mercoledì, Marzo 20

Diritti umani, tensione tra Macron e Al-Sisi Incontro tra Netanyahu e Moavero Milanesi: sul tavolo Iran, cooperazione bilaterale e gasdotto 'EastMed'

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«Ho consegnato al presidente Al Sisi una lista sui soggetti che ci paiono i più evidenti e, in ogni caso, i più importanti di violazioni di diritti umani e civili». In una conferenza stampa, il presidente francese Emmanuel Macron non ha utilizzato la mano leggera nei confronti del suo omonimo egiziano. Nel mirino di Macron anche alcuni siti internet oscurati e ha ricordato ad Al Sisi che la stabilità «va di pari passo con il rispetto dei diritti».

Il presidente egiziano, da parte sua, ha chiesto al suo omologo di esaminare la questione con occhi egiziani e non europei: «La stabilità e la sicurezza sono molto importanti in un Paese da cento milioni di abitanti», ha sottolineato Sisi sostenendo tuttavia che la «libertà di espressione e lo stato di diritto sono a disposizione di tutti gli egiziani».

ma nonostante questa tensione, Francia ed Egitto hanno confermato la partnership in Libia con il duplice obiettivo di sostenere la lotta al terrorismo del generale Khalifa Haftar e agevolare una riconciliazione nazionale. «Lavoriamo insieme, da diversi mesi, sulla situazione in Libia», ha detto Macron, «Il dialogo stretto ci ha permesso di convergere e, soprattutto di agire di concerto sul terreno».

Altro incontro importante oggi quello tra Benjamin Netanyahu ed il ministro degli esteri italiano Enzo Moavero Milanesi. Tra i temi sul tavolo Iran, cooperazione bilaterale e gasdotto ‘EastMed’, con cui Israele intende esportare il proprio gas naturale verso l’Europa, passando per Cipro e la Grecia. Mentre il presidente Reuven Rivlin ha voluto mettere in risalto le minacce dal Libano con i tunnel d’attacco degli Hezbollah ed i tentativi iraniani di danneggiare la stabilità regionale. Il ministro italiano, dopo aver ringraziato Rivlin, ha sottolineato che anche l’Italia assegna grande importanza alle relazioni bilaterali.

In Gran Bretagna, domani alla Camera dei Comuni si preannunciano emendamenti contrapposti per condizionare in un senso o nell’altro il piano B di Theresa May sulla Brexit. Due i temi nodali: da un lato l’ipotesi di un rinvio della data d’uscita del Regno dall’Ue, dall’altro la rimessa in discussione del cosiddetto backstop sull’Irlanda del Nord. Mentre il portavoce della Commissione Ue Margaritis Schinas, conferma: «L’Ue non è aperta a rinegoziare l’accordo. C’è un voto domani al parlamento britannico, vediamo come va e continueremo da lì».

Intanto una lettera aperta firmata dai vertici delle principali aziende di grande distribuzione e fast food del Paese (Sainsbury’s, Asda, Marks & Spencer, Waitrose, The Co-op, Lidl, McDonald’s e KFC) ha evidenziato i possibili problemi in caso di no deal della Brexit. Si parla di ‘problemi significativi’ anche all’approvvigionamento di prodotti alimentari. I firmatari evidenziano poi come la situazione possa rivelarsi ancor più difficile a fine marzo, trattandosi di un momento di difficoltà ‘più acute’ per la distribuzione di diversi prodotti alimentari che nel Regno sono ‘fuori stagione’.

Andiamo in Venezuela, perché il bilancio delle vittime della repressione delle proteste nell’ultima settimana è salito a 35 morti. Lo ha detto Rafael Uzcategui, direttore di Provea, una Ong locale di difesa dei diritti umani. Allo stesso tempo, sempre nella settimana fra il 21 e il 27 gennaio, secondo Alfredo Romero, direttore del Foro Penale, una associazione che assiste i prigionieri politici in Venezuela, 850 cittadini, fra i quali 77 minorenni fra i 13 e i 14 anni, sono stati «arrestati arbitrariamente e posti sotto custodia delle forze di sicurezza».

In Spagna, gli agenti anti-sommossa sono intervenuti a Madrid per far sgomberare i tassisti in sciopero che da una settimana stanno bloccando il centro della capitale per protestare contro i servizi Uber e Cabify che, sostengono, minacciano la loro sopravvivenza con una concorrenza sleale.

Negli Usa, è confermato che domani Donald Trump non terrà domani il suo discorso al Congresso sullo Stato dell’Unione. A confermarlo un portavoce di Nancy Pelosi. La speaker della Camera aveva revocato l’invito al presidente per motivi di sicurezza legati allo shutdown. Dopo l’annuncio della riapertura del governo, Pelosi aveva riferito ai cronisti che si sarebbe definita una nuova data.

«In Siria elimineremo molto presto i residui di Daesh (Isis), lasciati deliberatamente, e i membri di Daesh specificamente addestrati contro il nostro Paese». Parola del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, secondo cui la Turchia «non mira soltanto allo sradicamento delle organizzazioni terroristiche, ma sta anche compiendo sforzi per mitigare gli effetti umanitari della crisi provocata dal conflitto in Siria».

Chiudiamo con la Ue, dove Facebook introdurrà a marzo nuovi strumenti per contrastare le interferenze esterne nei processi elettorali europei. «A fine marzo lanceremo dei nuovi tool per aiutare a evitare l’interferenza esterna nelle prossime elezioni e per rendere più trasparenti le inserzioni politiche su Facebook», ha scritto oggi in un post la responsabile del gruppo per le elezioni in Europa, Anika Geisel.
Saranno inoltre rese accessibili molte più informazioni alle persone sulle inserzioni politiche.

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