martedì, Settembre 29

Duterte, Rappler e la stretta sui media che fa paura Fa discutere il caso Rappler, che per il governo avrebbe aggirato la legge costituzionale che impone alle compagnie media di essere di proprietà filippina al 100%

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Tempi duri per la stampa nelle Filippine. Il governo infatti ha revocato la licenza a Rappler, tra i 10 magazine online più seguiti del Paese. La motivazione del Sec, l’agenzia governativa che si occupa di commercio e sicurezza, è che il portale avrebbe aggirato la legge costituzionale che impone alle compagnie media di essere di proprietà filippina al 100%.

Rappler è finanziata dall’Omidyar Network, il fondo creato dall’omonimo fondatore di eBay. Secondo la società, gli investimenti sarebbero passati attraverso l’acquisto dei cosiddetti Philippine Depositary Receipts, strumenti finanziari che non prevedono la proprietà o il controllo. Per questo annuncia ricorso. Per molti però dietro questa decisione c’è il presidente Rodrigo Duterte, che da tempo ha messo in atto una stretta nei confronti dei media.

Rappler poi è un problema ulteriore per il presidente, visto che è diventato un punto di riferimento per i giovani della classe media che, dall’insediamento di Duterte, ha visto il Paese scivolare sempre più velocemente verso i metodi di governo autoritari. Fondato nel 2012, Rappler si era distinto nella copertura giornalistica degli oltre 7 mila morti lasciati a terra dalla tanto declamata lotta alla droga del presidente.

(video tratto dal canale Youtube di Rappler)

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