martedì, Luglio 16

#Europee2019: in Francia i sovranisti sono ‘en marche’ Mentre Macron affronta un brusco calo di popolarità, il Rassemblement National della Le Pen è ai massimi storici

0

Dopo la Germania, la Francia è lo Stato membro che gode del più alto numero di seggi all’interno del Parlamento Europeo (PE), 74, che diventeranno 79 dopo l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea.

Gli oltre 47 milioni di elettori francesi dovranno decidere tra 12 liste. Tra queste spiccano: La République En Marche!, il partito del Presidente francese, Emmanuel Macron, azionista di maggioranza -se confermato- dell’eurogruppo dei Democratici e dei Liberali per lEuropa, (ALDE + En Marche); il Rassemblement National (RN) di Marin Le Pen sarà sparring partner della Lega nell’EAPN, l’Alleanza dei Popoli e delle Nazioni costituita da Matteo Salvini che riunisci i sovranisi europei, che nascerà dalle cenere del Gruppo dellEuropa delle Nazioni e Libertà (ENF, Europe of Nations and Freedom Group); i conservatori di Les Républicains, invece, confluiranno nel Gruppo del Partito Popolare Europeo (PPE); l’Europe Écologie – Les Verts, ovviamente, nel Gruppo Verdi/EFA; l’universo di sinistra, invece, vedrà France Insoumise (FI) unirsi al Gruppo della Sinistra Unitaria Europea/Sinistra Verde Nordica (GUE/NGL, Confederal Group of the European United Left/Nordic Green Left) e il Parti Socialiste al Gruppo dellAlleanza Progressista di Socialisti e Democratici (S&D)

Lo scontro europeo in terra francese sembra essere una lotta esclusivamente riservata a due contendenti: da una parte Macron e dell’altra la Le Pen. Il Presidente francese è smanioso di elevare la sua figura anche in campo europeo, nonché la sua influenza -vedi recente polemica con l’Italia sul memorandum of understanding con la Cina-, ma sta facendo i conti con un calo di popolarità che sicuramente avrà ripercussioni alle urne.
A mettere in crisi il leader transalpino è stata londata di manifestazioni organizzate dai gilet jaune che da novembre scorso, ogni sabato, hanno protestato nelle strade delle principali città della Francia, creando non pochi disordini. Rivendicando inizialmente il rincaro sul carburante, le proteste dei gilet gialli si sono poi allargate sul potere d’acquisto e sul taglio delle tasse. A cavalcare l’onda del dissenso, ovviamente, ci ha pensato il movimento di Marine Le Pen, la quale, nel corso del 2018, ha ristrutturato il partito -dopo vari dissidi e una scissione interna che ha portato anche alla nascita de Les Patriotes– cambiando anche il nome da Front National a Rassemblement National, ma rimanendo fedele alla retorica euroscettica e sovranista.

Come in Italia stanno facendo il Partito Democratico, La Sinistra e, in parte, quel che resta di Forza Italia, Macron ha cercato di incentrare la campagna elettorale sul tema del bipolarismo e sulle visioni differenti dell’Europa dei due schieramenti principali: è servito tutto ciò?

I sondaggi dicono di no. Al momento, infatti, le statistiche danno in testa il Rassemblement National con il 24%, seguito subito dopo da En Marche con il 23%. Ma non è tanto la perdita di consenso di Macron a far rumore, quanto la crescita dell’RN che, in un anno esatto, è riuscito a guadagnare circa 8 punti percentuali. Più staccati gli altri partiti con i repubblicani al 13%; FI al all8%; i verdi al 7%; i socialisti al 5% e tutti gli altri partiti sotto il 4%.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore