lunedì, Aprile 6

Ecco la prima base militare russa in Africa Accordo con la Guinea equatoriale per facilitare l'attracco delle navi da guerra

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Il 23 luglio 2015 i governi della Guinea Equatoriale e della Russia hanno firmato un accordo di cooperazione militare per facilitare l’attracco delle navi da guerra russe nei porti guineani. L’accordo è stato firmato in occasione della visita ufficiale nel paese africano del Comandante della marina russa, l’Ammiraglio Viktor Tchirkov. L’evento ha avuto rilievo sui quotidiani vari quotidiani africani tra cui Afriquenewsinfo e sul quotidiano russo Nezavissimaïa gazeta. L’accordo è di strategica importanza per la Russia, visto la posizione geografica della Guinea. Secondo il parere di molti esperti militari africani questo sarebbe il preludio ad una base militare permanente presso il porto di Malabo, che vanta le acque più profonde dell’Africa Equatoriale.
La presenza delle navi militari russe nei porti guineani permetterà alla Marina Militare di approvvigionare in acqua, carburante, munizioni e cibo le flotte stazionate nell’emisfero occidentale. Nonostante i dettagli dell’accordo non siano stati divulgati, fughe di notizie parlano di un progetto di installare oltre ad una base militare navale anche una basa area per i bombardieri intercontinentali russi. La scelta della Guinea Equatoriale non è casuale. Oltre ad avere una posizione strategica è anche relativamente vicina al protettorato americano in Africa: la Liberia dove il Pentagono da anni sta tentando di installare il quartiere AFRICOM per l’Africa Occidentale. Ora, se il quartiere verrà installato, avrà come vicini di casa corazzate, portaerei e sommergibili nucleari russi.
L’aspetto economico non è stato sottovalutato da Mosca che sta tentando di assicurarsi gli immensi giacimenti petroliferi del paese. Ex colonia spagnola, la Guinea Equatoriale confina con il Camerun, il Gabon e il Golfo della Guinea (strapieno di petrolio non ancora sfruttato). Il paese nell’ultimo decennio ha conosciuto incredibili performance economiche grazie alla intensificazione delle attività estrattive petrolifere che hanno permesso al paese di ottenere i più alti tassi di crescita economica registrati nel Continente. Con una popolazione di 757.014 abitanti la Guinea Equatoriale registra un redditto pro-capite annuo di 36.600 dollari.
Nella realtà la maggioranza della popolazione vive sotto la soglia della povertà in quanto le immense ricchezze di idrocarburi sono gestiti dal presidente – dittatore Teodoro Obiang Nguema Mbasogo al potere dal 03 agosto 1979 quando guidò il colpo di stato contro il presidente Francisco Macías Nguema. La rivista Forbes lo ha collocato all’ottavo posto nella classifica dei sovrani e dei dittatori più ricchi del mondo visto che il suo patrimonio personale si aggira ai 600 milioni di dollari. Il presidente Obiang ha il controllo di ogni attività economica del paese e tutti sono obbligati a lui concedere quote azionarie e parte dei profitti oltre che pagare regolarmente le tasse. Chi si rifiuta è vittima dell’ira presidenziale, crudele e senza pietà. Tra le vittime di Obiang si registra anche il connazionale Roberto Berardi imprigionato per essersi rifiutato di pagare il pizzo al despota. La detenzione del Berardi è durata due anni e sei mesi, prima della sua recente liberazione avvenuta lo scorso luglio grazie ad una mobilitazione dell’opinione pubblica internazionale. Ora Berardi e la sua famiglia si trovano al sicuro in Italia.

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