mercoledì, Dicembre 11

El Salvador: Nayib Bukele contro violenza e povertà E' iniziato sabato il suo incarico e si prepara a cambiare il Paese centroamericano

0

L’ex sindaco di San Salvador, Nayib Bukele, che ha vinto più voti di tutti gli altri candidati alle elezioni presidenziali di febbraio, ha iniziato sabato il suo incarico. «Il nostro Paese è come un bambino malato, ora tocca a tutti noi prendercene cura. Dobbiamo soffrire un po ‘adesso, dobbiamo avere un po’ di dolore, assumerci le nostre responsabilità e tutti come fratelli per portare avanti quel bambino», ha detto Bukele alla folla. Accompagnato dalla moglie incinta Gabriela Rodriguez, Bukele ha promesso di prendere decisioni migliori contro l’impoverimento, la violenza e la corruzione del Paese. Infatti, El Salvador, secondo l’‘Indice di Percezione della Corruzione’ stilato da Trasparency  International, è 105esimo su 180 Paesi in graduatoria con un punteggio di 35 su 100 e si registra per uno dei tassi di omicidi più alti al mondo causata dalla violenza attuata delle due principali gang, MS13 Barrio 18, in perenne lotta tra loro, ma anche risultato della lunga guerra civile.

Per combattere la violenza, Bukele ha proposto un piano prevede alcuni interventi in infrastruttura ed energia. Si parla dell’interconnessione elettrica della regione con un costo da 300 milioni di dollari, così come del rafforzamento delle infrastrutture alla frontiera tra Guatemala e Messico, il collegamento tra le rotte dell’asse turistico guatemalteco con lo stato messicano di tabasco, la costruzione di un gasdotto da 600 chilometri che colleghi la zona sud del Messico e l’America centrale.

Bukele è stato eletto tra le fila del partito di destra GANA (Gran Alianza por la Unidad Nacional) con oltre il 53% dei consensi (circa 1,3 milioni di voti)  rompendo un’alleanza tra i due maggiori partiti del Paese, che sin dalla fine della guerra civile terminata nel 1992 dopo 12 anni di lotte intestine, l’Alleanza repubblicana nazionalista conservatrice (ARENAguidato da Carlos Calleja (31%) e il Fronte di liberazione nazionale Farabundo Marti (FMLN) (14,4%%) del Presidente uscente, Salvador Sánchez Cerén hanno governato insiemeBukele deve ora fare i conti con le frequenti minacce del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di tagliare gli aiuti a El Salvador – così come il vicino Guatemala e Honduras – se non faranno di più per frenare la migrazione verso gli Stati Uniti. Trump si è congratulato con Bukele sabato su Twitter, dicendo che gli Stati Uniti erano pronti a lavorare con lui «per far progredire la prosperità in El Salvador e nell’emisfero». Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha dichiarato in una dichiarazione che gli Stati Uniti hanno inviato una delegazione guidata dal segretario al commercio degli Stati Uniti Wilbur Ross per partecipare alla cerimonia. Anche l‘ambasciata cinese in El Salvador ha dichiarato in un post su Twitter che Bukele aveva detto a un inviato speciale che considerava la Cina ‘un’amica’.

Palestinese, il suo defunto padre, Armando Kattán, nacque dopo che i suoi genitori (i nonni di Bukele) lasciarono Betlemme, diventando in seguito un noto religioso musulmano. L’ex sindaco della capitale di El Salvador, Bukele, ha gestito la sua prima attività a 18 anni e ha fatto il suo debutto politico nel 2012 come sindaco di una piccola città con l’FMLN (Farabundo Marti National Liberation Front). Ha vinto le elezioni nella capitale tre anni dopo, rendendolo un potenziale candidato alla presidenza. Nel corso del 2017 Bukele è stato espulso da FMLN, i cui vertici lo ritenevano colpevole di varie scorrettezze che, però, lui ha sempre negato. Una volta uscito da FMLN ha provato a riorganizzarsi e fondare un proprio partito indipendente, New Ideas, ma non è riuscito a farlo riconoscere ufficialmente in tempo per le elezioni.

Il presidente venezuelano Nicolas Maduro, il presidente nicaraguense Daniel Ortega e il presidente honduregno Juan Orlando Hernandez non sono stati invitati alla cerimonia, dal momento che Bukele li considera governi ‘antidemocratici’: «Dittatori come Maduro in VenezuelaOrtega in Nicaragua e Juan Orlando in Hondurasnon avranno mai alcuna legittimità, perché rimangono al potere con la forza e non rispettano la volontà del loro popolo» aveva detto prima delle elezioni Bukele.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore