sabato, Luglio 11

Dopo – coronavirus: lenti certamente, ma quale lentezza? Il Covid-19 costringe il sistema al cambiamento di paradigma e prospettiva. L’economia dovrà ripensarsi e ‘mettere a terra’ la pregnanza teorica ed estetica della responsabilità sociale tramite l’operatività gestionale delle imprese

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La ripresa nel dopo coronavirus Covid-19 sembra imporci un rallentamento della produzione, una costrizione alla lentezza (dalla crisi economica che porta alla riduzione dei consumi fino alla macchinosità di come fabbriche piuttosto che esercizi commerciali saranno costrette nel loro modo di lavorare). La lentezza si consoliderà in un nuovo modo di fare economia, in una economia lenta? E cosa sarà questa economia lenta? Se lo stanno chiedendo in non pochi in questi giorni, e il dibattito, se anche non ancora esploso sui grandi media mainstream comincia animarsi.
Cerco qui di dare una prima risposta introduttiva.

Il Ccovid-19 ed il dopo – Covid-19 impongono certamente un cambiamento dei processi di produzione dei beni e di erogazione dei servizi, con gradazioni diverse, in funzione dell’uso complementare e positivo della tecnologia. Il distanziamento fisico/sociale ed il principio di precauzione, rendono sicuramente più lenti i processi di produzione gestiti dall’uomo (non necessariamente quelli gestiti dalla tecnologia) e quindi la lentezza sarà un mantra operativo determinato dalle regole di sicurezza. Ma quale lentezza?

Il movimento slow ha sdoganato il principio della lentezza inteso come stile di vita dai ritmi umani contrapposti alla fast life, e fu l’idea vincente per la dedizione dell’uomo alla ricerca della soddisfazione intellettuale e materiale. Da lì le idee di sviluppo del movimento si evolvono negli anni, partendo dalla rivendicazione del piacere dei sensi a fronte dell’omologazione indotta dai fast food.
Questa filosofia sostiene il recupero del valore della lentezza in contrapposizione alla frenesia che segna e caratterizza la società contemporanea; è l’affermazione dei valori dell’accoglienza, della convivialità, della tolleranza e della curiosità.
Inoltre, il movimento si propone di educare al gusto e di supportare lo sviluppo della sensorialità attraverso la riformulazione dei concetti di prodotto/servizio tipico e di qualità, l’informazione del consumatore e la promozione di un turismo attento e rispettoso.
La nuova attenzione per l’ambiente e la biodiversità sfociano nella consapevolezza della necessità della salvaguardia e nell’assunzione di un nuovo senso di responsabilità nei confronti del mondo della produzione e del consumo.

Oggi, con Covid-19, questa modalità di vita è un dover essere per gestire il distanziamento fisico/sociale ed il principio di precauzione e quindi la produttività diminuisce con effetti sui costi che potrebbero aumentare, salvo che la tecnologia non riesca a compensare il differenziale. Questa considerazione, lato produzione di beni che comunque integrerà la produttività (robotica per .es), creerà problemi di occupazione e quindi, nei settori che ancora avranno un mercato consistente, si dovranno ridurre gli orari di lavoro.
Nei settori, invece, che hanno una crisi verticale e totale (turismo per esempio), sarà necessario ripensare il design dell’offerta di servizidiminuendola e coinvolgendo la domanda nella gestione della sicurezza.
In alcuni settori di servizi che sono ai primi posti nella scala di importanza e necessità dei cittadini (per esempio: servizi sanitari, servizi socio assistenziali ed altri) si dovranno fare scelte sia tecnologiche, sia di comportamento del cittadino/consumatore e cliente.

L’economia non entra in recessione se si mantiene l’equilibrio fra la domanda di beni/servizi e l’offerta reciproca, ovviamente in una dimensione che integra l’equilibrio fra i costi ed i ricavi (break-even) e investe nell’impresa sociale stessa una parte dei profitti per il dinamismo aziendale. In una realtà economica di produzione ed erogazione definibile come impresa sociale profit e non profit.

Paradossalmente l’economia dovrà ripensarsi e mettere a terrala pregnanza teorica ed estetica della responsabilità sociale tramite l’operatività gestionale delle imprese.

Fuori di metafora, il mutare del contesto, post COVID19, è terreno di verifica se le dichiarazioni di mutamento della formula imprenditoriale delle imprese rispetto agli obiettivi sociali è un ‘effetto annuncio’ o una scelta operativa.
Ricordo l’intervento di Larry Fink, ceo di BlackRock, con la lettera agli azionisti del 2019, Profitto e Scopo e quella del 2020 per Una completa trasformazione della finanza.
E ricordo altresì il Manifesto della Business Roundtable del 19 Agosto 2019, dei 181 top manager delle più importanti imprese USA, in cui si dichiara che la massimizzazione assoluta del profitto non è l’imperativo categorico delle aziende.

Questa affermazione ha suscitato un certo dibattito. Da una parte i ‘sospettosi’ (si tratta solo di greenwashing; molte parole, ma pochi fatti; manovra per anticipare scelte fiscali negative; strategia di marketing per i mercati ‘generazioni x’, ‘millenials, z’) e dall’altra i ‘fiduciosi’  che invece affermano non solo l’importanza del documento per il portato di ‘moral suasion’ e la sue implicazioni manageriali, ma anche per l’ineluttabile cambio di rotta del capitalismo che esce dal ìcapitalismo compassionevole’.

L’interesse degli azionisti non può essere prevalente ed esclusivo, le differenze retributive fra il top management e la base dei dipendenti deve diminuire; è necessario adottare un approccio multistakeholders e finalizzarsi all’interesse dei dipendenti, della comunità, dei fornitori; sviluppare un welfare aziendale sempre più adottato ed efficace.

Obiettivo ‘a medio-lungo’ termine può essere la creazione di una Borsa Sociale dei Valori (BOSVALORI) che integra o è complementare alla tradizionale attività della Borsa italiana tramite la valutazione dell’impatto sociale delle imprese quotate (VIS) e creando un ‘rating’ delle imprese che si definiscono sociali ancorando questa valutazione ad una monetizzazione intesa, in questo caso, come incentivazione virtuosa ed adottando il concetto del danaro come mezzo e non come fine.

Queste brevi considerazioni non sono da considerarsi un ‘sermone’, ma l’incontrovertibile interpretazione di una situazione economico-finanziaria che, se non adotta questi capisaldi di management, rischia di perpetuare uno stile speculativo poco attento agli ‘stakeholders’ come opportunità, ma molto orientato ai soli ‘shareholders’ opportunistici. La sfida è integrare ‘stakeholders’ e ‘shareholders’.

Oggi il COVID costringe il sistema alredde rationemed al cambiamento di paradigma e prospettiva.

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Sull'autore

Professore associato di Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche presso l'Istituto di Pubblica Amministrazione e Sanità (IPAS). Direttore del Master in Management delle aziende cooperative e imprese sociali non profit (NP&COOP). Docente senior dell' Area Public Management & Policy della SDA Bocconi. Membro del comitato scientifico della rivista Non Profit, Maggioli Editore. Membro del comitato medico-scientifico della rivista Vivere oggi del Comune di Milano. Membro del comitato scientifico della rivista Azienda Pubblica, Maggioli Editore. Fondatore e promotore della collana "Aziende non profit. Strategie, struttura e sistema informativo", EGEA, Milano. Membro dell'editorial advisory committee di Health Marketing Quarterly e del Journal of Professional Services Marketing, The Haworth Press, Inc., Binghamton, New York. Membro del comitato scientifico dell'Unione Nazionale Imprese di Comunicazione, UNICOM. Membro dell'Associazione Italiana di Economia Sanitaria, AIES. Membro dell'Osservatorio Camerale Economia Civile, Camera di Commercio di Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana Fundraiser di Forlì, ASSIFF. Membro del Consiglio di Gestione della Fondazione a sostegno della solidarietà sociale Umanamente, gruppo RAS. Membro del comitato etico di Coop Lombardia, Milano. Membro del comitato etico di Investietico, BPM Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale.