mercoledì, Maggio 22

EMA, Padoan spinge per Milano: ‘E’ assolutamente pronta’ Interpol: 50 sospetti fighters dell'Isis sarebbero arrivati di recente in Italia a bordo di barche. Usa, Trump e il discusso discorso sullo stato dell'Unione

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«Abbiamo chiesto di fare una visita con la Commissione ambiente presso i locali temporanei e definitivi che il governo olandese ha messo a disposizione per la sede dell’agenzia europea del farmaco». Parola di Giovanni La Via, relatore per la commissione ambiente del Parlamento europeo della proposta sulla sede dell’Ema, che all’Ansa conferma: «Io ho fatto la richiesta formale oggi all’ambasciatore olandese e organizzeremo nei prossimi giorni o nelle prossime settimane un sopralluogo». L’europarlamentare ha poi aggiunto che «al Parlamento europeo è scaduto il termine per la presentazione degli emendamenti in Commissione e che ne sono stati presentati poco più di 50, alcuni che riguardano la sostituzione di Amsterdam con Milano e altri che riguardano città francesi, ma potrebbero esserci anche proposte di altri Paesi».

Sulla vicenda Ema è intervenuto anche il ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan: «Milano è assolutamente pronta e ha il livello più elevato e possibile di offerta di servizi e accoglienza per una istituzione internazionale. Questa vicenda mostra che oggettivamente Milano merita l’assegnazione di Ema. Il governo si sta muovendo insieme al Comune per vedere come si possa aprire uno spiraglio nell’ambito delle regole europee. In ogni caso è una soddisfazione per Milano dire ‘noi siamo pronti e altri non lo sono’».

Parlando del nostro Paese invece, l’Interpol ha fatto circolare una lista coi nomi di 50 sospetti fighters dell’Isis, tutti di nazionalità tunisina, che sarebbero arrivati di recente in Italia a bordo di barche. A dirlo il ‘Guardian‘, secondo cui l’elenco coi nominativi è stato inviato il 29 novembre al ministero dell’Interno, che lo ha successivamente girato alle agenzie anti-terrorismo in Europa. I sospetti miliziani dello Stato islamico sarebbero giunti in Italia fra luglio e ottobre dell’anno scorso a bordo di piccole imbarcazioni che sono state abbandonate sulla spiaggia. Alcuni erano stati identificati dalle autorità italiane una volta sbarcati sulle coste siciliane.

Andiamo negli Usa, perché nella notte c’è stato l’atteso discorso sullo stato dell’Unione da parte del presidente Donald Trump. «Questo è il nostro nuovo momento americano. Non c’è mai stato momento migliore per cominciare a vivere il sogno americano», ha detto il tycoon, che ha rivendicato gli «straordinari successi» del suo primo anno alla Casa Bianca lanciando un appello all’unità al Paese e ai democratici per lavorare insieme nel secondo: «Stasera vi chiedo di mettere da parte le nostre differenze, di cercare un terreno comune e di trovare l’unità.  Stasera sto tendendo una mano per lavorare con i membri di entrambi i partiti, democratici e repubblicani, per proteggere i nostri cittadini, di qualsiasi estrazione, colore e credo». Unica sorpresa l’annuncio di un ordine esecutivo per tenere aperta la prigione di Guantanamo che Barack Obama voleva chiudere.

La replica dei democratici è arrivata con Joe Kennedy III: «I bulli possono sferrare un pugno e lasciare il segno, ma non sono mai riusciti a eguagliare la forza e lo spirito del popolo unito in difesa del suo futuro».

Sulla questione Siria torna a parlare il presidente francese Emmanuel Macron che, commentando l’operazione militare lanciata dall’omologo turco Recep Tayyip Erdogan contro l’enclave curda di Afrin, mette in guardia la Turchia sui rischi di un’invasione del nord del Paese: «Un reale problema se non venisse rispettata la sovranità siriana. Ho chiesto subito calma e cautela e ho fatto presente già dalle prime ore la nostra preoccupazione», afferma il presidente intervistato da ‘Le Figaro‘.

Parlando ancora di Francia, Il teologo musulmano Tariq Ramadan, di nazionalità svizzera e origini egiziane, è stato posto in stato di fermo a Parigi in seguito a due denunce per stupro che hanno fatto scattare l’apertura di un’inchiesta. Ramadan è sempre stato molto controverso per le sue affermazioni sulle donne. Le accuse degli ultimi mesi gli sono già costate una sospensione dalla carica di docente di studi islamici a Oxford.

Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha approvato all’unanimità una risoluzione in cui ha condannato le violenze in atto nella Repubblica Centrafricana. Inoltre è stato esteso per un anno l’embargo sulle armi al Paese e le sanzioni per individui ed entità. Nel testo si condannano anche gli atti di incitamento alla violenza che minano la pace, in particolare su base etnica o religiosa.

Passiamo alla Catalogna, perché la polizia ha indicato di avere fermato due persone per gli incidenti registrati ieri durante la manifestazione di sostegno all’ex-presidente in esilio Carles Puigdemont davanti al parlamento di Barcellona.

«Non smetteremo di cercare i criminali che hanno fatto questo per consegnarli all’autorità giudiziaria». Lo ha detto il presidente egiziano Abdel Fattah Al Sisi, parlando del caso di Giulio Regeni alla cerimonia di avvio della produzione del maxi giacimento di gas egiziano Zohr a Port Said. Sisi ha sostenuto che il crimine è stato commesso «per rovinare i rapporti con l’Italia».

In Cambogia invece uccisi un attivista ambientalista, una guardia forestale e un ufficiale della polizia militare nell’area forestale protetta di Keo Seima, nella provincia di Mondulkiri, un’area particolarmente colpita dal disboscamento illegale. Secondo le autorità, i tre sono stati vittima di una rappresaglia per aver confiscato delle attrezzature da taglialegna di contrabbando. Negli ultimi anni altri ambientalisti cambogiani sono stati presi di mira.

Chiudiamo con la Turchia, perché il tribunale di Istanbul ha deciso il rilascio del presidente di Amnesty International nel Paese, Taner Kilic, dopo quasi 8 mesi di carcerazione preventiva con accuse di terrorismo per sospetti legami con la presunta rete golpista di Fethullah Gulen.

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