mercoledì, Settembre 23

E’ tornata la febbre della Luna? Nuove candidature si affacciano per inviare veicoli semoventi ed equipaggi umani sul nostro satellite naturale

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Sembra tornata la febbre della Luna. Viste almeno le candidature che si affacciano per inviare veicoli semoventi ed equipaggi umani sul nostro satellite naturale. Deve essere stata la spedizione tutt’ora in corso della Cina a risvegliare gli appetiti, anche se della sonda Chang’e-4 non se ne parla da un pezzo.

Chi guida però sono ancora una volta gli Stati Uniti. C’è per iniziare un piano di esplorazioni previsto dalla Nasa, che forse vuole andare a controllare lo stato di vetustà delle bandiere che ha disseminato sulla faccia illuminata, o forse -poco meno credibilmente- per rimuovere i quintali di spazzatura lasciati su quelle superfici immacolate quando i suoi Lem si alzavano a fine missione.

Più verosimile l’intenzione di sfruttare la bassa gravità e l’assenza di atmosfera per impiantare una base di lancio verso Marte. Ma non è nemmeno chiaro a cosa serva arrivare su Marte se al momento non sappiamo nemmeno se vi siano sistemi di vita e quali rischi possa nascondere l’atmosfera marziana per degli esseri viventi. Almeno della razza umana del pianeta Terra. Per adesso, dando una scorsa ai documenti pubblicati dall’ente americano, ci sarebbe un’intenzione importante di costruire un ambiente per vivere e lavorare intorno alla Luna con il Lunar Orbital Platform-Gateway, un sistema orbitante che ospiterà quattro astronauti al riparo da tutti quegli agenti che rendono la vita impossibile su quel corpo celeste. La stazione Gateway potrebbe essere costituita da sette moduli, più un braccio robotico. E non si esclude che la presenza europea avrà importanza nella realizzazione dell’intero sistema. Ma per adesso si parla più insistentemente di un nuovo sbarco sulla Luna dell’America  e dovrebbe essere effettuato da compagnie private.

Secondo Jim Bridenstine l’amministratore della Nasa, nove società statunitensi si sfideranno per condurre esperimenti sulla superficie lunare. «Stiamo andando ad alta velocità», ha detto Thomas Zurbuchen, il direttore scientifico ma in realtà si tratta di piccoli test, a conferma del minimalismo che pervade sempre più la nostra epoca, senza ideali ma soprattutto, senza idee. Addirittura l’ente spaziale più potente del mondo lascerebbe alle compagnie il compito di organizzare i propri viaggi con i propri o altrui vettori e la Nasa sarebbe uno dei clienti che utilizzano questi servizi lunari con un modello di partnership costruito sull’impronta del liberalismo che oggi è sovrano con la politica dell’attuale inquilino della Casa Bianca. Secondo lo schema, vi sarà una maggiore competizione per stimolare le attività degli astronauti che scenderanno sulla Luna e il piano di lavoro programmato sulla stazione spaziale che vi orbiterà, con un giro di affari che sarà superiore ai due miliardi e mezzo di dollari con la fornitura di mezzi, materiali ma anche con il concreto obiettivo di controllare l’esposizione del corpo umano al complesso di radiazioni che senza le dovute protezioni minerebbero definitivamente la vita. Rispondere al perché si sia scelta questa via implicherebbe una serie di risposte di estrema complessità che proveremo ad esaminare singolarmente nei prossimi mesi.

È certo che l’esibizione di potenza che ora si è sposatata su un asse più ancora orientale, sta cambiando la fisionomia dell’esplorazione spaziale. Va poi compreso che alcuni investimenti sono necessari per mantenere intatta la riserva di scienziati che costituiscono lo zoccolo duro della ricerca americana. Che la Luna sia un punto di partenza per le missioni spaziali delle future generazioni è un fatto assodato e pure che si vogliano mantenere posizioni ben definite sul nostro compagno di viaggio cosmico. La nostra preoccupazione, mai sopita, è che nonostante i molti trattati firmati alle Nazioni Unite, non esiste ancora un programma che delimiti sensibilmente la demarcazione tra il lecito e l’aggressivo che si possa compiere fuori atmosfera. Manca ancora una definizione univoca di cosa si possa realmente fare e quale sia il costo umano degli esperimenti. Né i limiti di un inquinamento di ogni genere è stato dato alle agenzie quando spediscono sui corpi celesti i loro preziosi macchinari e li abbandonano dopo l’utilizzo.

Fino a che i terrestri non troveranno una quadra su questi punti, saremo sempre molto preoccupati, ogni volta che una nazione vorrà esprimere la propria forza svendendola come progresso della scienza.

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