lunedì, Aprile 6

Ecco le armi dell’ISIS

0
1 2


I veicoli che si vedono nei video di ISIS o in quelli delle forze regolari hanno pesanti strutture di metallo saldate sui finestrini e sul parabrezza con piccole feritoie per permettere di vedere quel poco di strada che serve. Spesso hanno strutture metalliche a forma di cuneo sul davanti per consentire una migliore capacità di penetrazione contro gli ostali difensivi. In aggiunta alcuni sono anche dotati di gabbie metalliche che permettono una migliore protezione conto le armi controcarro. Questo aspetto è interessante perché la stessa idea era già stata impiegata per i mezzi corazzati militari, poiché quelle strutture metalliche fanno detonare il proiettile prima che arrivi a contatto con la corazza migliorando quindi la protezione del mezzo. ISIS ha adottato la stessa idea applicandola ai sui strumenti offensivi preferiti, il veicolo bomba, che così sono diventati una vera minaccia per le forze locali tanto da costringerle a impiegare massicciamente armi contro carro che prima impiegavano con molta meno intensità.

Sempre nel quadro della modifica di mezzi, in altri teatri sono stati visti camion militari a cui sono stati montati pezzi di artiglieria per essere impiegati, con scarso successo, come arma antiaerea in Siria; oppure più leggere jeep rinforzate con lamine di acciaio per spostamenti rapidi in Libia.

Una categoria di mezzi, invece, particolarmente impiegata in Iraq sempre dopo modifica atta a rendere i veicoli più corazzati, è quella delle ruspe e degli escavatori. Già di per se non veicoli robusti e pesanti per cui si adattano particolarmente bene a questo ruolo. L’ISIS ne ha impiegate molte e ad esempio con un bulldozer corazzato è riuscito ad aprire un varco nelle difese di Ramadi nel maggio 2015 da cui ha fatto penetrare alcune autobombe. A seguito di questo attacco massiccio e ben congegnato le truppe irachene si sono poi ritirate dalla città che solo nella primavera successiva è stata riconquistata. Questi mezzi pesanti sono utili all’ISIS anche per costruire le proprie linee di difesa. È per questa loro duplice validità che molti raid della coalizione si sono concentrati su questi veicoli.

Osservando poi i report del Centcom sui bombardamenti americani in Iraq contro l’ISIS si scopre un’altra piccola “curiosità” sulle capacità belliche dei miliziani islamisti. Infatti, sono circa 300 le imbarcazioni colpite dai raid americani e ciò dimostra come l’acqua sia un elemento centrale di questo conflitto e come i fiumi siano importanti per gli spostamenti e per la logistica dei miliziani. Bisogna inoltre ricordare che in alcuni casi i miliziani hanno utilizzato imbarcazioni e le vie fluviali per condurre i loro attacchi e in un caso si è anche registrata la prima imbarcazione/bomba.

La massa enorme di autobombe che ISIS nel corso di questi anni è riuscito a dispiegare sul terreno soprattutto in Iraq è veramente notevole e forse non ha paragoni nella storia. Essa è frutto sia di una notevole disponibilità di veicoli da utilizzare sia di una capacità dei miliziani di modificare i mezzi in base alle loro esigenze per renderli da un lato più in linea che le proprie esigenze operative dall’altro più capaci di resistere al fuoco nemico e quindi ai rischi e pericoli del campo di battaglia. I veicoli in questione possono spesso apparire come quelli che il famoso A-Team, protagonista di una fortunata serie televisiva degli anni ’80, creava dal materiale di recupero di qualche magazzino per sfuggire alla cattura del cattivo di turno, ma in realtà sul campo di battaglia si sono dimostrati temibili armi e molto efficaci. Non solo permettono a ISIS di attaccare con efficacia il nemico, ma dimostrano anche le capacità tecniche dei miliziani sempre pronti ad adattarsi alla situazione e a trovare nuove soluzioni.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.

Sull'autore