venerdì, Aprile 19

Diciotti: la squallida battaglia tra trogloditi dell’umanità Una nave costretta a galleggiare senza entrare in porto, un carico di poveri disgraziati che fugge dagli aguzzini libici da noi pagati usati come merce di scambio

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Diciotti. Da giurista, le uniche parole che non dovrei mai pronunciare sono ‘giusto’ e ‘ingiusto’, ‘umano’ o ‘disumano’ e meno che mai ‘etico’ o ‘morale’. Ma prima e oltre che un giurista, sono, credo di essere, voglio essere un uomo e come uomo non posso non gridare il mio disgusto per l’ennesima prova di forza di assunzione del proscenio in questa squallida battaglia tra trogloditi dell’umanità e in questo deteriore tentativo di imporsi a chi, pur pieno di colpe e di vergogne, non accetta imposizioni arroganti e non negoziate. Stupidi, perché le responsabilità e le ingiustizie altrui sono tante che con un minimo di consapevolezza, abilità e intelligenza li si metterebbe alle corde … Ah già! il comico ha disposto l’esilio per chi pensa!

E la cosa potrebbe fare sorridere se si considera che il tentativo maldestro di battere i pugni sul tavolo (gli interessati preferiscono certo parlare di c …, ma è tutto da dimostrare che ne dispongano o almeno che sappiano a che servono) si sviluppa proprio nel momento in cui uno come e peggio di Matteo Salvini e Luigi Di Maio, presiede quella UE su cui l’unico accordo è la volontà idiota di distruggerla, cioè di distruggerci. Ormai, sembra proprio che ci si sia messi in quello che i raffinati chiamano un ‘cul de sac’, dove la parola che conta è la prima.

Al di là delle obbligatorie affermazioni delle solite fonti che non vogliono essere citate della Farnesina, circa il mancato rispetto degli impegni da parte europea, tutti sappiamo che l’Europa, e per essa in particolare Francia, Germania, Spagna e forse Belgio, e con l’opposizione dell’Europa dell’est (colpevolmente voluta dalla Germania) e dell’Austria, non ha assunto alcun impegno reale, ma al massimo una molto generica disponibilità a discutere, checché ne dica Giuseppe Conte, ma tanto non … conta. Una disponibilità che aveva trovato un primo timidissimo spiraglio con una accettazione molto misurata ad accogliere alcuni, pochi … Ma è evidente anche ad un bambino dell’asilo che l’unica cosa che non puoi chiedere ad un altri bambino è di togliergli la caramella di bocca, salvo ad averne un’altra pronta.
Ma qui, il sovranista primattore, aiutato dal riccioluto in vacanza, hanno alzato il tiro al massimo, facendo emergere quella che è peggio che una caramella infantile in politica estera: perdere la faccia.

Che dire delle regole? Una nave costretta a galleggiare senza entrare in porto, e si tratta di una nave militare italiana! Un carico di poveri disgraziati -sì forse meno disgraziati di quelli che nemmeno hanno potuto partire- che fugge da ogni maltrattamento, e che cerca di evitare gli aguzzini libici da noi pagati, foraggiati, armati e protetti. L’evidente reato di tortura ma anche di sequestro di persona sia a danno dei ‘migranti’ che dello stesso equipaggio della Diciotti. La volontà di coartare la libera scelta di persone che fuggono, e ne hanno diritto, usandole, per di più, come merce di scambio. La piccineria di montare questa immensa assurdità (che se non fosse sulla pelle di esseri umani sarebbe solo una buffonata da bulli di quartiere che sparano agli stranieri per goliardia) per ormai pochissimi sopravvissuti alle torture libiche, da noi volute e finanziate, che fa il paio con il dispettuccio arrogante con cui si impedisce a Riace di avere i fondi che le spettano solo perché ospita, bene e con successo, dei migranti ivi sbarcati.

E la Magistratura? Silenzio tombale, perfino la Corte dei Conti: quanto ci costa tenere la Diciotti a galleggiare a mare e a non fare il suo lavoro?

E infine, lo vedrete, oggi dopo una qualche soluzione abborracciata, un altro colpo di teatro dell’altro dioscuro, in attesa che si giunga all’autodafé definitivo tra i due: sarà Robespierre a ghigliottinare Danton o viceversa? In nome del popolo italiano.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.