giovedì, Ottobre 17

Diritti umani: l’Australia paga profughi e rifugiati di Manus

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Si è concluso un accordo extragiudiziale per oltre 49 milioni di euro, più costi legali per 20 milioni di dollari, il processo riguardante i diritti umani che vedeva coinvolta l’Australia. Il Governo di Canberra dovrà consegnare questa cifra a profughi e richiedenti asilo, per fatti accaduti tra il 2012 e il 2014 nell’isola di Manus in Papua Nuova Guinea nel Pacifico, dove erano detenuti.

Secondo l’accusa, l’Autralia ha violato gli obblighi di assistenza tenendoli in condizioni disumane che hanno causato danni fisici e psicologici. Si parla anche di abusi sessuali e fisici sistematici, lesioni mentali, cure mediche inadeguate e l’omicidio Reza Berati da parte delle guardie del centro.

L’azione legale era stata avviata nel dicembre del 2014 e, dopo numerosi rinvii, ecco invece a sorpresa la chiusura della vicenda. Il ministro dell’Immigrazione Peter Dutton però ha affermato che l’accordo non costituisce ammissione di responsabilità e che il governo «respinge decisamente le rivendicazioni avanzate in questi procedimenti». Da parte loro invece le organizzazioni per i diritti umani accusano invece l’Australia di aver accettato l’accordo come ‘prezzo del silenzio’ per evitare che emergessero nuovi particolari.

Per il direttore del Centro legale per i diritti umani, Daniel Webb, i profughi detenuti a Manus e a Nauru, dovrebbero essere accolti al più presto in Australia.

(video tratto dal canale Youtube di Al Jazeera)

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