-Merkel. Il premier a Berlino in cerca di una tregua all’austerità’) o su ‘International Business Times’ (‘Eurogruppo. Hollande: «Serve più di democrazia»’) la dicono lunga. Ma tanto per chiarire le carte in tavola, Wolfgang Schäuble, ministro delle finanze tedesco, ha dichiarato recentemente a ‘Bloomberg’: «In questi giorni ho offerto al mio amico Jack Lew [segretario del tesoro statunitense]di prendere Puerto Rico nell’Eurozona se gli USA sono disposti a prendere la Grecia nel dollaro. Ha pensato fosse uno scherzo».

È fuor di dubbio che Berlino tratta gli altri stati membri della UE alla stregua di colonie di un impero. Si potrebbe pensare che in un’Europa moderna, in cui tutti hanno imparato la lezione delle due Guerre Mondiali, un governo come questo debba piacere molto poco al proprio popolo. Eppure il governo tedesco è assai popolare a casa sua. Nell’articolo apparso sul ‘Financial Times’ intitolato ‘Pugno duro con la Grecia: Schäuble il più acclamato in Germania’, Jeevan Vasagar ha scritto:

«Le tattiche ‘dure’ della Germania hanno allarmato alcuni dei presenti [si fa riferimento alle recenti negoziazioni dell’Eurogruppo sulla crisi greca sollevata dal referendum del mese scorso e durate tutta la notte]. Da un capo all’altro del continente, sono emerse delle perplessità circa una nuova e ancora più coercitiva UE in cui Berlino, per ordine di Schäuble, spinge fuori in blocco convenzioni diplomatiche di vecchia data per imporre le proprie.

Se all’estero lo fa sembrare l’uomo nero, l’atteggiamento del Ministro delle finanze tedesco ha sortito uno straordinario successo in casa, che gli ha consentito di guadagnare un indice di gradimento del 70% e di sorpassare Angela Merkel in un recente sondaggio come il politico conservatore più popolare».

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