domenica, Giugno 16

Egitto: la nuova sfida Europea Diversi i fattori che minacciano la stabilità dell’Egitto, ma, l’Europa può intervenire. Ne parliamo con Abdel Ghafar, socio del Brookings Doha Center

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Riflettori puntati sull’ Egitto, attualmente uno dei maggiori Paesi del Mediterraneo che si ritrova al centro dell’attenzione per questioni politiche, economiche e sociali. Proprio lo scorso gennaio le autorità egiziane hanno arrestato l’ex generale Sami Anan, dopo avergli negato il permesso di candidarsi alle elezioni presidenziali fissate per il prossimo marzo. Abdel Fattah al Sisi, l’attuale Presidente, è diventato così l’unico possibile candidato, avendo messo fuori gioco anche l’ultimo rivale Anan, ex membro del potente Consiglio supremo militare delle forze armate egiziane (SCAF). Le accuse mosse ad Anan sono la falsificazione di alcuni documenti necessari per presentare la sua candidatura, ma diversi osservatori sospettano che il suo arresto sia una mossa del Governo egiziano finalizzata esclusivamente alla sua espulsione dalle prossime elezioni.

Un recente studio del Think Tank del Parlamento Europeo, condotto da Abdel Ghafar, analizza nello specifico gli aspetti politici, economici, climatici e di sicurezza, che minano alla stabilità del Paese, ponendo l’attenzione in modo particolare sul rapporto dell’Egitto con l’ Unione Europea. Internamente, l’Egitto affronta diverse sfide di carattere sociale come il problema demografico, l’istruzione e la salute. Dal punto rivista economico, la disoccupazione rappresenta un grande problema, come anche la disuguaglianza delle opportunità economiche, in particolar modo a discapito delle donne. Inoltre, è presente un sistema politico altamente polarizzato e frammentato. Dal Colpo di stato del 2013, ci sono state restrizioni alla libertà di parola e diversi attivisti sono stati imprigionati. Un’altro fattore di cui tener conto è l’insurrezione islamica nel Sinai e in altre aree del Paese, che ha avuto un impatto negativo in primis sulla sicurezza ed ha ostacolato anche il turismo.

A causa della sua posizione geografica, la sua grande popolazione e il suo ruolo significativo nella politica del mondo arabo, le sfide del Governo egiziano hanno da sempre avuto un impatto nell’area euromediterranea. L’ Egitto rappresenta un ‘punto strategico’ per l’Unione Europea per il controllo dell’immigrazione illegale attraverso il Mar Mediterraneo, per la lotta al terrorismo e per la risoluzione dei principali conflitti che hanno devastato Paesi mediorientali come la Libia, la Siria e lo Yemen. Per queste ragioni, i partner internazionali come l’UE e gli Stati membri hanno un chiaro interesse nel contribuire a condurre il Paese verso una situazione di stabilità e prosperità. Questo studio è un’analisi approfondita delle attuali sfide che l’Egitto si ritrova ad affrontare e fornisce un esame di come queste sfide potrebbero influire sulla stabilità socioeconomica e politica dell’Egitto nei prossimi due decenni. Ci siamo concentrati sulla relazione politico-economica tra Egitto e Unione Europea, andando ad analizzare gli aiuti effettivi che si potrebbero dare e i benefici che l’Ue e gli Stati membri potrebbero ricavare contribuendo alla stabilità interna dell’Egitto. A tal proposito, abbiamo intervistato Abdel Ghafar, socio del Brookings Doha Center e autore di ‘A stable Egypt for a stable region: Socio-economic challenges and prospects’.

Perché l’Egitto è considerato un ‘punto strategico’ a livello economico e commerciale per l’Unione Europea ?

Nel 2015 sono ricominciati gli incontri bilaterali tra Egitto e UE attraverso la   convocazione di sottocomitati e del comitato di associazione nel maggio 2016. La negoziazione delle priorità del partenariato UE-Egitto all’interno del quadro della PEV è stata lanciata a febbraio 2016, con le priorità concordate a dicembre 2016, e adottata dal Consiglio di associazione a luglio 2017. Le priorità di partenariato sostituiscono il precedente piano d’azione e sono principalmente incentrati su tre aree:una crescita economica sostenibile e inclusiva, partenariati più forti in politica estera, migliorare la stabilità e la sicurezza in Egitto. In realtà, la politica dell’UE nei confronti dell’Egitto appare instabile. L’Egitto riceve una maggiore attenzione dall’UE solo quando affronta una grave crisi politica o socio-economica. La politica dell’UE nei confronti dell’Egitto spesso manca di coerenza a causa dell’incapacità di concordare un approccio unanime da parte degli Stati membri e difficoltà di prevedere e anticipare problemi e possibili sviluppi. Inoltre, a volte molte iniziative dell’UE nei confronti dell’Egitto possono avere solo valore simbolico o risultare fini a se stesse. Raramente si va oltre le visite di cortesia, le dichiarazioni e i gesti superficiali. Questo è possibile constatarlo guardando ai governi di Hosni Mubarak, Mohammed Morsi e Abdel-Fattah el-Sisi.

I politici egiziani comprendono l’importanza dell’Egitto nell’UE in termini di cooperazione per la sicurezza e coordinamento sull’immigrazione illegale. I responsabili delle politiche dell’UE hanno operato a favore della cooperazione in materia di economia e sicurezza, ma meno su questioni politiche. Il silenzio sulle questioni politiche è visto come un prezzo che vale la pena pagare per mantenere il controllo delle frontiere egiziane

lungo la costa mediterranea, e per evitare una rottura del controllo statale che potrebbe portare l’Egitto a unirsi alla Siria come una delle principali fonti di migrazione in Europa.

L’importanza dell’Egitto per l’UE si basa su quattro fattori principali che potrebbero condurre a delle relazioni UE-Egitto nel Mediterraneo nei prossimi due decenni: preoccupazioni per le migrazioni attraverso il Mediterraneo e l’instabilità politica interna ai Paesi che porta a queste migrazioni, un interesse comune a rompere le reti terroristiche che minacciano la sicurezza interna europea e il desiderio di esplorare nuove opportunità economiche che possano garantire vantaggi reciproci riducendo al contempo i disordini nel Paese.

Come si posiziona la UE in Egitto considerando la sua strutturale debolezza in termini di politica estera?

Un aspetto chiave della debolezza dell’UE nell’impegnarsi con l’Egitto è che i singoli Stati membri si sono impegnati fortemente con il Paese a livello bilaterale, nonostante l’Egitto continui a dare priorità all’impegno multilaterale. Ciò non vale solo per l’Egitto, ma è una debolezza istituzionale nella formulazione della politica estera dell’UE che influisce sulle sue relazioni con i Paesi del Nord Africa e di altre aree del mondo.

Il Governo egiziano ha dimostrato di essere abile nel trarre vantaggio dalle differenze politiche con gli stati membri dell’UE. Affinché un approccio dell’UE all’Egitto possa avere un impatto maggiore, è necessario un ulteriore coordinamento e una più forte cooperazione tra gli Stati membri.

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