martedì, Ottobre 20

Ecuador: la controrivoluzione che non ti aspetti Il 4 febbraio il referendum che potrebbe decidere la non ricandidabilità di Correa e di fatto annullare la Revolución Ciudadana e seppellire il correismo

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Una settimana fa, circa, gli uffici dello Stato preposti al controllo contabile, ha annunciato che aprirà un audit sul debito contratto negli ultimi cinque anni -da gennaio 2012 a maggio 2017-, dal Governo Correa -42 miliardi di dollari- per determinare la legalità delle operazioni e l’uso dei fondi. Correa ha parlato di ‘persecuzione’ e ‘colpo di Stato’. Gli esiti ci saranno solo in aprile, ma l’iniziativa è apparsa come una mossa di Moreno, che fin dalla sua elezione ha criticato la gestione dell’economia da parte dell’ex Presidente, per indebolire ulteriormente Correa e la campagna referendaria del ‘No’ operazioni di debito effettuate tra gennaio 2012 e maggio 2017 e presenterà raccomandazioni ad aprile.

Doris Soliz al momento è deputata e Presidente della Commissione Affari Esteri del Parlamento ecuadoriano. “Quando abbiamo designato Lenin Moreno come nostro candidato alle presidenziali già sapevamo che avrebbe cambiato stile e sarebbe stato più aperto al dialogo, però quando abbiamo visto che dialogava con tutti tranne che con il suo stesso partito abbiamo capito che qualcosa non andava”, ci dice Soliz. “Ciò che più è dispiaciuto, è che abbia cominciato a parlare con i protagonisti più corrotti della vita politica ecuadoriana; con le banche, con la destra e con tutti i nemici più acerrimi di Correa e della ‘Revolución ciudadana’, palesando il suo tradimento. Praticamente Moreno ha voltato le spalle alla nostra ed a quella che era la sua ideologia”.

Un cambiamento di stile, quello di Moreno, che ha già causato due vittime illustri;  la stampa ed i media pubblici in generale, consegnati nelle mani della destra e l’altra il denaro dato in mano alle banche, ci sottolinea Soliz. “Come sappiamo in Ecuador è ormai vigente l’utilizzo del denaro elettronico, ma la regolamentazione e le norme per la sua implementazione erano, per legge, affidate alla Banca Centrale, “adesso, invece, grazie a Moreno, saranno le banche private, protagoniste delle più gravi crisi economiche del Paese, ad occuparsene ed a gestirne le dinamiche”.

Riguardo il referendum Soliz segnala che la maggior parte delle domande potevano essere inviate al Parlamento per la loro scontata approvazione, ma che invece fanno parte dei 7 quesiti del referendum per indurre la gente a votareSIin blocco senza starci troppo su a pensare.

Le domande in cui vogliono trionfare il Governo ed i suoi alleati sono la seconda, che pretende impedire a Correa di essere rieletto e di partecipare attivamente alla vita politica del Paese, e la terza, che punta a sciogliere il ‘Consejo de partecipación Ciudadana’. “Si tratta di un vero e proprio golpe istituzionale sponsorizzato dall’accordo fatto tra Moreno, la destra e l’ex candidato alla Presidenza, Guillermo Lasso. Siamo di fronte ad una evidente violazione alla nostra Costituzione. Moreno vuole appropriarsi, attraverso questo referendum, di tutti i poteri dello Stato, facendo destituire dal nuovo Consejo de participación ciudadana i funzionari sgraditi

Se tutto questo dovesse succedere, ci dice Soliz, “non è da escludere il ricorso alla giustizia internazionale e ci si dovrà preparare a una dura opposizione in Parlamento che possa permettere a Correa ed ai suoi compagni di partito di tornare a vincere al più presto possibile”.

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