venerdì, Dicembre 13

Emiliano Minnucci: "Il pendolarismo la priorità" Intervista al deputato Pd membro della commissione Trasporti: "La Torino-Lione va fatta”

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pendolari treni

Nell’Italia dell’Alta Velocità ci sono milioni di persone che non viaggiano su Italo o su Freccia Rossa ma su convogli scomodi, sporchi e sovraffollati. E’ l’Italia dei pendolari alle prese ogni giorno con disservizi continui, dalla soppressione delle corse ai ritardi. Le cause? Tante. Un albero che cade, il freddo, ma anche il sempre crescente fenomeno dei furti di rame sulle linee elettrificate. Lungo le linee dei pendolari, quasi carri bestiame, si moltiplicano i comitati, rare volte ascoltati dalle Regioni di competenza. Ed i tagli che si annunciano non promettono bene. Le Regioni hanno infatti già annunciato che a soffrirne oltre alla sanità saranno i trasporti. Dire trasporti è dire infrastrutture, un settore in cui l’Italia è carente, malgrado la Tav. Su alcune questioni risponde Emiliano Minnucci, deputato del PD dal giugno scorso (è entrato a Montecitorio in sostruzione di Enrico Gasbarra divenuto deputato europeo) è membro della IX Commissione Trasporti Poste e Telecomunicazioni.

 

Il pendolarismo è completamente abbandonato dalle istituzioni. Che proposte il Pd sta portando avanti per sostenere i pendolari?

Credo che gli investimenti nelle reti regionali e locali, usate in prevalenza dai pendolari, devono diventare oggi una priorità. A Roma, come a Milano, ma anche in tutto il resto d’Italia. Sono certo che anche i vertici regionali e delle istituende città metropolitane condividano questa preoccupazione. E’ necessario difendere le richieste legittime di milioni di pendolari che viaggiano ogni giorno in condizioni non accettabili

In tema di linee ad Alta Velocità si assiste ad una serrata concorrenza tra Trenitalia e Ntv, quali indicazioni state dando per migliorare il settore?

Per quanto riguarda l’Alta Velocità credo che la concorrenza tra Trenitalia e Ntv sia stata fino ad oggi un fattore positivo per il miglioramento del servizio, delle infrastrutture e della rete ad alta velocità nel Paese. Detto questo, personalmente ritengo che dopo gli ingenti investimenti riversati sul settore “Alta Velocità” negli ultimi anni, oggi la priorità sia il potenziamento e rinnovamento delle reti regionali e “locali”, usate per la maggior parte da pendolari per motivi di lavoro e studio e ai quali cui oggi non è offerto un “servizio pubblico” adeguato.

La Sicilia soffre di un deficit di linee ferroviarie. E’ sceso in campo anche l’attore Pino Caruso per denunciare l’ulteriore gap che divide l’isola dal resto d’Italia. E’ un problema che può trovare soluzione?

La mancanza di infrastrutture è un problema che riguarda storicamente tutto il sud Italia. I problemi sono molti e tra loro correlati. Sulla “questione meridionale” sono stati versati fiumi di inchiostro e di parole. Una cosa è certa, le risorse per ricucire il gap ci sarebbero. Basti solo pensare ai miliardi di euro di Fondi Strutturali stanziati dall’Unione Europea e che hanno come priorità di investimento proprio le infrastrutture, il sostegno alle Piccole e Medie Imprese e all’occupazione.

La Tav Lione-Torino continua ad essere fortemente osteggiata. Non è sicura, a questo punto, nemmeno la sua effettiva utilità. Molti manifestanti sono stati accusati di terrorismo. Qual è ad oggi la posizione del Pd e della Commissione?

Purtroppo come spesso accade nel nostro Paese non si è mai entrati nel merito della discussione su un’infrastruttura di carattere strategico come la “TAV Torino-Lione” e tutt’oggi credo che anche i più informati abbiano difficoltà a capire quale sia la questione in oggetto. Innanzitutto iniziamo a chiarire che la “TAV Lione-Torino” fa parte di un progetto di costruzione di una linea ferroviaria “europea” che va dalla Spagna alla Polonia. Il tratto “Torino-Lione” quindi non è altro che l’arteria che collegherebbe l’Italia a questa grande linea europea. Tanto è vero che il 40% dei fondi per la sua costruzione sono europei, mentre il restante 60% è diviso tra Italia e Francia. Direi che come Paese dovremmo discutere proprio su questo: “vogliamo far parte di questo grande progetto europeo?”.  Un dibattito che in larga parte è stato fatto ben 10-15 anni fa, durante la progettazione della linea e prima dell’inizio dei lavori. La “TAV Torino-Lione” rientra quindi all’interno di una discussione più ampia riguardante la programmazione e lo sviluppo delle infrastrutture strategiche del nostro Paese. Il Partito Democratico ha più volte confermato il suo appoggio alla Linea “Torino-Lione” e lo scorso aprile il Parlamento ha ratificato a larghissima maggioranza l’accordo internazionale per l’esecuzione dei lavori. Personalmente credo ci sia bisogno procedere velocemente verso la sua realizzazione.

In una penisola come l’Italia come pensare davvero alle autostrade del mare?

Il Governo ha già investito e continuerà ad investire sullo sviluppo delle Autostrade del Mare, in particolare attraverso un sistema di rimborso economico fino al 30% del costo dei biglietti marittimi (chiamato Ecobonus) per gli autotrasportatori che scelgono questo tipo di trasporto. Le Autostrade del Mare italiane attualmente attive sono: Catania-Civitavecchia; Catania-Livorno; Catania-Genova; Catania-Napoli; Catania-Ravenna; Massina- Salerno; Palermo-Civitavecchia; Palermo-Genova; Palermo-Napoli; Palermo-Salerno e viceversa (oltre a tutte quelle attive fra il continente e la Sardegna). Quelle internazionali sono: Barcellona-Genova; Barcellona-Palermo; Barcellona-Civitavecchia; Valencia-Genova; Tolone-Civitavecchia; Tunisi-Genova; Tunisi-Livorno; Tunisi.Civitavecchia; Tunisi-Napoli. Ritengo importante continuare ad investire in questo settore in modo da decongestionare il traffico su strada, migliorare la sicurezza, tutelare l’ambiente e migliorare le condizioni di lavoro degli autotrasportatori.

Nel processo in atto di creazione delle nuove Città Metropolitane che modello di trasporto state elaborando a livello centrale?

La città metropolitana è un ente territoriale ancora in fase di costituzione. Parlare di “modello di trasposto” credo sia prematuro. Una cosa è certa, le realtà che faranno parte dell’area metropolitana avranno un incentivo ulteriore a collegarsi tra loro diventando sempre più interdipendenti. E’ difficile immaginare che una parte delle risorse a disposizione non saranno distribuite per investimenti riguardanti l’ampliamento e il miglioramento delle reti di comunicazione e di trasporto. Chi si tira fuori oggi, come sta tentando di fare ad esempio l’amministrazione di Civitavecchia, in un momento “costituente” come questo, decide volontariamente di non avere voce su temi fondamentali domani.

In Commissione Trasporti avete esaminato la revisione di alcune norme del Codice della Strada. Tra le novità anche l“omicidio stradale”. Cosa si prevede in particolare?

Posto che l’introduzione della fattispecie di reato sta richiedendo una modifica al codice penale, in materia di sanzioni accessorie al riguardo il testo elaborato prevede, attraverso un’integrazione dell’articolo 219 del codice della strada, un divieto di conseguire una nuova patente per il soggetto responsabile di omicidio che, alla guida con un tasso alcol emico superiore a 1,5 grammi al litro ovvero sotto l’effetto di sostanze psicotrope o stupefacenti si rende responsabile di omicidio colposo con violazione delle norme di circolazione stradale, una situazione disciplinata dall’articolo 589, terzo comma, del codice penale. Si prevede inoltre un divieto di conseguire la patente qualora il soggetto ne fosse privo. Modificando l’articolo 222 del codice della strada si prevede inoltre che, nel caso di sentenza irrevocabile di condanna per il reato di omicidio colposo il cancelliere del giudice trasmetta entro quindici giorni copia autentica al prefetto del luogo della commessa violazione e che il prefetto emetta nei confronti del soggetto che ha commesso il reato un provvedimento di inibizione alla guida sul territorio nazionale a tempo indeterminato.

 

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