sabato, Maggio 25

Di Maio e Salvini: agitatori sociali a caccia dei voti incazzati Meglio andare dall'incazzato sociale, ma senza prospettargli una vera uscita dalla rabbia

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L’UE attribuisce una crescita dell’Italia pari allo 0,2%. Si allontana di quasi 1 punto dalle previsioni del governo italiano e si colloca all’ultimo posto dei Paesi europei. Il governo giallo-verde è in carica da 7 mesi; non è l’unico responsabile della scarsissima crescita. Qualcosa non deve aver funzionato anche nei governi precedenti, ma se il governo che subentra resta in linea con i provvedimenti dei governi precedenti, e se addirittura ne peggiora le previsioni, forse inizia a essere responsabile pure lui.

Il governo giallo-verde entra in scena con una serie di promesse, ne mette in porto due che non sono in linea con la crescita (reddito di cittadinanza e quota 100) e le altre, soprattutto quelle legate all’economia sostenibile, le lascia nel cassetto. Poi riesce anche a fare qualcosa di spettacolare: bloccare i lavori di completamento della TAV che saranno drammatici, anche solo per questo: che paesaggio sarà mai quello di piloni e cemento nelle valli senza uno sbocco utile?  Chi si prenderà mai l’incarico di demolire gli spettri del paesaggio?

Non si accontenta il Governo giallo-verde di sbagliare le politiche economiche; apre anche il fronte delle battaglie diplomatiche, con la Francia che decide di richiamare in patria il proprio ambasciatore. E questo perché? Perché Salvini, Di Maio e il suo sodale Di Battista hanno bisogno di un nemico da dare in pasto ai potenziali elettori in vista delle europee.

È preoccupante. Non basta aver reso nemico il migrante; non basta aver soddisfatto il sentimento di vendetta di tutti quegli italiani che volevano poter sparare a qualcuno col decreto sicurezza. Non è bastato. Tutti quei nemici evidentemente non garantiscono il bottino elettorale del voto di maggio, e allora ecco crearne un altro, questa volta addirittura additato in un Paese straniero, la Francia.

L’Italia ha attaccato la Francia, ed è riuscita a riabilitare l’agonizzante Macron, andando a dialogare con i gilet gialli, che li ha resi a loro volta ridicoli: un vero gilet giallo dovrebbe manifestare contro Di Maio per le politiche che ha intrapreso, non sceglierlo come suo interlocutore. Ma si sa: anche il capo dei gilet gialli, che aveva cercato un posto in lizza con Macron, vuole uno stipendio e cerca di andare a prenderselo al Parlamento europeo.

Ora, cerchiamo di capirci su un punto: se fai politica la cosa che devi mettere al primo posto è l’interesse del tuo Paese. Vedete questo impegno in Salvini, Di Maio, Conte?  Vedete in loro uomini di governo? Non vedete piuttosto degli agitatori di quartieri periferici? E chi pensa a tutti gli altri abitanti di tutti gli altri quartieri italiani? Forse, sono numericamente anche maggiori. Invece no; hanno studiato un modello che dice questo: l’incazzato sociale è l’unico che vota, il cittadino insoddisfatto ma non incazzato, sta a guardare perplesso. E non vota. Quindi, meglio andare dall’incazzato sociale, ma senza prospettargli una vera uscita dalla rabbia per una nuova dignità sociale. Per tenerlo sulla graticola, basta inventare ogni volta un nuovo nemico contro cui farlo incazzare.

Intanto l’Italia scende. Molto in basso. Se i giallo-verdi e i loro alleati sovranisti europei non dovessero fare il pieno di voti al parlamento europeo, l’esito della scarsa crescita (pure demografica) e l’aumento dell’instabilità economica porterà al commissariamento dell’Italia. Incazzati sociali, andate a leggere cosa ne è stato della Grecia negli anni del Commissariamento. Non riuscirete neanche più a incazzarvi, perché il primo impegno sarà sopravvivere.

Se, invece, vinceranno i sovranisti, gli incazzati sociali avranno come libri di testo quelli in linea con gli agitatori dei quartieri periferici, così come già Orban sta facendo in Ungheria. Ma che se ne faranno, se già non leggono un libro e la scuola l’hanno lasciata appena dopo l’obbligo scolare? Se poi hanno continuato a studiare, si chiederanno cosa farsene di quella roba se il lavoro per cui avevano studiato e che speravamo di trovare anche grazie ai loro agitatori di quartiere, gli arriverà sotto forma di cameriere.

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