giovedì, Dicembre 12

Ecco tutto l’arsenale dell’Iran L’Iran ha un potere militare non convenzionale. Per capire la natura della capacità militare iraniana abbiamo intervistato Francesco Tosato, responsabile desk Affari Militare del Ce.S.I.

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Nell’escalation di tensioni che sta caratterizzando in questi giorni il Medio Oriente, dopo l’annuncio del Presidente americano Donald Trump dell’uscita degli Stati Uniti dall’accordo sul nucleare iraniano, tanti sono i fronti aperti che potrebbero vedere uno scontro tra Iran, Israele ed Arabia Saudita.

Gli alleati statunitensi nella regione hanno infatti risposto con soddisfazione alla decisione del Presidente americano di ritirarsi dall’accordo, elevando ancora una volta l’Iran a minaccia numero uno nella regione. Già in Siria, la presenza iraniana a fianco del Presidente siriano Bashar al-Assad preoccupa Israele che negli ultimi giorni si è fatto avanti lanciando degli attacchi mirati a basi iraniane vicino a Damasco. Non solo, la recente vittoria di Hezbollah in Libano ha fatto drizzare le orecchio agli altri rivali dell’Iran nella regione che vedono nella vittoria del gruppo sciita libanese un’ulteriore prova della capacità dell’Iran di proiettare potere fuori dai suoi confini.

L’annuncio di Donald Trump ha sicuramente aperto la possibilità di nuovi scenari bellici nella regione. Se la Presidenza Obama aveva avvicinato Washington a Teheran, facendo storcere il naso ad Israele ed Arabia Saudita, che vedevano nell’incontro tra Barack Obama e Hassan Rouhani, Presidente iraniano, un pericolo alla loro lunga e durevole alleanza con gli Stati Uniti, il passo indietro di Donald Trump potrebbe avere riscontri significativi sulla precaria stabilità di una regione già afflitta da sette anni di una sanguinosa guerra civile.

A dispetto delle preoccupazioni e speculazioni del Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che ha dichiarato di avere prove riguardo alla continuazione di un programma nucleare iraniano nonostante le smentite dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica, potrebbe l’Iran sostenere uno scontro con Israele? Per capire qual è la struttura militare dell’Iran e la sua reale capacità militare ci siamo fatti aiutare da Francesco Tosato, responsabile del desk Affari Militari presso il Ce.S.I.

 

Ci può chiarire qual è la struttura delle forze armate iraniane?

Le forze armate iraniane sono un mondo un pò complesso e vanno divise in due parti. Le prime sono le forze armate classiche, che sostanzialmente sono composte da quattro forze armate singole: esercito, marina, aeronautica e difesa aerea e costituiscono le forze armate del Paese.

L’Iran possiede anche le forze armate dei Pasdaran, le Guardie Rivoluzionarie, che sono una specificità tutta iraniana e svolgono le stesse operazioni delle forze armate ‘tradizionali’ con diversi apparati: terrestri, aerei, navali e sono in controllo anche della parte missilistica. Abbiamo inoltre anche le forze per le operazioni speciali all’estero: la Forza Quds. Da un punto di vista dottrinale abbiamo una situazione che vede le forze armate ufficiali dal punto di vista classico, l’Artesh, avere una postura difensiva il cui compito principale è di proteggere l’Iran da potenziali attacchi esterni.

Numericamente, l’insieme delle forze armate regolari ammonta a 400.000 unità e di queste la metà sono dei ragazzi che fanno il servizio di leva. La gran parte stanno nelle forze terrestri, data la grandezza del Paese, l’aeronautica pesa circa 30.000 uomini e la marina 18.000. L’esercito tradizionale sconta, in maniera evidente, l’embargo che l’ha colpito dal 1979 in poi, a seguito della Rivoluzione Islamica. Per quanto riguarda l’aeronautica iraniana, la sua spina dorsale sono ancora i caccia F14 e F4 Phantom che erano stati consegnati allo shah dagli Stati Uniti poco prima della Rivoluzione. Gli iraniani hanno dovuto reinventarsi i pezzi di ricambio, dimostrando una notevolissima capacità di ‘reverse engineering’. Tuttavia non è stato possibile aggiornarli a degli standard che rappresentino una credibile capacità di difesa contro avversari più strutturati. Allo stesso modo anche l’esercito e la marina iraniana scontano delle grosse difficoltà soprattutto dal punto di vista del parco mezzi pesanti che risalgono in gran parte agli anni 80. Per quanto l’industria locale stia cercando di ricostruirli ed adeguarli, date le difficoltà economiche dell’Iran i costi non sono certo indifferenti.

In quale modo operano i Pasdaran, le Guardie della Rivoluzione?

Ai Pasdaran è affidata la protezione degli interessi iraniani all’estero e quindi anche quella che è adesso la condotta delle operazioni in Siria, piuttosto che del supporto ad Hezbollah in Libano. Tutte queste dinamiche afferiscono alle Guardie rivoluzionarie e in particolare sono sovrintese dalla Forza Quds, guidata dal generale Qasem Soleimani, che è al vertice della struttura che si occupa sia delle operazioni all’estero, sia anche di quella che a livello tecnico viene chiamata military assistance, l’assistenza militare a Paesi o realtà alleate. Inoltre, c’è da chiarire che questi anni di impegno in Siria sono stati molto onerosi dal punto di vista umano per la Forza Quds e per i Pasdaran perché hanno perso diversi quadri, colonnelli, ufficiali, combattendo al fianco delle forze siriane e degli Hezbollah. Quindi, per la prima volta è stato deciso dai vertici dello Stato iraniano lo schieramento all’estero di un’unità dell’Artesh, la brigata delle forze speciali Nohed, ovvero i paracadutisti dell’esercito iraniano. La situazione era talmente onerosa che per la prima volta i vertici militari iraniani hanno deciso di ricorrere ad una componente delle forze armate per operazioni all’estero. Una mossa che segnala un esordio ufficiale delle forze armate in un’operazione militare fuori dai confini iraniani. Inoltre, l’aeronautica e la marina dei Pasdaran sono ben posizionate nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz, dove il loro compito fondamentale  è quello di condurre operazioni non convenzionali a protezione degli interessi iraniani, allo scopo di fare una guerriglia marittima e aerea rispetto alle capacità convenzionali e più sofisticate che hanno a disposizione gli alleati degli Stati Uniti.

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