giovedì, Dicembre 12

Ergastolo ostativo: il nuovo cruccio del fine giurista Di Maio Dice il brillante giurista: che ora se quella Corte di incompetenti decide contro l’ergastolo ostativo, decine di criminali incalliti, in particolare mafiosi, gireranno liberi per le strade italiane (e forse non solo!)

0

Alle volte il destino sembra accanirsi anche contro le persone migliori, contro quelle più attente, più colte, più responsabili, più competenti.
Specialmente, ciò colpisce quando accade con riferimento all’alta competenza giuridica e alla notevole competenza politica, che mettono il competente in questione nella necessità o nel pericolo di vedersi maltrattare una certezza adamantina.

È il caso in questi giorni del nostro grande uomo politico, Ministro degli Esteri impagabile, e amico intimo e ricambiato non solo del giovane ‘Ross’ -un po’ grassottello a dire il vero, colpa delle bevande zuccherate che il nostro non vuole tassare, per non aumentare le tasse, anche se aumenta il colesterolo- ma anche del meno giovane ‘Ping’, entrambi entusiasti degli incontri e dell’amicizia con il predetto, in procinto di recarsi in vacanza con la signora Borgonzoni in Trentino-Alto Adige, al confine con l’Emilia Romagna.

Che, però, mentre si godeva i successi appena conseguiti e si massaggiava i polpacci affaticati dalla lunga passeggiata con telecamera al seguito (anzi, a precederlo) per le vie di New York (a proposito chi era quel poveretto che lo precedeva e lo filmava, visibilmente affannato a dover correre dietro, pardon davanti, allo scattante giovane Ministro? lo chiedo perché credo che meriti un riconoscimento particolare) mentre, come dico, godeva, si trova di fronte, preoccupato, alla disgraziata possibilità che, udite udite, la Corte Europea dei diritti dell’uomo (una accolita di incompetenti legulei) bocci definitivamente la mirabile trovata del nostro ordinamento penale: l’ergastolo ostativo. Lo diceva, quasi piangendo, il poveretto, lo scorso 5 Ottobre, anzi, lo confidava ad un giornalista casualmente trovato per strada, ma del quale non è dato conoscere il nome. Che diceva?

Ma certo, lo spiego subito. Diceva, il brillante giurista: che ora se quella Corte di incompetenti decide contro l’ergastolo ostativo, decine di criminali incalliti, in particolare mafiosi, gireranno liberi per le strade italiane (e forse non solo!) a commettere reati tremendi che più tremendi non si può.

Colpisce, come sempre, in questi nostri politicanti, o almeno in quelli più ‘decisi’ nelle loro affermazioni per lo più apodittiche, quello che loro stessi chiamerebbero dato che parlano più l’inglese dell’italiano- understatement. Per rassicurare gli italiani, che già non hanno abbastanza problemi a cominciare da Renzi che spara addosso al proprio Governo un giorno sì e l’altro pure, si parla appunto di delinquenti incalliti in giro liberi per l’Italia.

Cerco di spiegare in poche e, spero, semplici, parole. Da tempo (non è nemmeno colpa di Salvini e perfino nemmeno di Di Maio, ma solo della ignobile assurdità della nostra politica) vige in Italia unistituto giuridicoche farebbe rivoltare nella tomba il povero Cesare Beccaria, e che fa venire a me, e non solo a me, i brividi nella schiena. La norma è semplice semplice e chiara chiara: se sei un delinquente passibile del cosiddetto 41 bis (cioè di un regime carcerario particolarmente rigido (e già su ciò io avrei più di un dubbio, ma tant’è!) e non collabori, cioè se non denunci altri e roba simile, non potrai avere, mai e in nessun caso, né le agevolazioni che tutti i detenuti possono avere, né sconti di pena che i detenuticollaborativi, sia pure al 41 bis, possono avere.

Questa disposizione, rientra in quella categoria di disposizioni che in dottrina (cito ad esempio lo splendido libro di Ennio Amodio, uscito da poco) vanno (ormai si arriva anche a questo) sotto il nome di diritto penale vendicativo. Insomma quella cosa contro la quale si è battuto Beccaria, insegnando al mondo intero quei principi, che sono quelli di elementare umanità ma anche logica: la pena serve a redimere, a tutti i costi bisogna che sia così, non serve solo a punire, cioè a vendicarsi. Insomma, l’idea per cui un delinquente debbamarcirein galera è l’esatto opposto di un sistema giuridico-penale civile. Certo, ci sono (pochi) ordinamenti in cui c’è la pena di morte, che certo riabilitativa non è, ma noi in Italia e in Europa, di queste cose, per fortuna abbiamo perso la memoria: dovremmo vantarcene. Anche quella ‘corrente’ di pensiero giuridico penalistico, che qualche anno fa andava sotto il nome di diritto penale del nemico, è ormai caduta nell’oblio.

In questo caso, per di più, il risultato non è soltanto che lo Stato si ‘vendica’, ma è che lo Stato fa … il delinquente: ricatta, sì, proprio così, ricatta il delinquente, magari un mafioso, dicendogli, badate bene che questo è il punto, non ‘ti do una pena minore se mi aiuti ad arrestare altri’, ma ‘ti allevio la pena (che già ti ho data) se mi aiuti a trovare altri delinquenti del tuo stampo’.

La cosa non è nuova, e infatti è per questo che il grande giurista di cui sopra emette alti lai di timore, non è nuova perché la Corte europea se ne è occupata molte volte, e da ultimo nel caso Viola, e ha condannato l’Italia per … tortura. Eh sì, tortura, attenti, tortura non perché (come in altri casi dei quali dovremmo comunque vergognarci) i detenuti sono tenuti in celle piccole, umide, sporche, in condizioni inumane, ma perché il condannato è, come dicevo, ricattato e messo in una condizione di disparità rispetto ad altri condannati, magari per crimini molto maggiori, ma che ‘collaborano’ con la Giustizia.

Nel caso Viola, infatti, la Corte europea, lo fa notare molto chiaramente, quando ricorda che la non collaborazione può derivare anche da fatti molto seri di pericolo maggiore, e quindi non solo per la fedeltà alla mafia, per esempio. Pensate ai casi in cui il detenuto sa che se ‘parla’ la sua famiglia potrebbe essere sterminata. Voi, parliamoci chiaramente, voi che fareste?
Ho citato solo un’ipotesi, ma possono esservene altre e non è giusto, cioè non è equo, che una persona, certamente delinquente disgustoso, sia messo nella condizione di non poter ottenere dei vantaggi, magari minimi, che invece altri possono ottenere, pur avendo commesso delitti più gravi del suo.

Non so cosa deciderà la Corte europea nella attesa sentenza definitiva, ma certo che la sentenza Viola andrebbe letta, perché è un piccolo manuale di civiltà e di civiltà giuridica.
Non lo dirò mai abbastanza: le pene devono essere certe e certamente scontate, ma la dignità delle persone va sempre e comunque difesa e preservata e, come si dice, ‘la legge è uguale per tutti’. È la base della nostra civiltà, è ciò che per decenni ci ha distinto e ci distingue da altri, vogliamo rinunciare anche a questo, solo per togliere qualche pensiero al pensoso e preoccupato amico del sig. Ross?

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.