sabato, Ottobre 24

Cerimonia inaugurale per Duterte, neo Presidente delle Filippine

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Rodrigo Duterte è ufficialmente il sedicesimo presidente delle Filippine. All’età di 71 anni, è il Presidente più vecchio della storia delle Filippine. Controversa la sua campagna elettorale, di cui non si può certo dire che sia passata inosservata. Di grande successo la promessa di uccidere decine di migliaia di criminali, per il bene del Paese.

Durante la cerimonia, che ha ufficializzato la presidenza, già resa nota poche settimane fa, al Palazzo Malacanang a Manila, Duterte ha puntato ancora una volta sull’esaltazione delle sue promesse, nel suo discorso inaugurale: condurre una battaglia poco ortodossa e implacabile contro il crimine, pur rispettando lo stato di diritto. Non sono mancati nemmeno gli avvertimenti ai funzionari, contro cui il neo presidente intende combattere la corruzione, la stessa che secondo lui ha provocato un’erosione della fiducia nei leader politici e un certo bisogno di cambiamento.

Alla cerimonia si respira aria di titubanze e dubbi. Non è un caso che vi fossero presenti solo i media di stato: questo perché Duterte ha scatenato di recente un certo scalpore dichiarando che i i giornalisti corrotti sono, secondo lui, bersagli legittimi di assassini. A destare ancora più dubbi (e terrore), ci pensano gli ‘squadroni della morte’, di cui il neo presidente si servirebbe per punire i crimini. Di certo, Duterte è un leader molto popolare, soprattutto a Davao, dove è stato sindaco per poco più di 20 anni e dove quasi due milioni di residenti hanno sostenuto con fervore il suo tocco autoritario, nel contribuire a fornire pace e prosperità economica. La sua carta vincente? Il disprezzo per i ricchi, grazie a cui si è guadagnato il rispetto e la fiducia di una grossa fetta di popolazione che vive al di sotto della soglia di povertà: «il mio problema è la gente più povera e come assicurare il cibo sul tavolo».
Nel ‘mirino’ del suo discorso, anche gli Stati Uniti: Duterte ha promesso di rivalutare i rapporti con Washington.

(Video tratto dal canale Youtube: Al Jazeera english)

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