sabato, Agosto 24

Dopo l’approdo a M5S, morte dell’elettore di sinistra Se mai tornasse un partito di sinistra, Sarebbe un bel partito quel partito fatto di elettori che votarono per le cause 'no vax' e 'pro fasc'?

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La mappa degli elettori 5S racconta di un elettorato alquanto composito sia per mestieri, professioni, istruzione sia per appartenenza politica. Una componente che ha dato una buona percentuale alle ultime elezioni proveniva dal variegato universo del centro-sinistra e anche di sinistra. A un certo punto, ha votato Luigi Di Maio perché Pierluigi Bersani a sinistra e Matteo Renzi al centro (sinistra) non erano più credibili. Questa scelta ha del misterioso. Per molte ragioni; qui adesso ne scegliamo una: l’istruzione. Se non è solo fantasia, l’elettorato di centro-sinistra e di più quello di sinistra si è sempre distinto per il suo impegno culturale, per la sua fiducia nell’istruzione e nella scuola. A un certo punto decide di buttare questo patrimonio nel cassonetto dei rifiuti, perché nessuno poteva davvero credere che uno come Di Maio o l’altro suo sodale Alessandro Di Battista, o lo stesso Beppe Grillo nonché la ditta Casaleggio incarnasse la tradizione migliore della cultura e dell’istruzione. Lo si capiva da come ognuno di quelli parlava: raramente si era assistito a un uomo pubblico così a digiuno delle regole grammaticali della lingua italiana e/o così poco avvezzo all’arte del ragionamento da mettere davanti solo l’invettiva e il vaffanculo alla fine. Però questi sono i politici votati dell’elettorato di centro-sinistra e di sinistra. Un elettorato che avrebbe poi visto che cos’era per loro la cultura e l’istruzione: nella fondamentale legge finanziaria, quella che spiega come si vede il Paese e come lo si vuol far crescere, l’istruzione avrà un ulteriore decurtamento.

Questo ci porta a dire che quell’elettorato è entrato in una crisi irreversibile. Si è affidato ai ‘vaffanculo’ di un comico qualsiasi senza saper vedere che da lì non sarebbe venuto altro che un nuovo impoverimento culturale e politico, che si è riflesso in una finanziaria che protegge il mondo sommerso dei furbi, degli ignoranti e bottegai. E dei fancazzisti meridionali seduti sul divano. Ecco la nemesi del vaffanculo.

Ora, questa crisi è grave, perché se chi aveva interesse e passione per la cultura e l’istruzione ha scelto il nichilismo mentale e politico, vuol dire che ha scelto per l’asservimento, non per l’opposizione. L’opposizione è un’altra cosa, e lo è soprattutto in questo: porta argomenti, ha due palle così sui temi sociali, politici e culturali tanto che sa ribaltare davvero un presente squilibrato e rassegnato. Si pensi solo al megafono dato ai ‘no vax’, ossia a gente superstiziosa e contraria alla scienza. Gente così te l’aspetti militare nelle fila di qualche integralismo religioso e invece quella gente aveva abbracciato l’integralismo della paura e dei preconcetti. Ino vaxerano già stati corteggiati dai capi 5S, i quali non si curavano tanto di chi o cosa il popolo dicesse, si curavano di dare a esso una sponda e poi avere voti e con i voti governare e, governando, trarre i benefici che il potere dà. Senza nessun colore o valore: per la prima volta viene concepito un movimento che vuole solo il potere, non governare, che è cosa ben diversa.

Bene, quelli di sinistra che si sono messi a votare i 5S sapevano che votano anche per i ‘no vax e lo hanno fatto. Una cosa gravissima, perché voleva dire andare a rinforzare le posizioni più ignoranti e arretrate che distinguono il popolo peggio combinato. E quelli lo hanno fatto; quelli di sinistra che votano 5S si sono messi dalla parte opposta di tutto ciò che sinistra può voler dire e rappresentare. Hanno mangiato la rumenta peggiore e, a conferma della loro personale disperazione, nulla li ha trattenuti dal votare non solo il movimento no tutto, ma pure i fascisti che dichiaravano di votare 5S, e fascisti pure i padri dei capi 5S, vedi Di Battista, il cui figlio ha un delirio personale che lo porta a dire c…. ogni volta che parla. Insieme a quelli hanno votato gli ex elettori di sinistra e centro sinistra, a conferma della crisi che quella generazione vive.

Questo per dire che non sono tanto i voti di sinistra andati ai 5S il problema, ma per dire che c’è un problema nella sinistra e negli uomini che tali si dichiarano, tanto da aver per questo azzerato ogni possibile opposizione in Italia, non potendo infatti credere che l’opposizione a Salvini la faccia Berlusconi, pure lui di centro-destra. Diciamocelo francamente: se mai tornasse credibile un partito di sinistra,  tutti i suoi elettori ne farebbero un buon partito? Sarebbe un bel partito quel partito fatto di elettori che votarono per le cause ‘no vax’ e ‘pro fasc’?

Non serve l’ennesima rimescolatura di un mazzo putrido di carte vecchie. In giro ci sono persone di sinistra e centro-sinistra che hanno abbandonato i partiti di riferimento senza finire nella stupidità dei finti voti di protesta. Quelle persone si sono astenute e di più si asterranno in vista delle prossime elezioni, sicuramente quelle europee. Ma chi parla a quelle persone? Allora qua si apre il de profundis: non c’è nessuno che sappia o possa farlo. E si conclude così perché il profilo di chi potrà farlo è ricercato secondo i parametri della comunicazione, quella dei social in particolare. Bene, visto che i social e la comunicazione non sono un destino, nessun leader della sinistra deve riuscire gradito a quelle due trappole del consenso. Serve un leader vero, che sappia essere misurato nei proclami ma fermo e forte nelle visioni sul futuro, uno che parli al popolo elettore dicendo quello che proprio non può funzionare in un’ottica di sinistra, senza correggere il tiro con strizzatine d’occhio di là e di qua, perché nel mezzo abbiamo condizioni di lavoro che sono tornate indietro per retribuzioni e diritti a prima degli anni ‘60; che in atto c’è l’acquisto delle libertà individuali dei cittadini a opera della quattro società della Silicon Valley e dell’ancora più restringimento delle élite; che la crisi ambientale avanza inesorabile e chi rifiuta di correggere il tiro sono, guarda caso, uomini di destra come Trump che ne nega l’evidenza o di quel Bolsonaro che ha proclamato l’aumento di deforestazione della giungla amazzonica, un patrimonio che non è di uno Stato ma dell’intero pianeta, un patrimonio che se venisse devastato genererà squilibri su tutti gli altri paesi. Ovviamente non ci dimentichiamo i comunisti cinesi, che per il loro profitto sono i principali responsabili dell’aumento dell’inquinamento e, pur avendo nuove tecnologie, se ne fregano di impiegarle, mostrando così il volto malato del comunismo.

Noi siamo qui a chiederci se un uomo capace di parlare contro gli interessi della finanza e delle élite esista e noi pensiamo che sì, un uomo così esiste. Basta che le élite del PD, di Leu e affini non mettano davanti la loro inutile carriera a discapito di una rinascita culturale e politica.  

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