domenica, Giugno 16

Diffusione di internet, l’Italia fanalino di coda in Europa Sia a livello della popolazione, sia a livello delle aziende, l’uso dei pc o di Internet resta decisamente più contenuto di quanto non avvenga nella media dei Paesi partner

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Se ci fermiamo per un istante e ragioniamo sul ruolo che ha assunto internet nella nostra società ci rendiamo conto di quanto la rete sia ormai fondamentale per qualsiasi tipo di attività, addirittura nell’inviare ormai un fax. Eppure, nonostante questo, ci sono ancora problemi nella diffusione di internet nel nostro Paese. L’Italia, infatti, è in ritardo rispetto al resto d’Europa per quanto riguarda la diffusione di internet e l’uso di strumenti informatici. Da noi, ad esempio, sia a livello della popolazione, sia a livello delle aziende, l’uso dei pc o di Internet resta decisamente più contenuto di quanto non avvenga nella media dei nostri Paesi partner.

Nello scorso anno, secondo dati Istat, il 64% della popolazione europea tra i 16 e i 74 anni abbia usato il computer su basi quotidiane contro il 52% dei residenti in Italia (+11 punti dal 2008), si legge nel rapporto che sottolinea come il ritardo complessivo del nostro Paese e il ruolo centrale di età e istruzione nella diffusione delle tecnologie digitali si confermino anche per l’uso di Internet. 

Il dato, però, conferma una crescita per quanto riguarda gli utenti regolari, passati dal 37% del 2008 al 69% del 2016, fino ad arrivare al 73,7% tra le persone laureate di 65-74 anni.

Per quanto riguarda i mezzi di utilizzo, gli italiani sono nella fascia bassa della graduatoria per l’invio di email (l’uso più diffuso in assoluto) e ultimi o nelle ultime posizioni per gli usi a carattere informativo (leggere giornali, documentarsi sulla salute, raccogliere informazioni su prodotti), i servizi bancari (40%), la creazione di contenuti e le vendite online.

Bene, invece, per quanto riguarda la visione di video condivisi da altri utenti e la partecipazione civica o politica, con grande merito ai social network.

Passando ai dati aziendali, nel 2017 ha un sito web il 72% delle imprese italiane con almeno 10 addettivalore al di sotto della media Ue (77%) ma in crescita di 11 punti sul 2010.  La quota di imprese che vendono via web i propri prodotti è del 10%, contro il 16% dell’Ue. Sul territorio, l’incidenza è più elevata nelle province autonome di Bolzano (oltre il 27%) e Trento, seguite dall’Umbria e da quasi tutte le regioni del Mezzogiorno.

Cresce poi l’utilizzo delle attività di e-business. Nel 2017, infatti, circa il 37% delle imprese italiane con almeno 10 addetti ha utilizzato applicativi gestionali (Erp) per condividere e integrare l’informazione all’interno dell’azienda e rendere i processi più efficienti (+15 punti rispetto al 2010). 

Restando nel mondo imprenditoriale, a livello europeo, il 56% del personale delle imprese con almeno 10 addetti utilizzava nel 2017 computer sul lavoro. In Italia, invece, il dato è del 50%.  Parallelamente, una impresa europea su 5 ha realizzato attività per il miglioramento delle competenze informatiche dei dipendenti mentre in Italia la quota è del 13%.

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