giovedì, Ottobre 1

Duterte e le minacce ai diplomatici UE Nel mirino alcuni membri del Pse, che si trovavano nelle Filippine per promuovere una campagna contro le violazioni dei diritti umani

0

Rodrigo Duterte parte di nuovo all’attacco. E stavolta lo fa accusando apertamente alcuni membri del Partito Socialista Europeo, che si trovavano nelle Filippine per promuovere una campagna contro le violazioni dei diritti umani. Il sito del quotidiano Philippine Daily Inquirer riferisce che il presidente ha minacciato di rispedire in patria anche tutti gli ambasciatori degli Stati dell’Ue per presunte interferenze negli affari del suo Paese: «Posso tagliare i canali diplomatici domani. Potreste lasciare il Paese in 24 ore. Tutti voi».

Duterte ha puntato il dito su un gruppo di parlamentari europei e sui gruppi della società civile, alcuni dei quali hanno avvertito le Filippine che rischiava di perdere i privilegi commerciali a causa di presunti abusi della polizia durante la campagna antidroga. «Non sono più interessato a usare nessun’altra agenzia, tranne che la Pdea (…) questa è l’ultima parola, e forse questo sarebbe sufficiente per gli stupidi ragazzi dell’Unione europea, tutti concentrati su quante morti ci sono state».

Della delegazione europea fa parte anche l’italiano Giacomo Filibeck, vicesegretario generale del Pse. «Pochi giorni fa Filibeck ha preso parte ad una conferenza stampa a Manila per denunciare le migliaia di esecuzioni sommarie avvenute nel corso dell’ultimo anno nel contesto della guerra alla droga, portata avanti dal governo delle Filippine», si legge in una nota pubblicata dal Partito Socialista Europeo su Facebook, «con il pretesto della lotta al narcotraffico, inoltre, Duterte sembra avere l’obiettivo di ridurre al silenzio anche che si oppone politicamente ai suoi metodi: emblematico è il caso dell’arresto della Senatrice Leila De Lima. Ci auguriamo che le minacce di Duterte contro l’Europa non si traducano in ulteriori iniziative repressive sul piano interno».

(video tratto dal canale Youtube di RT)

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Commenti

Condividi.