lunedì, Dicembre 16

Elezioni: quel che la gente vuole e i politici ignorano Il distacco tra Paese e programmi politici certificato dal 'Manifesto degli italiani. La priorità di intervento richieste alla politica';

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A dar credito a quelli che sembrano essere gli umori dominanti, le persone ‘comuni’, quelle che incontri al mercato o stipate sugli autobus, queste elezioni serviranno poco o nulla: i problemi quotidiani, legati alla vita di ognuno di noi, resteranno immutati, e, anzi, sono destinati a ulteriormente incancrenire. Una diffusa sfiducia, insomma, che attraversa orizzontalmente il Paese, senza distinzione di età, sesso, luogo di residenza. In effetti, è una campagna elettorale priva di qualsiasi passione, progetto, spinta ideale. Gli stessi candidati, nel promettere un Paese dei balocchi in cambio di una fiducia e di un voto che sanno di non essersi guadagnata e meritare, li guardi in viso e ce l’hanno dipinto che neppure loro ci credono a quello che dicono; che sono consapevoli di spararla grossa; di dire panzane che non stanno né in cielo né in terra.

Uno stato d’animo diffuso che viene certificato e documentato dalle rilevazioni e dai sondaggi seri, quelli che vengono condotti con rigore e nel tempo. Rivelano uno ‘stato del Paese’ che chi è impegnato nella politica politicante preferisce ignorare. Ma non è che occultando l’immondizia sotto il tappeto si pulisce la casa.
Una di queste ricerche che merita attenzione (e probabilmente per questa ragione la si è bellamente ignorata) è ilManifesto degli italiani. La priorità di intervento richieste alla politica‘; una ricerca curata dal bolognese istituto Nomisma. Un documento che costituisce un segnale di «quanto poco oggi la classe politica riesca a farsi autenticamente interprete delle esigenze dei cittadini».

Per misurare le priorità degli italiani, Nomisma suddivide gli ambiti di valutazione in nove categorie: economia e lavoro; tasse e fiscalità; sanità; servizi per i cittadini; ambiente e inquinamento; sicurezza e giustizia; istruzione e cultura; giovani; fasce deboli della popolazione & welfare.
Nella ricerca emerge la centrale attenzione ai temi dell’economia e del mercato del lavoro, con particolare riferimento a disoccupazione e precariato. Le ‘richieste‘ alla politica (nazionale: Governo; e locale: amministrazioni regionali e comunali), sono fortemente polarizzate su queste tematiche: da sole costituiscono il 24 per cento delle priorità di intervento indicate come ‘assolute‘, richieste a gran voce al Governo (85 per cento). L’aumento del tasso di occupazione (dal 57,2 per cento del 2016 al 57,9 per cento del 2017) e la contestuale diminuzione del tasso di disoccupazione (-0,4 punti percentuali) registrati nell’ultimo anno, secondo Nomisma, sono segnali ancora ‘troppo deboli’ per trasmettere l’idea di un mercato del lavoro in ripresa e soprattutto stabile.
Così si spiega l’esigenza di contrastare disoccupazione e precariato. Per quel che riguarda i possibili interventi a favore dei giovani, il 28,4 per cento degli interpellati segnala la necessità di attivare azioni di contrasto alla disoccupazione e al precariato dedicati attraverso incentivi per l’assunzione a tempo indeterminato che vadano oltre la prosecuzione e il potenziamento del Jobs Act, ritenuto lo strumento pienamente idoneo solo dal 3,7 per cento della popolazione.

Uno dei temi spesso al centro del dibattito politico nei talk show, l’uscita o meno dall’euro, non è percepita come priorità: solo il 5,1 per cento segnala questa esigenza di dibattito. Il sondaggio Nomisma mostra un’altra lacuna del dibattito politico: i giovani praticamente poco o per nulla citati nei talk show o nelle interviste sui quotidiani, rappresentano in realtà un ambito di primario interesse per la maggior parte degli italiani. In particolare, approfondendo il tema Millennials emerge chiara (accanto alle azioni di contrasto a disoccupazione e precariato) l’importanza attribuita al connubio formazione-lavoro. Il 18 per cento ritiene fondamentali i percorsi di orientamento e avviamento al lavoro dedicati ai giovani diplomati e laureati, uno dei fronti su cui quanto fatto finora non è ritenuto sufficientemente incisivo. Anche i temi di impatto sociale, come le azioni di contrasto a bullismo e cyberbullismo tra i giovani, destano un crescente interesse: 12,3 per cento.

Una ulteriore esigenza riguarda la domanda di incentivi e agevolazioni destinati alle giovani famiglie (11,1 per cento) con forte interesse sull’acquisto della prima casa. La droga si conferma una tematica che raccoglie preoccupazioni (6 per cento) e su cui gli italiani richiedono azioni di contrasto e prevenzione da parte della politica. Nella azioni di prevenzione a dipendenze ed abusi seguono l’alcol (6 per cento) e i social network (4,8 per cento), mentre il gioco d’azzardo rientra in misura minore tra le preoccupazioni.

Sul fronte tasse e fiscalità, il 27,2 per cento sollecita azioni di contrasto all’evasione, elemento di penalizzazione sia delle prospettive di crescita che di equità sociale. Richiesta che acquista maggior forza tra chi risiede al Nord, superando il 29 per cento, e chi ha più di 54 anni. L’alleggerimento della pressione fiscale e l’adozione di una flat tax, invocata da alcune forze politiche, è considerata una priorità solo dal 7,9 per cento della popolazione, con leggere flessioni legate ad area geografica (8,8 per cento tra chi vive al Nord-Ovest) ed età (9,8 per cento tra chi ha tra i 37 e i 53 anni). Più importante risulta essere l’adozione di misure di contrasto al lavoro nero (11,5 per cento, con picchi del 14,9 per cento nelle Isole). Un tema ‘sensibile’ come quello della sicurezza e della giustizia vede prevalere (30,8 per cento) la richiesta di un miglioramento della macchina giudiziaria (durata dei processi e certezza della pena).

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