lunedì, Novembre 11

#Europee2019: Paesi Bassi, elezioni europee tra destra ed estrema destra In uno scenario politico frammentato crescono i consensi degli euroscettici

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L’altro Stato membro che, insieme al Regno Unito, si trova ad inaugurare il voto continentale sono i Paesi Bassi  -Paese fondatore dellUnione– ai quali spettano 26 seggi all’interno del Parlamento europeo.

I circa 13,5 milioni di elettori nederlandesi dovranno decidere  tra i 16 partiti che si presenteranno alle urne: vediamo quali sono i più influenti. Il Volkspartij voor Vrijheid en Democratie (VVD – Partito Popolare per la Libertà e la Democrazia), è il partito più grande allinterno dellalleanza di Governo che guida il Paese e che in ambito europeo fa parte di ALDE + En Marche, gruppo dove confluiranno – se eletti – anche i deputati di Democraten 66 (D66), altro partito della coalizione governativa. Nell’Esecutivo dei Paesi Bassi, però, sono presenti anche altri due partiti: il Christian Democratic Appeal (CDA) e il Christian Union + Reformed Political Party (CU+SGP), con il primo che aderirà al Gruppo del Partito Popolare Europeo (PPE) ed il secondo all’ECR.

Il Partij van de Arbeid (PvdA, Partito Laburista), invece, farà parte della galassia socialista dell’S&D. Personaggio di spicco del PvdA è Frans Timmermans, spitzekandidaten dei socialisti: 58 anni, poliglotta, dal 2014 ricopre la carica di Vicepresidente della Commissione Europea.

Il Partij voor de Vrijheid (PVV, Partito per la Libertà) è il partito di estrema destra che durante le ultime elezioni legislative, nel 2017, è riuscito ad attestarsi come secondo partito del Paese. La retorica del suo leader, Geert Wilders, è fortemente anti-islamica e anti-migratoria e se il PVV, dovesse riuscire ad entrare nel PE, si unirebbe al gruppo dell’EAPN, l’Alleanza dei Popoli e delle Nazioni, l’eurogruppo fondato da Matteo Salvini che riunisce tutti i sovranisti europei.

I conservatori hanno recentemente dato vita al Forum voor Democratie (FvD), partito nazionalista ed euroscettico che è la trasposizione politica dell’omonimo think tank fondato dall’avvocato Thierry Baudet e che si presenta alle europee con a capo il giornalista Derk Jan Eppink. Sebbene sia un soggetto politico nuovo, lFvD ha già vissuto al proprio interno dei dissidi che hanno portato alla fuoriuscita di alcuni personaggi di spicco come Henk Otten, altro fondatore del partito. La maggior parte degli elettori dell’FvD sono persone deluse delle politiche migratorie o troppe morbide del VVD o troppo dure del PVV. Oscillanti tra il centro e l’estrema destra, i deputati eletti del FvD confluiranno nellECR.

I Paesi Bassi sono tradizionalmente governati da partiti liberali, ma negli ultimi anni sono aumenti i consensi a favore dellala estrema della destra conservatrice. Così, nel 2017 ci sono voluti oltre sei mesi per formare il nuovo Esecutivo. Sebbene il sentimento europeo sia dominante tra gli olandesi -circa il 78% è pro-europeo- la retorica sovranista ed euroscettica sta prendendo il sopravvento e si sono inaspriti i toni sull’immigrazione.

I sondaggi mostrano uno scenario politico frammentato, con il VVD al 16% e l’FvD al 15%. Laburisti e democristiani fanno registrare entrambi l’11%, mentre i verdi sono fermi al 10%. Più bassi, invece, il D66 con l’8%, il CU+SGP con il 7% e il PVV con il 6%.

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