giovedì, Dicembre 12

Egitto: da Mubarak ad Al-Sisi: 7 anni per niente? Ne parliamo con Giuseppe Dentice, analista esperto di Nord Africa e Medioriente dell’ ISPI.

0

Mancano circa 2 mesi alle elezioni presidenziali in Egitto, e sembra che non ci sarà alcun candidato a concorrere contro l’attuale Presidente, ʿAbd Al-Fattāḥ Al-Sisi. Il voto è previsto tra il 26 e il 28 marzo, mentre un secondo turno dovrebbe tenersi ad aprile, ma viste le circostanze sembra che non servirà andare alle urne una seconda volta. I potenziali candidati d’opposizione erano, di fatto, 5: Ahmed Shaqif, Mohamed Al-Anwar Al-Sadat,  Sami Anan, Khaled Ali e Ahmed Konsowa, ma ad oggi tutti sembrano essere fuori gioco.

Il 7 gennaio scorso Ahmed Shaqif, ex-primo Ministro egiziano sotto la presidenza di Hosni Mubarak, ha dichiarato il suo ritiro dalla concorrenza alla presidenza. Il leader avrebbe giustificato la sua decisone sostenendo che, al momento, non sarebbe la persona ideale per guidare la Nazione. Secondo alcune fonti, Shaqif era uno dei principali rivali di Al-Sisi, a dimostrarlo fu la sua candidatura alle scorse elezioni post-rivoluzionarie del 2012, quando dopo aver sfidato Mohammed Morsi venne arrestato dal suo rivale e fu costretto a rifugiarsi negli Emirati Arabi Uniti. Secondo quanto riportato da Middle East Eye, la rinuncia di Shaqif alla corsa alle elezioni sarebbe avvenuta sotto la minaccia della diffusione di alcuni video compromettenti e dallo sfondo sessuale che lo vedrebbero coinvolto.

Lo scorso lunedì anche Mohamed Al-Anwar Al-Sadat, nipote dell’ex-Presidente assassinato nel 1981 Muḥammad Anwar al-Sādāt, si sarebbe ritirato dalle presidenziali, sostenendo che il clima elettorale non era opportuno per la sua candidatura e per elezioni libere.

Sia Shaqif che Al-Sadat, secondo fonti internazionali, avrebbero lamentato intimidazioni volte a ostacolare la loro candidatura. Anche Sami Anan, ex-capo di Stato maggiore, è uscito dalla corsa presidenziale. Anan non si sarebbe, però, ritirato di sua spontanea volontà, ma è stato arrestato tre giorni fa. L’accusa lo vede colpevole di istigazione contro le Istituzioni, istigazione dell’esercito alla disobbedienza, e di creare una spaccatura tra le forze armate e il popolo egiziano. La procura militare, inoltre, lo accuserebbe di essersi candidato senza il permesso dell’esercito. Nel Paese, infatti, un ex-ufficiale militare per candidarsi alle elezioni deve presentare determinati documenti che indicano la fine del suo servizio militare. Anan, secondo fonti locali, sarebbe stato accusato di aver falsificato suddetti documenti, e quindi il leader risulterebbe ancora in servizio e per questo non idonea alla candidatura. Altre fonti, tra cui i suoi legali, sostengono che le accuse siano totalmente infondate. 

Si aggiunge, poi, Ahmed Konsowa, colonnello dell’esercito egiziano, che aveva annunciato la propria candidatura a Presidente. Konsowa è stato arrestato il 2 dicembre scorso e condannato a 6 anni di reclusione per aver violato le regole militari che impediscono agli ufficiali di partecipare alla vita politica, lo stesso escamotage che ha compromesso la candidatura di Anan. La corte militare ha accusato Konsowa di avere comportamenti nocivi per i bisogni dell’esercito, riferendosi a un video da lui pubblicato in cui esprimeva opinioni politiche.

Fino a martedì, però, sembrava che rimanesse un potenziale candidato intento a concorrere contro Al-Sisi, ovvero Khaled Ali, avvocato e attivista per i diritti umani. Ma proprio ieri la speranza è svanita, dopo che anche lui ha dichiarato il suo ritiro dalla competizione presidenziale. Ad annunciarlo è stata la pagina Facebook ufficiale della sua campagna elettorale. Il leader dell’opposizione avrebbe giustificato la sua rinuncia facendo riferimento all’arresto di alcuni suoi collaboratori, ritenendo poi troppo imminente la data dell’elezione. Per quanto riguarda Ali, è doveroso ricordare che, secondo alcune fonti, il 18 gennaio il leader avrebbe denunciato alcuni burocrati fedeli al governo di ostacolare le procedure per la raccolta delle firme necessarie per presentarsi alle elezioni. Oltre ciò, a ostacolare la sua candidatura ci sarebbe una condanna penale che risale allo scorso settembre, la quale prevederebbe per Ali tre mesi di reclusione con la condizionale e vede il leader accusato di aver compiuto atti osceni fuori dal Tribunale. L’appello dovrà tenersi a breve e, se la condanna non sarà revocata, Ali non avrebbe potuto comunque concorrere alle elezioni. Questo vuol dire che, se non lo avesse fatto di sua spontanea volontà, è probabile che ci avrebbe pensato la Corte a metterlo fuori dai giochi.

Salvo tardive candidature nei prossimi 5 giorni, sembra quindi che l’unico candidato a presentarsi alle elezioni del 26 marzo sarà Al-Sisi. Il 19 gennaio il Presidente aveva annunciato la sua candidatura, e proprio ieri l’ ha resa ufficiale. Siamo di fronte a un Paese che, pur definendosi democratico, è destinato ad affrontare elezioni presidenziali con una ‘mono-candidatura’, un concetto del tutto estraneo alla democrazia in sé. Proprio oggi cade il settimo anniversario della caduta di Mubarak, una presidenza che è durata circa 30 anni. E partendo da questa ricorrenza, abbiamo deciso di analizzare quali sarebbero le effettive differenze tra Al-Sisi e Mubarak insieme a Giuseppe Dentice, analista esperto di Nord Africa e Medioriente dell’ ISPI.

Come siamo arrivati al ritiro dalle presidenziali dei candidati dell’opposizione, come Ali, Anan, Al-Sadat, Shafiq e Konsowa? Cos’è successo?

Bisogna considerare il contesto attuale egiziano. Si può dire che il ritiro di personaggi dal calibro come Anan, o Shafiq – per quanto fossero popolari in Egitto, ma non a tal punto da poter spodestare l’autorità di Al-Sisi – è un segno di debolezza in realtà dell’attuale regime. Quest’ultimo, in un certo senso, li ha costretti a un ritiro in maniera più o meno tacita ed evidente, costruendo delle prove. Ad esempio, la versione ufficiale condivisa dai canali di stampa egiziani riporta che sia Shafiq che Anan, essendo ex-ufficiali, avevano violato norme militari, e soprattutto avevano  infangato il buon nome dell’esercito, specialmente nel caso di Anan, ex-capo di Stato maggiore ai tempi della primavera araba del 2011. Se l’Egitto è arrivato a questo punto, ossia una situazione in cui personaggi importanti del panorama politico vengono messi alle corde, vuol dire che il regime da un lato mostra debolezza, e dall’altro non vuole assolutamente che ci siano delle interferenze di alcun tipo. In un certo senso, è come se si volesse tornare agli anni ’80-’90, quando il voto era in realtà un referendum sulla persona, come è stato all’epoca su Mubarak. Possiamo, quindi,  dire che in Egitto stiamo facendo dei passi indietro piuttosto che avanti. 

Visualizzando 1 di 4
Visualizzando 1 di 4

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore