giovedì, Luglio 18

Ecco le armi dell’ISIS

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A fine giugno il Califfato fondato da al-Baghdadi nel 2014 ha celebrato i suoi due anni di vita, di certo però questo momento non è il più positivo della breve esistenza di questo soggetto politico. Il flusso di foreign fighters si è drasticamente ridotto, ma non esaurito, inoltre bisogna ricordare che potrebbe semplicemente aver cambiato direzione prendendo quella della Libia. Le vittorie dopo le clamorose avanzate su Falluja, Mosul, Raqqa, Ramadi si sono prima interrotte e poi negli ultimi mesi si sono trasformate in ritirate più o meno disastrose: nel marzo 2015 ISIS ha perso il controllo di Tikrit mentre con il 2016 quello di città chiave come Ramadi prima e Falluja poi. Queste ritirate, a cui poi devono essere aggiunte quelle in altri centri di minor entità come Hit o Haditha, si sommano a una generale perdita di terreno controllato sia in Siria che in Iraq, percentuale che varia da fonte a fonte ma che è sicuramente una perdita considerevole, anche se forse non ancora determinante.

Malgrado tutto ciò però ISIS resta un gruppo insorgente alquanto pericoloso e radicato. Lo dimostra non solo il fatto che riesce a operare in altri teatri come ad esempio la Libia e il Sinai, ma soprattutto la sua crescente volontà (l’abilità non gli è mai mancata) di condurre attacchi terroristici contro altri Paesi. Ne sono esempi quello recentissimo presso l’aeroporto Ataturk di Istanbul, quello a Bruxelles o quelli a Parigi, gli attacchi in Tunisia e quelli di minor entità sparsi in vari paesi europei e non solo. Tale pericolosità si spiega grazie all’impiego della tattica del terrorismo, un terrorismo però che non è fine a se stesso ma inquadrato all’interno di una strategia insurrezionale più ampia.

ISIS però non è solo innovativo dal punto di vista dell’impiego della tattica terroristica, lo è anche da quello del campo di battaglia. Storicamente tutti i combattenti irregolari, insorgenti, guerriglieri che dir si voglia hanno dovuto affrontare problemi tra loro similari come ad esempio quello dell’approvvigionamento delle armi. ISIS lo ha risolto seguendo gli insegnamenti passati, ma aggiungendo anche un qualcosa di molto moderno e originale.

Lasciando da parte il mercato nero ed eventuali rifornimenti da alleati locali, ISIS ha seguito due strade per rifornirsi di armi e strumenti offensivi in genere. La prima è stata quella della conquista del materiale nemico avvenuta attraverso le sue avanzate tra il 2014 e il 2015 sia in Siria, dove ha avuto accesso a vari avamposti delle forze governative siriane da cui ha ottenuto anche bombe e missili per aerei (inutilizzabili per il loro scopo originario ma ottime per recuperare esplosivo da utilizzare altrove), sia in Iraq. Proprio qui ha forse ottenuto la maggioranza del suo arsenale grazie alla conquista dei depositi di armi che l’esercito iracheno si è lasciato alle spalle nel giugno 2014 durante la ritirata da Mosul. Calcoli precisi non sono chiaramente possibili, ma di certo possiamo dire che in quel frangente ISIS ha ottenuto armi e munizioni in quantità oltre che numerosi veicoli come le americane HUMVEE. Queste ultime sono interessanti perché ci permettono di allargare lo sguardo sulle armi dell’ISIS introducendo la seconda via attraverso cui ISIS si è armato, quella della rielaborazione, modifica, quando non addirittura costruzione di strumenti offensivi. Infatti, ISIS ha usato HUMVEE e altri veicoli militari e non come “bombe di precisione” grazie alla tattica dell’attentatore suicida. Ma non si tratta semplicemente di trovare il miliziano desideroso di sacrificarsi alla causa e caricare il veicolo di esplosivo, le immagini che circolano su internet mostrano quanto questi veicoli vengano pesantemente modificati e corazzati allo scopo di permettere loro di passare indenni o quasi la prima linea di difesa nemica ed esplodere quindi nel cuore dell’obiettivoOryx Blog così come la pagina Facebook del giornalista del ‘Corriere della Sera‘ Guido Olimpo sono utilissimi strumenti per scoprire queste immagini provenienti direttamente dai campi di battaglia.

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