domenica, Giugno 16

Spietato controllo delle milizie, sofferenza di massa: benvenuti nella Libia post-guerra NATO Intervista esclusiva con Linda Ulstein, portavoce delle tribù libiche: le colpe dell'Occidente, l'orrore di oggi nella Libia degli occidentali

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Ci racconti, per favore, la situazione nelle prigioni in Libia, spesso gestite dagli stessi warlords che sequestrano le persone e le rinchiudono per anni nelle prigioni senza alcune prove di accusa. Perchè Amnesty International e la Croce Rossa sono così completamente inefficienti in Libia? Si trovano lì solo per per fare scena?

Si, sfortunatamente la situazione nelle prigioni in Libia è veramente orribile. Torture, atrocità, uccisioni e stupri. Iniettano anche droghe pesanti ai prigionieri, come l’eroina, così da dare loro dipendenza. Ci sono video che lo provano e immagini che possono dire più di mille parole. Torture inumane e orrende, come immergere i prigionieri in olio o acqua bollente fino a vederli morire. Persone crocifisse con le unghie incastrate in diverse parti del corpo, come se fossero oggetti e no esseri umani. Li bruciano e li torturano come nel 1800, tagliando alcune parti del loro corpo. Uomini e donne vengono stuprati e sessualmente tormentati. C’è una documentazione fotografica di tutto ed è un materiale davvero orrendo. Tutto questo adesso sta per essere ufficialmente documentato – sono stati riportati e registrati caso per caso – e il materiale verrà utilizzato per accusare i signori della guerra responsabili delle prigioni private e degli ultimi massacri. Fortunatamente, la popolazione libica è molto intelligente, sta scattando foto con i cellulari per documentare le torture e le uccisioni. Questo tipo di documentazione ha enormemente aiutato il nostro lavoro. Le donne sono costrette a drogarsi per poter lavorare come escort private e in ‘case private’. Vengono somministrati loro alcool e ecstasy. Se una donna è incinta, le viene imposto l’aborto, che viene eseguito nelle prigioni da un medico non certificato e in maniera non professionale. Molte donne sono morte dopo l’aborto per il dolore o per emorragia. Tutto questo è stato riportato dalle famiglie e dagli attivisti per i diritti umani. Le famiglie, però, si guardano bene dal testimoniare in pubblico quanto accaduto, così da evitare che le milizie vadano poi nelle loro case e rapiscano altri bambini. Le prigioni private sono diventate un commercio redditizio per i warlords. Questi estorcono e ricevono denaro dalle famiglie dei prigionieri, che pagano per farli liberare. Molti detenuti sono stati costretti dalle milizie a firmare contratti che prevedevano la cessione dei loro averi, ad esempio case o terreni. Questo è il modo in cui i criminali signori della guerra traggono profitto dalla sofferenza della popolazione libica. Mi dispiace dire queste cose orribili, ma incidono persino i loro nomi con i coltelli sulla fronte dei prigionieri. Molte persone vengono mentalmente tormentate e muoiono sotto questo tipo di tortura. Alcuni sono stati liberati dai tribunali, ma i miliziani non obbediscono alle sentenze della corte e continuano a torturarli e ucciderli. Abbiamo una buona documentazione su questo. Come, ad esempio, lo scandalo della prigione el-Rwimi, e l’ultimo scandalo, durante il quale 49 persone sono state torturate e uccise, presumibilmente da Osama el-Jwili. Nessuno si preoccupa per loro. Al Jawili trattiene ancora alcuni prigionieri, ma alle loro famiglie non è permesso visitarli. Poco tempo fa, 50 persone sono state uccise a Bengasi, presumibilmente da Khalifa Haftar e suo figlio Saddam. Quest’ultimo ha una brutta nomina nel Paese e la gente lo teme. Ogni giorno muoiono prigionieri. Nessun aiuto della Croce Rossa o di Amnesty International sul territorio. Per quanto riguarda Amnesty, li ho contattati e sono andata nelle loro sedi, ma non volevano nemmeno ascoltare. Li ho persino invitati a un incontro su questa crisi, ma non fanno nulla.

Quale crede possa essere una soluzione e una via per la pace in Libia?

La soluzione è un’elezione democratica, durante la quale nessuno di questi signori della guerra terrorizzi la popolazione. E’ il popolo a dover scegliere il proprio leader. I libici devono scegliere chi deve governare la Libia. Noi crediamo nella sovranità nazionale. Quest’anno Saif Al-Islam Gheddafi è un candidato ed è assai popolare tra i libici. Saif lavora molto per l’unità tra le tribù e tutti i libici, e esprime il bisogno di riconciliazione e pace. Ha avuto un’ottima educazione, ha un buon curriculum nell’aiutare il popolo libico e non ha commesso atrocità, come il grande orrore che viviamo ora. Gestiva grandi progetti di costruzioni abitative per il popolo libico, era stato coinvolto in progetti di beneficenza in tutta l’Africa e lavorava per una stampa libera. Ha anche spinto per la formazione di una Costituzione e ha lavorato per garantire istituzioni democratiche durante il regno di suo padre, Muammar Gheddafi. È qualificato ed è contrario alla divisione del Paese. Vuole portare la pace alla gente e creare stabilità in Libia sotto un unico Governo.

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