domenica, Dicembre 15

Doppiezze e cinismo nel Paese più che ‘in declino’, declinato assai Il cinismo e la doppiezza sembrano essere diventati il metro di misurazione di noi italiani: Renzi e Di Maio ci fanno scuola

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In questi giorni è difficile, davvero difficile, non guardare a ciò che accade, dovunque, non solo nel mondo politico, con un misto di disillusione (e va bene, quella già c’era in abbondanza) e di disgusto, perché oltre alle millanterie, alle superficialità, ai pressapochismi, il cinismo e la doppiezza sembrano essere diventati il metro di misurazione di noi italiani.

Una signora lombarda, apostrofa una terrona a male parole perché vorrebbe prendere in affitto, non gratuitamente, beninteso, il suo appartamento messo dalla proprietaria in affitto, mica la terrona la ha obbligata, circuita, pregata. La ‘nordica’, suppongo celtica, non si limita a dire ‘no, non te la voglio affittare’, no, le dice che lei ai terroni le case non le affitta, che lei è una salviniana purosangue, che è razzista, e non so che altro. E fin qui, va bene, ormai lo sappiamo, le cose vanno così, la gente, molta gente, ‘ragiona’ così. Notate bene, il fatto che quel ragazzo che si è buttato a pesce per salvare il bambino che cadeva dal secondo piano fosse straniero non viene detto, la massimo solo accennato. Per carità non è colpa di Matteo Salvini, lui la chiama ‘cretina’ (poi magari le ha regalato una scatola di cioccolatini, rigorosamente padani), è solo un caso che da anni, e specialmente in quest’ultimo anno, Salvini abbia sparso odio e livore e insulti verso i terroni (poi ci ha un po’ ripensato, perché ora lo votano anche loro!), verso gli stranieri, verso la ‘sinistra’, verso il Papa, verso Renzi (vabbè, questo è il meno), verso la Raggi, verso l’Europa, verso Juncker, verso la signora von der Leyen: non è colpa sua, è solo una coincidenza. Anzi, come accennavo, ora Salvini nega fermamente che ce l’abbia con i terroni; anche lui a giri di valzer non scherza. Vedrete che tra un po’ si sceglie una fidanzata di Catania!

Ma ciò che mi colpisce -e dovrebbe colpire tutti- come una mazzata sul naso, in questa storia, è la ‘signora’ lombarda, che intervistata, nega tutto, non voleva dire, le è scappato (quindi ce lo aveva dentro) le è ‘partito il cervello’… vedete, parlano per tweet e non sanno quello che dicono, ha dei parenti meridionali -al momento del bisogno hanno tutti ‘dei parenti meridionali’, come dire ‘anche io ho avuto un po’ di scabbia’. Dicevo, appunto, la doppiezza, la doppia e tripla verità, il cinismo e la faccia di bronzo.

Matteo Renzi è un altro esempio del modo di fare di molti italiani ormai.
Da mesi, anzi da un paio di anni medita e va dicendo e facendo dire che vuole uscire dal PD, per distruggerlo o forse per riappropriarsene. Da dopo le elezioni scorse ha detto che avrebbe mangiato pop-corn per vedere gli stellini naufragare, e poi, quando ha visto Nicola Zingaretti pronto ad accettare le elezioni (e avrebbe fatto bene, benissimo, più che bene), improvvisamente (non poi tanto) cambia opinione e, con le stesse modalità con le quali impedì con violenza e sopraffazione i colloqui con gli stellini, oggi si propone come il pronubo di quella alleanza. Roba da lasciare senza fiato. Ma come fai, fino a ieri erano puppù, e oggi sono il sale della terra? Poi, se uno ci pensa si accorge che ci sono deitempismia dir poco sospetti.
Un bel giorno, il bel Giuseppe Conte siarrabbiacon Salvini, va in Senato e, non solo gliene dice quattro e anche cinque, ma dice che se le cose vanno male andrà di nuovo in Senato a dirlo: cioè, state calmi che qui tra poco salta tutto. E non mi dite che Renzillo non sapessero dove si andava a parare!

Sorvolo sul fatto che Conte dice che Salvini ha rifiutato di rispondergli sui russi, e anche sul fatto che gli ha dato delle istruzioni e Salvini se ne è fregato, ma non si dimette vista la figuraccia, mai sia, le dimissioni non sono usate in questo Paese. Ma poi, guarda un po’, a Salvini salta la mosca al naso (o meglio, si rende conto che non può più sostenere quella situazione) e mette in moto quella caciara estiva, culetti al vento inclusi, che tutti sappiamo ma che lui non sa controllare, e il bel Conte va in Parlamento a sparare di nuovo addosso a Salvini, dopo averne prese le difese sul caso Diciotti e sul decreto sicurezza e sulla legittima difesa ecc., dandogli addosso a più non posso. E che succede subito dopo? Renzi e Grillo, facendo venire un travaso di bile a Casaleggio e Di Maio, decidono di fare l’accordo PD stellini, e Zingaretti accetta, deve accettare, con lo stesso bel Conte a fare il quasi ‘premier’ e Franceschini che freme.
Che linearità, che chiarezza, che limpidezza!

Ma Renzi, intanto rosica. Sì, ha ottenuto di fare quell’accrocco folle, sì, ha dei ministri amici suoi al Governo, ma non gli basta, la MEB (Maria Elena Boschi) è rimasta delusa, Ettore Rosato (il geniale autore della legge elettorale che ha dato la vittoria a Salvini e Di Maio) è scontento, e non gli basta di organizzare le alleanze civiche o come diavolo le chiamano, e allora ricomincia a borbottare e fa una affermazione da manuale: alla Leopolda, dice, «sarò chiaro come mai prima». Che significa che finora non lo è stato. Ma vuole una separazione consensuale, che, come noto, è quella in cui a litigare sono gli avvocati. Vuole andarsene, ma lasciando isuoinel Governo e alcuni ‘suoi’ nel gruppo del PD sotto mentite spoglie: tanto per dire, Luca Lotti, che è più renziano di Renzi stesso.

E subito, invece di disgustarsi, urlargli contro, espellerlo (ve la ricordate la Castellina buttata fuori in un minuto perché aveva fatto un … giornale!), intervengono i pacieri. Enrico Letta si torce le mani ‘non andare via’, Franceschini (il più doroteo dei democristiani del PD, che sono quasi tutti, Renzi incluso) che geme ‘non andare via’ … se sapesse il napoletano (ma non è all’altezza) avrebbe detto con voce tenorile ‘sta casa aspett’a te’, e invece se ne esce con un banale ‘il PD è anche casa tua e ricostruiamola con i sassi che ci siamo lanciati’, buffonerie da baraccone. Appunto, caro Franceschini, Renzi la vuole tutta la casa. Se Zingaretti si dimettesse e tu ti tagliassi la barba, lui tornerebbe felice a comandare, e farebbe l’accordo con Berlusconi, o con i suoi, con i quali ha già iniziato colloqui, pare che abbia addirittura parlato con Mara Carfagna, il noto Metternich in gonnella! Ieri si è portato a casa la prima forzista, Donatella Conzatti. E sorvolo su Anna Ascani che pensosa annuncia ‘il Paese non capirebbe’ -ve lo immaginate il Paese perplesso, confuso, addolorato che cerca di ‘capire’.

E che dire di Luigi Di Maio, che dal Ministero degli Esteri, invece di fare il Ministro, non essendo vicepremier, si mette a fare il para-premier e riceve i ‘suoi’ Ministri alla Farnesina (e Conte silente!), e alle proposte di alleanza di Zingaretti e Franceschini (sempre lui!) dice prima di no, che schifo, poi ci ripensa (gli ha telefonato Grillo, suppongo, che secondo me non ne può più di ‘sto ragazzo) e dice di sì, ma purché sia una ‘giunta civica’, che deve essere un concetto politologico troppo profondo per me, e quindi ve lo lascio lì. Bisognerà chiederlo al Professor Domenico De Masi, interprete supremo del grillismo, che l’altra sera, con un certo imbarazzo, cercava di trovare del buono in ciò che hanno fatto.

E quindi Di Maio, tutto felice, annuncia il suo programma, un programmone: si bloccano tutte le centrali a carbone entro cinque anni, si bloccano le trivelle, si tolgono le autostrade ai Benetton e in cinque annisaremo 100 % rinnovabili’. Ma vi pare una cosa seria? Perfino Heidi si arrabbierebbe! Il nostro è un Paese nonin declino’, declinato assai, un Paese senza lavoro, dove i ragazzi restano a casa fino ai quarant’anni, e non di più solo perché i genitori a quel punto muoiono, dove il numero dei bambini non vaccinati (altra prodezza degli stellini) è enorme e i genitori si stupiscono e protestano che finalmente non li fanno entrare a scuola (ma vedrete che alla fine la vinceranno specie in Veneto), dove il Ministro della Istruzione dice che non ci saranno più i cartellini per verificare che i docenti vadano ad insegnare e gli darà anche 100 euro in più, senza dire dove li prende, dove le tasse non le paga nessuno, ma si vanta il grande successo della fattura elettronica, e però restano 100 miliardi di evasione all’anno; però, permettere la detrazione di ogni spesa per creare il famoso conflitto di interessi su tutto e ridurre la disponibilità di contanti a 300 euri no, eh?
Questi sono i nostri politici: come siamo fortunati!

Poi, ogni tanto, ma sempre più di rado qualcosa di buono si vede timidamente. La Preside, non so se con o senza cartellini, che non permette ai ragazzi di andare a scuola con le treccine blu … ah se la assumessero a Palazzo Chigi per evitare di vedere tanti politicanti in giro e in TV, discinti, sporchi, senza cravatta con barbe da Landru!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.