domenica, Giugno 7

Disinformazione da coronavirus: la UE accusa Russia, Cina, Turchia I committenti della campagna di disinformazione che prolifera in fatto di coronavirus sarebbero, secondo il Servizio europeo per l'azione esterna, Russia, Cina, Turchia

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Il SEAE (Servizio europeo per l’azione esterna) che si occupa di tattiche digitali, East Stratcom, ha distribuito un rapporto, redatto dalla divisione strategica di comunicazione e analisi delle informazioni del SEAE, e distribuito da EuvsDisinfo.eu, che analizza la disinformazione che circonda l’epidemia di coroanavirus COVID-19. Secondo il rapporto, Cina e Russia sarebbero i principali committenti di questa campagna di false informazioni sull’epidemia. Obiettivo:screditare l’Unione, minarne le fondamenta. In causa sono chiamati però anche altri attori statuali e non: da Daesh alla Turchia, passando per i Balcani

La «disinformazione e disinformazione attorno a COVID-19 continua a proliferare in tutto il mondo, con conseguenze potenzialmente dannose per la salute pubblica e un’efficace comunicazione delle crisi», si legge nel rapporto. «Alcuni attori statali e sostenuti dallo Stato cercano di sfruttare la crisi per far avanzare gli interessi geopolitici, spesso sfidando direttamente la credibilità dell’Unione europea e dei suoi partner».

La teoria, che secondo il report si tende a far passare, è che l’UE si sta disintegrando di fronte a COVID-19, teoria che sta facendo tendenza sui social media in tutte le regioni analizzate. Chiamati in causa come protagonistiRT’ e ‘Sputnik’,accusati di pubblicare «articoli che descrivevano narrazioni di cospirazioni come ‘il virus creato dall’uomo’ o intenzionalmente diffuso».
Falsi consigli su COVID-19 continuano a circolare sui social media, in contraddizione con gli orientamenti ufficiali dell’OMS e le politiche interne delle piattaforme online. «Ad esempio, ‘Sputnik Deutschland’ promuove l’affermazione su Facebook e Twitter secondo cui ‘lavarsi le mani non aiuta’.

In Africa, poi, sono in atto campagne di odio contro i gruppi etnici e sociali, campagne che stanno diventando virali in alcuni Paesi. «La comunicazione proattiva della Cina sulla fornitura di supporto crea sfide reputazionali per altri donatori», afferma il report.

I media statali e funzionari governativi della Cina «promuovono teorie non comprovate sull’origine di COVID-19. La copertura cinese evidenzia gratitudine da parte di alcuni leader europei in risposta agli aiuti cinesi».

Daesh incoraggia i militanti a sfruttare il caos e la confusione intorno a COVID-19, mentre definisce la pandemia come un ‘doloroso tormento’ contro le ‘nazioni crociate’. «Il regime siriano sta usando COVID-19 per attaccare le sanzioni dell’UE. Gli Stati membri dell’UE sono descritti come incapaci di aiutarsi a vicenda o rubare risorse destinate all’uso locale».

Il report, poi, ha registrato in Russia «oltre 150 casi di disinformazione pro-Cremlino su COVID-19». I media russi controllati dallo Stato «hanno spostato la loro attenzione per evidenziare la preparazione della Russia nell’affrontare l’epidemia. Gli aiuti russi all’Italia sono stati ampiamente coperti».

In Turchia le «informazioni sanitarie false e distorte continuano a circolare ampiamente nei social media, mentre COVID-19 sta alimentando discorsi e critiche anti-UE verso l’UE, anche più pubblicamente».

Anche nei Balcani occidentali «le teorie della cospirazione che suggeriscono che il virus sia un’arma biologica degli Stati Uniti o un pretesto per un’invasione straniera continuano a fare tendenza. La crisi COVID è legata alla narrativa esistente secondo cui l’UE sta ‘voltando le spalle’ ai Balcani occidentali».

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