martedì, Novembre 12

#Europee2019: Spagna, strapotere socialista nelle urne? Le elezioni europee serviranno a cementificare il consenso dei socialisti e a dare una spinta verso la formazione dell’Esecutivo

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La Spagna, dopo la crisi di Governo scoppiata nel febbraio scorso, il 28 aprile ha rinnovato il suo Parlamento e la vittoria del Partido Socialista Obrero Español (PSOE), guidato da Pedro Sánchez, è stata netta, anche se non così tanto da garantirgli una maggioranza stabile: una frammentazione che va di moda dalle parti di Madrid ormai dal 2015. Le urne spagnole, dunque, sono ancora calde, ma è previsto che diventeranno bollenti, poiché lo stesso giorno delle europee -domenica 26 maggio- si voterà anche per le locali e le regionali.
Dopo un mese il Governo non è ancora stato formalmente composto, ma si dovrebbe andare verso una coalizione tra PSOE e Podemos, con l’appoggio di altri partiti minori: le elezioni europee  -per le quali voteranno circa 37 milioni di cittadiniserviranno a cementificare il consenso dei socialisti e, quindi, a dare una spinta verso la formazione dellEsecutivo.

I partiti protagonisti che si contenderanno i 54 seggi riservati alla Spagna allinterno del Parlamento Europeo, salvo sorprese, saranno gli stessi che si sono divisi il palcoscenico politico a livello nazionale: il PSOE, come da tradizione, si legherà al Gruppo dei Socialisti e Democratici (S&D); il Partido Popular (PP), la cui crisi è stata certificata col voto di un mese fa, confluirà nel Gruppo del Partito Popolare Europeo (PPE); i liberali di Ciudadanos, invece, affiancheranno il Presidente francese, Emmenaul Macron, in ALDE + En Marche, il Gruppo dei Democratici e dei Liberali per lEuropa; Podemos, probabilmente, risulterà il partito guida dell’eurogruppo della sinistra europea che non si rispecchia nell’S&D, il Gruppo della Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica (GUE/NGL, Confederal Group of the European United Left/Nordic Green Left); mentre VOX si fa notare come unico partito euroscettico sul fronte spagnolo e -anche se ancora non ci sono conferme- dovrebbe andare a congiungersi con  l’Alleanza dei Popoli e delle Nazioni (EAPN), il gruppo dei sovranisti europei lanciato da Matteo Salvini a Milano l’8 aprile scorso.

Questo turno elettorale europeo riveste una particolare importanza in Spagna, la quale potrebbe vedere aumentare la sua influenza allinterno degli eurogruppi che tradizionalmente detengono il potere, sia a causa della Brexit, sia perché l’ascesa di partiti populisti ed euroscettici è un fenomeno che la riguarda minimamente. Il PSOE, infatti, con il crollo del Partito Democratico (PD), che nelle europee del 2014 era arrivato a toccare quota 40%, potrebbe essere il secondo partito più influente -dopo il Partito Socialdemocratico di Germania (SPD)- all’interno dell’S&D, che insieme al PPE è una delle forze di maggioranza all’interno del Parlamento Europeo. Stesso discorso per Ciudadanos nelle dinamiche interne ad ALDE, terzo gruppo più importante dell’UE.

I sondaggi rispecchiano sostanzialmente quelli delle elezioni generali dello scorso aprile, con qualche lieve differenza. Il PSOE, in poco meno di un mese, guadagna ancora consensi e passa così dal 28,69% al 30%. Anche il PP, nonostante il marasma interno, recupera qualche punto e si attesta al 19%. Ciudadanos e Pomedos, invece, perdono entrambi tre punti percentuali rispetto alle nazionali e fanno registrare rispettivamente il 18% ed il 15%. Anche VOX perde consenso e dal 10,26% scende all8%.

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