lunedì, Settembre 21

Droni: nuove armi per il terrorismo in Occidente? Una delle più grandi rivoluzioni in ambito militare per la lotta al terrorismo

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I combattenti dello Stato islamico, presenti in Iraq e in Siria, hanno ripetutamente minacciato le forze speciali operative statunitensi utilizzando i droni (UAV). Gli UAV, acronimo che sta per Unmanned Aerial Vehicle, sono velivoli senza pilota, comunemente definiti come droni, e rappresentano una delle più grandi rivoluzioni in ambito militare per la lotta al terrorismo. La domanda che, oramai, gli esperti si pongono è se tali armi dell’ Isis o di altri gruppi terroristici possano utilizzarli per le loro azioni in Occidente.

David Von Drehle, giornalista americano, ha scritto un articolo sul ‘Washington Post‘ intitolato ‘ The security threat we’ve been ignoring: Terrorist drones nel quale parla dell’imminente minaccia dei droni in caso di attacco terroristico. Il direttore dell’ FBI, Christopher A. Wray, ha dichiarato che « la minaccia è evidente e che i droni sono relativamente facili da acquistare, relativamente facili da utilizzare e abbastanza difficili da tenere sotto controllo » .

La maggior parte dei droni, in vendita negli Stati Uniti, sono piccoli strumenti a breve raggio che vengono usati per hobby e non sono adatti a trasportare un carico letale. Invece, quelli utilizzati dai terroristi, sono droni silenziosi, che volano a bassa quota e che possono trasportare una piccola bomba o materiale tossico e colpire il nemico. A questo proposito, l’Amministrazione del Presidente americano Donald Trump ha varato una legge relativa al monitoraggio dei droni civili da parte delle forze di polizia.

Il pericolo, dunque, sussiste, e degli scienziati, incoraggiati dai pianificatori del Pentagono, che prevedono che i droni siano indispensabili nelle missioni in zone di combattimento, dato che non mettono a repentaglio i militari, stanno costruendo droni che volano indipendentemente dalla guida radio o dal GPS. Questi aeromobili possono vedere e sondare il terreno, evitare i vari ostacoli che si possono incontrare durante il cammino, come traffico, alberi e linee elettriche, e raggiungere le loro destinazioni in maniera autonoma.

«I veicoli che stiamo sviluppando per il Pentagono sono stati appositamente progettati per allineare tutti i sistemi di prevenzione » , hanno detto gli scienziati.

Ma come ci si può difendere dai droni? Le nostre migliori difese contro i droni sono: i radar, che localizzano un pericolo anche a grande distanza, e i GPS, anche se i droni riescono, ormai, a sondare il terreno e reagire agli ostacoli senza essere guidati da un pilota.

I terroristi hanno imparato a detonare le bombe usando cellulari, macchine da gioco, chiusure per garage e così via. Una volta che avranno accesso ai droni militari, possiamo essere sicuri che cercheranno di usarli per causare attentati contro l’Occidente.Dunque, questa è un serio problema che merita l’attenzione internazionale.

Oltre al giornalista americano David Von Drehle, altri esperti si sono espressi sulla questione. Gli analisti Francesco Trupia e Denise Serangelo nel loro articolo pubblicato dal centro studi ‘ Alpha Institute of geopolitics and intelligence ‘ e intitolato ‘ Guerra dei droni tra necessità militari e Psychological Warfare ‘ descrivono, invece, l’uso dei droni, armi indispensabili da utilizzare durante un conflitto armato.

Recentemente, si è parlato anche di droni UCAV (Unmanned Combat Aerial Vehicle), ovvero velivoli in grado non solo di filmare e fotografare, ma anche di uccidere il nemico che fisicamente non esiste perché privo di uniformi e armi con cui riconoscerlo.

Ad esempio, durante la campagna militare di Falluja avvenuta nel 2009, i droni individuarono diverse centinaia di obiettivi considerati ‘ostili’. L’uso inappropriato e sconsiderato dei droni ha portato la letteratura scientifica a schierarsi contro l’uso di tale tecnologia, ignorandone le ricadute positive per le operazioni militari e d’intelligence.

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