venerdì, Agosto 23

Economia: tout va très bien, M. Marquis Juncker L’assioma giallo-verde sui conti italiani: tutti al mondo sono dei fessi che non capiscono nulla, solo noi sappiamo tutto, e abbiamo sempre ragione

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Ammettiamo pure, per comodità di ragionamento, che le posizioni ufficiali del Governo siano corrette, e cioè che la manovra architettata dal duo Luigi Di Maio-Matteo Salvini abbia effetti positivi sulla economia italiana.
E’ quel che abbiamo ripetuto ieri al Presidente della Commissione UE, Jean-Claude Juncker «Sono leggermente preoccupato per il fatto che l’economia italiana continua a regredire e auspico che le autorità italiane facciano sforzi supplementari per mantenere in vita la crescita economica». Pronta la risposta del Presidente Giuseppe Conte: «Il Governo aveva previsto il rallentamento del debito pubblico per questo ha elaborato una manovra che vuole perseguire una politica espansiva, ma responsabile, approvando misure di cui il Paese necessitava da troppi anni per ristabilire equità sociale», «Nulla cambia per il Governo». E poi il classico ‘faremo’: «in settimana confidiamo di approvare il decreto crescita con misure in grado dare impulso a crescita e effettiva e potenziale».
Per correttezza di informazione non taciamo che molti politici e commentatori temono che nel DEF, che sarà presentato tra qualche giorno, vi sia poco più di una letterina di Natale.
Aggiungo, infine, che, avendo sentito di sfuggita Di Maio affermare che si prepara una legge per facilitare l’accesso delle imprese al credito, ho avuto un brivido alla schiena, pensando a quante banche falliranno e tra qualche anno, constatandone il dissesto, si dirà che è colpa degli odiosi banchieri.

Ammettiamolo, però: non possiamo negare a noi stessi e al famoso popolo italiano, di cui quei governanti parlano in continuazione, e che li vota, che la situazione economica attuale del nostro Paese non sia esattamente la migliore di quelle possibili, sia sul piano del ‘confronto’ con le altre economia europee e mondiali, sia nei confronti semplicemente dei nostri banali conti interni.

Sul piano del confronto, siamo, allo stato degli atti, oggi come oggi e solo oggi a prescindere dal futuro luminoso che ci aspetta, i peggiori in Europa: la disoccupazione, specie giovanile, non diminuisce; la crescita, ripeto oggi come oggi, è meno di zero, cioè decresciamo; la produttività italiana è ai minimi in Europa, che significa, detto in soldoni, a parità di condizioni, noi produciamo (e quindi vendiamo) meno degli altri, pur spendendo come gli altri; il nostro sistema delle imprese compra meno materie prime e specialmente macchinari; il nostro debito è arrivato al 135% del prodotto interno, che vuol dire, sempre in soldoni, che abbiamo debiti per parecchio di più del nostro ‘reddito’; abbiamo un sistema fiscale da ridere che permette una evasione superiore ai cento miliardi di tasse non pagate ogni anno. E fermiamoci pure qui.

Se qualcuno ci dicestate attenti, così andate a sbattere’, al massimo possiamo cortesemente rispondere ‘vabbè ci stiamo pensando, cercheremo di fare meglio’, oppure possiamo dire che faremo (non che abbiamo fatto) investimenti che ci faranno crescere. Eh sì: perché gli investimenti che abbiamo fatto (reddito di cittadinanza e quota 100) non sono investimenti produttivi, e per di più sono fatti a debito.
Orbene, noi possiamo anche sostenere che, invece, porteranno ad una crescita meravigliosa, ma, santiddio, qualche cifra la vogliamo dare a gente che ha studiato economia da che ha imparato a mangiare e che invece pensa il contrario? Sì, quelli sono tutti servi di Soros e di non so chi altro, ma pensare che tutti, proprio tutti al mondo, siano dei fessi che non capiscono nulla e che solo noi sappiamo tutto, non vi sembra giusto un attimo eccessivo? se non altro per motivi ‘diplomatici’ sarebbe ‘gentile’ essere più possibilisti, no?.
Macché. Sono tutti fessi e numeri niente.
Anzi.
Per ottenere che il tentennante Giovanni Tria dica che tutto va ben madama la marchesa, lo si ricatta con la collaboratrice che non so che ha fatto e, cosa ancora più grave, lui si fa ricattare … solo su ciò varrebbe la pena di fare una riflessione. Ma tant’è: abbiamo ragione perché minacciamo Tria, ma vi pare possibile?

Abbiamo ragione noi perché noi facciamo quello che vogliamo a casa nostra. Bene, bravi. Ma a chi li vendiamo i nostri prodotti se ci isoliamo dal mondo? e per di più non solo ne fabbrichiamo sempre di meno e di peggiore qualità, ma mandiamo quelli che li sanno fare quei prodotti all’estero a farli lì, quando non ci mandiamo direttamente le aziende.

Poi, per carità, tanto per contribuire alla serenità dell’ambiente, abbiamo uno che dice che il capo è lui e che decide tutto lui e conta solo lui. E al grande capo, risponde uno che non è al Governo, né in Parlamento, ma è solo il proprietario di unpartito’, che dice che è il popolo che comanda. Già e come, come lo dimostra con i sondaggetti tra una decina di migliaia di ‘iscritti’ misteriosi, o attraverso parlamentari che non sanno nemmeno dire Bundesbank … che non mi sembra così difficile, mentre i politici organizzati dal Grande Capo, dicono che i sondaggi non servono! Mah..

E quando Confindustria, che poi è il principale sostenitore di questo Governo, dice di fare attenzione perché le cose vanno male, uno dei capi di cui sopra risponde letteralmente: «Confindustria ci desse una mano, facesse delle proposte. Sui giornali ci attacca e poi chiede incontri»; ebbene sì, congiuntivi a parte, la cosa più logica è chiedere a loro cosa vogliono, perché non investono, perché non comprano le macchine, perché svendono le aziende all’estero e poi magari dirgli cosa fare. Non si può ridurre tutto a ‘so tutto io’, non vi pare?

Si dice che prima o poi, comunque dopo le elezioni europee (che, io credo, gli andranno male), scoppierà la lite finale.
Io, confesso, non credo, non ci credo: se il Governo cade, quel potere che hanno oggi non lo riconquistano più e rischiano di non governare più. E per di più, gli stellini oggi sono in Parlamento più forti dei leghisti: dopo le elezioni potrebbe essere il contrario.
E quindi faranno di tutto per continuare a governare, prendendosi anche lo sfizio, come dice il soave futuro Presidente della Commissione banche per sottolineare la propria assoluta neutralità, di «sputtanare le banche» … come dire: prendere a calci nelle palle quelli che ci procurano i soldi, geniale!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.