venerdì, Dicembre 13

Ecco perchè turarsi il naso e sostenere questo Governo E’ il Governo legittimo del Paese e ha diritto ad essere aiutato nel perseguimento di un fine legittimo: ottenere di più dall’Europa. Se le azioni dimostrassero il contrario degli obiettivi dichiarati saremo con Mattarella per bloccarne l’incostituzionalità

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Chiunque abbia avuto occasione di leggere i miei contributi,  -e certamente nessun esponente di questo Governo-, ha potuto rilevare una mia scarsa propensione verso il Governo stesso e può avere ritenuto che ciò sia per prevenzione o altro. Ebbene no. Non ho obbligo alcuno di spiegare, figuriamoci, ma lo faccio per ciò che mi accingo a dire. Certo che, sicuramente, non sarò creduto, ma, vi confesso, mi è difficile pensare a qualcosa che mi interessi di meno.

Non apprezzo di questo Governo in particolare i duepadranguangheri’ –Luigi Di Maio e Matteo Salvini– che sono sempre in prima fila in favore di telecamera a sbraitare e a fare cose non di loro competenza, per quanto, mancando un Presidente del Consiglio, ciò è perfino scusabile, è inevitabile. Non ne condivido la superficialità, la evidente incompetenza e inconsistenza (specie in politica estera e specie nel Robespierre vesuviano), la violenza delle cose che si propongono di fare (specialmente in Salvini), il linguaggio violento e volgare che usano. Non apprezzo di questo Governo: l’ambiguità e la spocchia di certi sedicenti Ministri, tra cui spicca l’omonima del comico; il razzismo violento e il fascismo strisciante nella mentalità di molti sui rappresentanti; l’idea infantile -sì infantile- di rifare tutto da capo senza eccezioni (l’altra sera il sempre scamiciato Danilo Toninelli ne ha dato una prova ridicolmente evidente) perché tutto, ma proprio tutto ciò che è stato fatto prima fa schifo, non è sbagliato, fa proprio schifo, e poi è frutto dei mitici ‘poteri forti’; l’odio immotivato e stupido verso l’Europa, vista come una entità soprannaturale e ostile da sfidare, piuttosto che da fare funzionare  – ho cercato di spiegare che quella mitica cosa che il nostro Robespierre chiama con aria sprezzante ‘Europa’ è una organizzazione da noi creata e nella quale noi decidiamo insieme agli altri, per di più all’unanimità e che, scusate se è poco, ci ha salvati dallo sfascio varie volte. Ma continuare è inutile, parlare a chi non vuole sentire è perdita di tempo.

Eppure, l’altra sera (il giorno 27 agosto, per essere precisi) a ‘In onda’ abbiamo potuto sentire il professor Mario Monti, spiegare -a modo suo naturalmente- che occorre aumentare i poteri delle istituzioni europee per far sì che, ad esempio, possano redistribuire i migranti o gestire direttamente la politica economica per rafforzare l’autonomia europea rispetto a usa, Russia e Cina, ma dire anche che con un debito immenso come il nostro, farne altro è follia perché i mercati non si fidano e noi dai mercati dipendiamo. Dall’altra parte il professor Giulio Sapelli, sia pure con alcuni spunti inutilmente acidi, affermare che l’Europa non può essere fatta a immagine e somiglianza della Germania, e che deve fare parte di una alleanza atlantica con gli usa, piuttosto che pretendere di fare da sola, magari strizzando un occhio alla Russia. Ovviamente ho sintetizzato moltissimo, spero che gli interessati non si arrabbino …

Se ci pensate un momento, le due cose non è che siano incompatibili. Entrambe danno importanza e rilievo storico e politico all’Europa. Se si discutesse sempre di ciò e così, anche, se proprio necessario, con un po’ di aceto, sarebbe una bella cosa. Si discuterebbe di cose, di prospettive, non di vendette o di ripicche.

Purtroppo non è così, e molti degli attuali ‘politicanti’, che però sono al Governo, invece di ragionare, aizzano le folle contro i migranti, contro l’Europa, contro la Francia, contro la Società Autostrade, contro, contro, contro. Aizzare non è ragionare, serve a conquistare appoggio popolare istintivo di pancia’, a scapito del ragionamento come premessa del consenso. La storia insegna, però -ma temo non a costoro-, che il consenso clamoroso, si trasforma sempre in dissenso altrettanto clamoroso.Ma secondo Salvini 60 milioni di italiani sono con loro. Io sarei più cauto, ma tant’è. Questo Governo, però, non può millantare che la sua maggioranza e il suo consenso sono democratici. Piano, non vi arrabbiate, non strillate, … un momento per favore, fatemi finire.

Gli italiani hanno votato in moltissimi i 5S e in molti di meno, e per di più in una coalizione completamente diversa, i leghisti. Al momento di formare il Governo questi due hanno deciso di mettersi insieme. Lo hanno deciso loro, con una delle più tipiche e classicheoperazioni di palazzo’: nessuno ha consultato i cittadini che li avevano votati ed è tutto da dimostrare, ma proprio tutto, tutto da dimostrare che quelli che hanno votato Lega o 5S siano contenti di questo accròcco. Reso, poi, necessario dal fatto che il PD (oggi morto e sepolto) non ha voluto allearsi con i 5S, propiziato anche dalla evidente e plateale ostilità a un accordo simile da parte di Robespierre, e, inoltre,  dal fatto che il Presidente della Repubblica ha cercato in tutti i modi (a mio parere facendo benissimo, mentre le forze politiche oggi al Governo stracciavano la Costituzione affermando che non avrebbero dato la fiducia ad un ‘governo tecnico’, ma questa è storia superata su cui ho già scritto ma non va dimenticata) di fare un Governo che raccogliesse, formalmente, la maggioranza dei voti espressi. Il Presidente della Repubblica ha il dovere di garantire un Governo al Paese, rispettando la democrazia formale, almeno fin tanto che quella sostanziale non venga compromessa dalla azione del Governo, e lo ha fatto, imponendo, però (questo nessuno lo dice, povero Mattarella), che il Governo garantisse, tra l’altro, il mantenimento della partecipazione e del rispetto della UE. Cosa che era suo dovere assoluto, dato che permetteva un Governo non corrispondente alla volontà sostanziale del popolo, ma alla forma, mentre l’evidente volontà della maggioranza del popolo italiano era ed è (sulla base dei voti reali, sondaggi a parte) quella di restare nella UE con l’euro, che comunque è parte della nostra Costituzione. Per cui, attenti, il Governo dal punto di vista della democrazia sostanziale non è abilitato a operare in modo da ledere o distruggere la partecipazione italiana alla UE. Sarebbe utile che ciò fosse ben chiaro (ma temo che non lo sia per nulla) nella mente e negli atti dei governanti.

Orbene. I governanti che contano, Salvini e Di Maio, urlano e strillano e si sbracciano contro l’Europa, ma, fino ad oggi 28 agosto 2018, dichiarano di voler continuare a fare parte della UE, ecc. di, ciò è garante il Presidente della Repubblica, che, all’occasione, non è privo dei mezzi per bloccare eventuali tentativi letteralmente eversivi della volontà popolare effettiva. Ripeto, la democrazia è forma (voto e parlamentari) e sostanza, cioè volontà popolare effettiva. I sondaggi non sono la democrazia, anzi, spesso sono un trucco per aggirarla.

Chiaro signori Salvini e Di Maio? Poi metterete voi al corrente il professore di diritto (l’ignoto Giuseppe Conte), che queste cose dovrebbe saperle da sé, ma a quanto pare conta meno di me. Lo dico perché alcuni atti sono di sua competenza formale: non conosco i rapporti fra i tre, ma un minimo di cortesia forse è il ‘minimo sindacale’, no?

I due dioscuri affermano (fra le righe) che strillano per ottenere cose, non per rompere cose. Io non ci credo e sono certo che Mattarella nemmeno ci crede e meno che mai ci credono la UE e gli Stati europeiMa. Questo oggi è il Governo legittimo del Paese e ha diritto ad essere aiutato nel perseguimento di un suo fine legittimo: ottenere di più dall’Europa, rafforzare le istituzioni europee a vantaggio dei cittadini, evitare tracolli economici negli Stati, garantire la migliore vita possibile alla popolazione. Quindi spero non dovremmo dire più una parola sulle iniziative e azioni anti-europee di questo Governo, nella convinzione che alcuni ‘strilli’ siano finalizzati ad ottenere risultati legittimi e non anti-europei. Da italiano che vuole il bene del suo Paese, spero che il Governo voglia ottenere e ottenga cose serie e utili e opportune, sia per il popolo italiano che per tutti i popoli europei, tutti, ungheresi inclusi. E quindi è opportuno cercare di non indebolire l’azione del Governo, fin tanto che non ci si renda conto che il fine di cui sopra viene tradito.

Sarò, insieme a molti altri, spero, -lo dico fin da ora- dalla parte del Presidente della Repubblica qualora decidesse di agire per riaffermare quei principi. Spero che Mattarella non sia costretto a farlo, o che rinunci pro bono pacis a farlo perché in tal caso il popolo italiano non avrebbe più motivo alcuno per sostenereun’azione di Governo che sarebbe, lo dico senza mezzi termini, incostituzionale.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.