martedì, Agosto 4

#Europee2019: Polonia, anti-russa e anti-cinese, anche anti-europea? Da quando la Polonia è entrata nell’UE, nel 2004, il suo PIL è raddoppiato, ma sono cresciuti anche gli euroscettici

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La Polonia, con i suoi 51 eurodeputati, è il sesto Paese membro dellUnione Europea più rappresentato nel Parlamento Europeo (PE), che ha sede a Strasburgo. Dopo la Brexit, però, i seggi polacchi dovrebbero aumentare a 52.

30 milioni di elettori polacchi dovranno scegliere tra sette liste. Ecco le principali.

Diritto e Giustizia (PiS) è il partito conservatore attualmente al Governo, i cui europarlamentari dovrebbero confluire nel Gruppo Europeo dei Conservatori e Riformisti (ECR). Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, anche in ECR, lo scorso 3 aprile è volata a Varsavia per definire l’alleanza con i vertici di PiS, perciò si dovrebbe andare in questa direzione. Questo è importante sottolinearlo perché Matteo Salvini, il quale ad inizio aprile ha lanciato il suo gruppo EAPN, l’Alleanza dei Popoli e delle Nazioni, che riunisce i partiti euroscettici dell’universo di destra, guarda con interesse al dinamiche polacche, specialmente al PiS, per allargare il fronte del neonato movimento che ingloberà, fra gli altri, i francesi lepenisti di Rassemblement National e i tedeschi di Alternative für Deutschland.

L’altro grande partito è la Coalizione Europea (KE, Koalicja Europejska), un’alleanza che si differenza da PiS per il suo carattere pro-europeo e che riunisce al suo interno vari partiti. Tra questi il più influente è sicuramente Piattaforma Civica (PO, Platforma Obywatelska), partito principale di opposizione, ma ci sono anche il Partito Popolare Polacco (PSL, Polskie Stronnictwo Ludowe), i liberali Nowoczesna, l’Alleanza della Sinistra Democratica (SLD, Sojusz Lewicy Demokratycznej) e una serie di partiti minori. Data la multipolarità della Coalizione non è facile stabilire in quale eurogruppo si collocheranno i suoi deputati una volta eletti. Data, però, la matrice profondamente europeista della KE è naturale pensare che confluiranno nel Gruppo del Partito Popolare Europeo (PPE)

Gli altri soggetti politici in corsa per le elezioni sono il neonato Wiosna (che in polacco significa primavera), il quale dovrebbe unirsi al Gruppo dellAlleanza Progressista di Socialisti e Democratici (S&D), e i populisti di Kukiz15  alleati europei del Movimento 5 Stelle nel gruppo 5Stelle + Brexit.

La Polonia ha tratto vantaggio dallentrata nellUnione Europea nel 2004 e, in questi anni, a goderne è stata soprattutto leconomia, con il PIL più che raddoppiato e la disoccupazione che sia aggira intorno al 6%. Nonostante ciò i rapporti con i vertici delle istituzioni europee sono tesi, specie in materia di diritti civili – vedi aborto – data la profonda tradizione cattolica del Paese, ma anche per quanto riguarda la riforma della giustizia e i diritti d’autore. Non dimentichiamo poi che la Polonia è parte del blocco di Visegrad, anzi ne è proprio il motore, il fulcro.

Inoltre, negli ultimi anni, Varsavia si è molto avvicinata, in funzione anti-russa, alle politiche statunitensi, cogliendo, però, alcune delle direttive di Donald Trump in funzione anticinese: da qui l’ostilità che il Governo polacco sta mostrando nei confronti di Huawei. Ma la Polonia fa parte del formato 16+1’, uniniziativa lanciata Repubblica Popolare Cinese che così punta ad intensificare ed espandere la cooperazione con 11 Stati membri dellUE (Bulgaria, Croazia, Estonia, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Ungheria) e 5 Paesi balcanici (Albania, Bosnia ed Erzegovina, Macedonia, Montenegro, Serbia) attraverso investimenti in vari settori: infrastrutture, finanza, scienza, istruzione e cultura. Quale risultati potrebbe portare una netta chiusura con Pechino da parte di Varsavia? Il tempo lo dirà. Sicuramente, però, l’atteggiamento anti-russo dei governanti polacchi, allontana il PiS da Salvini che dovrebbe fare a meno di un importante alleato.

Le due forze politiche maggiori, dunque, si sono confrontate anche su temi geopolitici, ma appare evidente che il voto di domenica sarà un referendum tra europeisti convinti ed euroscettici. I sondaggi danno il PiS in vantaggio con il 39%, che stacca di soli tre punti la KE, ferma al 36%. Al 10% c’è Wiosna, mentre al 6% Kukis15.

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