domenica, Ottobre 25

Dinastia Clinton: una macchina da soldi

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Secondo le ricerche compiute dal noto giornalista investigativo Greg Palast, già nel 1997 diversi personaggi saldamente inseriti nell’establishment finanziario statunitense quali l’allora segretario al Tesoro Robert Rubin, l’allora vicesegretario al Tesoro Larry Summers, il dirigente del medesimo Dipartimento Timothy Geithner, John Corzine (Goldman Sachs), David Kamanski (Merrill Lynch), John Reed (Citibank), Walter Shipley (Chase Manhattan Bank) ed altri, avevano raggiunto un accordo segreto in base al quale i componenti dell’oligopolio bancario Usa si impegnarono a concentrare le proprie forze nel tentativo di scardinare i regolamenti che disciplinavano le attività finanziare, a cominciare proprio dal Glass-Steagall Act. La necessità di deregolamentare l’industria finanziaria era determinata dallo stato preoccupante in cui versavano diversi grandi istituti, come ad esempio Jp Morgan, che con i suoi 90.000 miliardi di titoli derivati iscritti a bilancio come ‘attivi’ aveva un disperato bisogno di spacciare liberamente tale immondizia finanziaria per scaricare il rischio verso l’esterno. Occorreva pertanto istituire un mercato completamente deregolamentato a livello mondiale, al fine di  impedire al denaro di espatriare verso nazioni dotate di regolamenti bancari capaci di limitare la compravendita dei derivati. Per adempiere efficacemente a questo compito, Rubin, Summers e gli altri alti esponenti dell’oligarchia finanza pensarono bene di inserire la regolazione delle attività finanziarie internazionali nel novero delle competenze dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (Omc), che inizialmente si occupava unicamente di disciplinare il mercato di merci fisiche.

Venne così ultimato il Financial Services Agreement (Fsa), un’appendice collegata agli accordi commerciali emanati dal Omc. Forte dell’autorità conferitagli dai centri di potere statunitensi, il Omc cominciò immediatamente ad emanare direttive atte ad impedire ai singoli Paesi di contenere le attività finanziarie entro limitazioni normative di qualsiasi genere, favorendo una massiccia diffusione dei derivati sui mercati mondiali. Facendo ricorso tanto al bastone quanto alla carota – si pensi al lavoro dei cosiddetti ‘sicari dell’economia’ – gli Stati Uniti riuscirono in breve tempo a “convincere” ben 156 nazioni del mondo ad abolire qualsiasi legge che ricalcasse le direttive contenute all’interno del Glass-Steagall Act.

Attualmente, i maggiori sponsor di Hillary Clinton sono esattamente gli stessi che negli anni ’90  finanziarono suo marito Bill affinché implementasse questo tipo di linea operativa: da George Soros, suo principale finanziatore, a Wall Street, passando per il teorico neoconservatore Robert Kagan, consorte di Victoria Nuland, stretta collaboratrice di Obama. Anche l’effetto sarò lo stesso?

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