domenica, Dicembre 8

Elezioni anticipate: chi le vuole davvero? nell’Italia che si è ‘seduta’ Se si andasse al voto Salvini e Meloni farebbero il pieno, ma a quel punto dovrebbero governare senza più scuse, e allora sarebbe dura...meglio fare ‘ammunina’

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A uno straniero, o anche semplicemente a un cittadino che non segue con attenzione le tante sfumature della politica italiana, per spiegare quello che accade, si può far ricorso a quel ‘Regolamento da impiegare a bordo dei legni e dei bastimenti della Real Marina del Regno delle Due Sicilie’. Un testo che, secondo la leggenda, risale al 1841 (in realtà, quel regolamento non è mai esistito); scritto in napoletano, è comunque di facile decifrazione: «All’ordine Facite Ammuina: tutti chilli che stanno a prora vann’ a poppa / e chilli che stann’ a poppa vann’ a prora: / chilli che stann’ a dritta vann’ a sinistra / e chilli che stanno a sinistra vann’ a dritta: / tutti chilli che stanno abbascio vann’ ncoppa / e chilli che stanno ncoppa vann’ bascio / passann’ tutti p’o stesso pertuso: / chi nun tene nient’ a ffà, s’ aremeni a ‘cca e a ‘ll à».

Fanno dunque ‘ammunina i vari attori dell’attuale politica politicante? Il ‘Capitan Fracassadella Lega, va con il vento in poppa. Meno si comporta come il ruolo istituzionale ricoperto imporrebbe, più guadagna consenso e voti. Diciamo che ben interpreta lo spirito del tempo. Se vuole ritirare la sua delegazione dalla compagine giallo-verde, due sole le possibili strade: il presidente della Repubblica affida l’incarico (disperato) di formare un nuovo Governo a una personalitàaliena’; e ne potrebbe venir fuori un ibrido ancora più balordo dell’attuale compagine: formata da Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, quel che resta di Forza Italia… Vero che i ‘peones’ dei vari partiti sono quasi tutti con poca arte e parte, e dunque aggrappati alla ‘cadrega’ a qualsivoglia costo. Ma un ‘composto’ simile vedrebbe immediatamente insorgere una quantità di casi di coscienza, PD e M5S si spaccherebbero; per non dire delle rivolte a livello popolare che un simile Governo Frankestein comporterebbe; insomma una simile prospettiva non è certo praticabile, esiste solo nelle fantasie estreme di fabbricanti professionisti di retroscena senza la scena.

In Parlamento, i numeri sono quelli che sono; il Presidente della Repubblica, molto a malincuore, si vedrebbe dunque costretto a sciogliere le Camere e indire nuove elezioni politiche. Che molti da tempo ritengano questo sbocco inevitabile, non significa che sia la soluzione preferibile. E’ un paradosso, ma nuove elezioni non porterebbero particolari benefici; e paradosso nel paradosso, ci si deve seriamente interrogare se non sia preferibile questo Governo, a un altro, futuro, probabile, Governo.

E’ ragionevole ritenere che in caso di elezioni anticipate (poco importa se in autunno o primavera) la Lega di Matteo Salvini e i Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni possano fare il pieno. Favoriti da una legge elettorale (di questo occorre ringraziare Matteo Renzi), a suo tempo aspramente avversata da chi oggi ne ricava i maggiori profitti (infatti, né Lega né Fratelli d’Italia parlano più di modificarla), Salvini e Meloni credibilmente potrebbero costituire una maggioranza, magari ‘aiutati’ da qualche “volenteroso alla Giovanni Toti (non mancano mai).

Forza Italia, o come deciderà di chiamarsi la formazione di Silvio Berlusconi, è unTitanicdove da tempo è scattato ilsi salvi chi può’.
Per definire la situazione del Partito Democratico si può fare ricorso alla ‘Nave dei folli’, il celebre dipinto di Hieronymus Bosch. Il tasso di litigiosità masochista del Partito è qualcosa di incomprensibile. Non ha precedenti la pretesa di Renzi e soci, nonostante l’impressionante quantità di fallimenti, di costituire ancora ‘risorsa’ che si traduce in sistematico e pervicace boicottaggio del Segretario Nicola Zingaretti. Nel complesso un partito di opposizione che si muove lento nelle azioni di contrasto, e assente in quanto a proposte alternative. Il PD al momento, è un partito-zombie, frastornato come il George Foreman a Kinshasa, sotto i colpi implacabili di Cassius Clay.

Il PD, insomma, in caso di elezioni anticipate è votato a nuova sconfitta. Non è pronto a raccogliere la sfida. Per poter sperare di riprendersi ed essere credibile, non solo deve liberarsi delle ‘scorie’ di cui è ancora preda e lo paralizzano. Deve elaborare una cultura di governo credibile e adeguata ai tempi che si vivono. Ha insomma bisogno di tempo.

C’è inoltre un altro motivo che sconsiglia le elezioni anticipate, ed è un non detto di cui un po’ tutti sono consapevoli: il mandato del Presidente della Repubblica scade nel 1922. Il successore di Mattarella conviene sia eletto da questo Parlamento (che consente maggioranze variabili), o da un altro che sarà forte e unico? Oggi le intemperanze, per quanto bislacche del MS, frenano la Lega, e viceversa. Nel nuovo Parlamento Salvini non avrebbe più nessuna ‘diga’ se non se stesso. Un’‘espressioneleghista al Quirinale è qualcosa che fa torcere le budella a più d’uno; e anche questo costituisce un freno alle elezioni anticipate.

Il boccino comunque è, e resterà, nelle mani di Salvini. Per il momento, la Lega abbaia, ma non ha deciso ancora di andare all’incasso. Lo farà? Salvini è consapevole che, passata la prima euforia, dopo sarà costretto a governare sul serio, e non avrà più come alibi il M5S che lo frena, o Bruxelles, o quant’altro. Una volta conquistato palazzo Chigi, sarà l’hic Rhodus, hic salta. Con il fiuto di cui è dotato, lo capisce che si trova in un difficile crinale: se continua a gonfiarsi come ora, prima o poi, scoppierà. Se mette all’incasso i crediti finora cumulati, deve poi onorare icrediti’. Cosa non facile: per la situazione in sé, da brivido; e perché neppure la Lega, al pari del PD, ha una classe di Governo.

Sul tappeto questioni che non sono eludibili, come finora si tenta di fare.
L’economia italiana -lo certifica l’ISTAT- è in piena stagnazione. Si sbandiera il dato positivo della disoccupazione diminuita. Vero; ma occorre aggiungere che lo si deve a lavori part-time e a bassa qualificazione. Che Luigi Di Maio finga di non capirlo, magari davvero non lo comprende. Ma la situazione questa è. La situazione ‘racconta’ di investimenti privati in calo, di esportazioni fragili, ulteriormente pregiudicate dalla discutibile politica ‘daziaria’ dell’‘amico’ Presidente americano Donald Trump. I dati raccolti dal centro Studi di Confindustria, al riguardo, sono impietosi. I dati dello Svimez documentano, implacabili, che la situazione del Mezzogiorno d’Italia è preoccupante come mai: PIL sotto lo zero, ‘esodo di un paio di milioni di persone in quindici anni che vanno a cercare pane e lavoro, quando va bene, nelle regioni settentrionali del Paese; per la maggior parte emigra in altri Paesi, quasi sempre per restarci definitivamente. Più che ‘invasi’, siamo noi un popolo di ‘invasori’. Perdiamo braccia, forza lavoro, ma anche cultura, know out, visto che uno sui quattro che emigra ha una laurea o un diploma in tasca.
L’Italia non cresce economicamente, sembra condannata a un declino irreversibile, si èseduta’.
Hai voglia di metterti a una consolle e fare il deejay. In autunno non cadono le foglie. E il re (o presunto re), resta nudo.

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