mercoledì, Maggio 22

Economia circolare: futuro dell’energia in UE

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Nella visita all’inceneritore di Indaver, a Doel, nei pressi di Anversa, spiega dal canto suo Jos Artois, responsabile della comunicazione,  non si possono riciclare rifiuti ‘pericolosi’ come quelli prodotti dagli ospedali che vengono, invece, inviati in un impianto speciale ad Anversa. Uno dei punti importanti di Indaver è l’esistenza di una discarica all’interno della struttura stessa, il che permette di gestire tutti i tipi di rifiuti in loco.  Il punto importante, dice Artois, è ‘gestire’ i rifiuti prima che vengano avviati agli inceneritori. I rifiuti industriali, ad esempio, vengono trattati altrove, non insieme ai rifiuti casalinghi.

Nell’inceneritore di Indaver la fila di camion dinanzi ai nostri occhi sembra procedere abbastanza velocemente, alcuni addetti controllano il tipo di rifiuti trasportati, perché, ci spiegano, il primo controllo è quello visivo. In questo modo si possono evitare alcuni problemi, anche se a volte il controllo visivo non può essere definitivo. Come quando nel riciclare un grosso quantitativo di riviste invendute non ci si è accorti che nelle pagine interne erano stati inseriti dei campioni di profumo sotto forma di bustine a titolo di pubblicità che al contatto con il fuoco (i pacchi di riviste erano numerosi) hanno prodotto una piccola esplosione nella caldaia dove vengono eliminati i rifiuti causata dall’anidride carbonica contenuta nei campioni.

Ma la selezione dei rifiuti, spiega Artois, viene fatta generalmente a monte, nei grandi impianti a Bruxelles e ad Anversa, dove affluisce la spazzatura raccolta dalle abitazioni. Il problema possono essere alcune sostanze come il mercurio contenuto nelle vecchie lampadine o nei termometri che va riciclato separatamente e l’arsenico usato per il trattamento delle acque.  C’è anche l’amianto (ah! quei pannelli ‘eternit’onnipresenti in molti Paesi!) che va trattato separatemente per evitare che venga immesso nell’ambiente.  Per non parlare delle plastiche ‘pvc’ cui va riservato un trattamento di riciclaggio diverso, senza avviarle agli inceneritori. Comunque, anche in presenza di sostanze nocive il sistema riesce a smaltirle separatamente evitando di immetterle nel circuito.

E, spiega Jos Artois, citando i dati sul trattamento dei rifiuti urbani dell’Istituto di Statistica europeo Eurostat, pubblicati nel 2016, e relativi al 2014, in cinque Paesi dell’Ue (Germania, Belgio, Svezia, Danimarca, Olanda) la quantità di rifiuti avviati in discarica è inferiore all’1%, in Austria è il 4%, in Estonia l’8, in Finlandia 17%, in Lussemburgo 18%, in Francia 26%, nel Regno Unito 28% e in Italia il 34%, mentre la percentuale di rifiuti destinati agli inceneritori in Italia è il 20% contro oltre il 50% in Finlandia, Danimarca, Estonia, Austria, Svezia, 45% in Belgio e quasi 40% in Germania.

Le Fiandre (di cui Anversa è capoluogo) appaiono particolarmente virtuose  con meno dell’ 1% dei rifiuti avviato in discarica mentre il 70% viene riciclato, riusato o compostato e il 26% viene incenerito.

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