mercoledì, Agosto 12

Democratico uguale infedele?

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Sotto la pressione dell’angoscia, e dell’orrore per le turpi azioni, promosse e portate tragicamente a compimento dagli appartenenti alle svariate formazioni militarmente organizzate dell’estremismo islamico, l’opinione pubblica nel suo complesso è fortemente disorientata. Il grande, e prioritario quesito da risolvere è inerente al ‘che fare’. Domanda più che legittima, alla quale vista l’accelerazione degli eventi è necessario dare risposta nel più breve tempo possibile.
Ma prima di passare a questa ineludibile fase, alfine di poterla strutturare nel migliore dei modi, penso sia necessario uno sforzo di comprensione per capire di fronte a quale tipo di minaccia si trova il mondo occidentale.

L’aspetto terroristico è il più plateale, che nella sua diusumanità complessiva, risponde a logiche di propaganda e di proselitismo ben programmate nella loro efferratezza. Da più parti si è parlato diguerre di religione‘. Di risentimento nei confronti del nostro modello di sviluppo nel suo complesso da combattere e abbattere. Tutto questo anche a me sembrava plausibile. Sentivo, però, che c’era qualcosa che mancava. Mi sembrava che alla fin fine si rimaneva su piani di un analisi di superfice, che non portava a cercare di ‘capire’ le vere e ultime finalità dell’Isis e quant’altro.  Storie, culture e tradizioni, sono così distanti, che se si affrontano certi argomenti con la necessaria umiltà intellettuale, non si può non riconoscere, la difficoltà a individuare gli strumenti per entrare in quelle ‘logiche’.
In modo parziale, indubiamente, ma significativo il velo mi è stato squarciato da poche frasi scambiate tra un immigrato islamico e un giornalista della trasmissione di Bruno VespaPorta a Porta‘, inviato sul campo di alcune realtà di appartenenti alla Fede Islamica della periferia romana.
Lo scambio delle battute tra il giornalista e l’immigrato islamico erano più o meno di questo tono, cito a memoria con tutta la fallibilità del caso. Ma i concetti espressi sono quelli che riporto. «Lei ama la democrazia?», «No», «Lei non si sente democratico?», «No», «E perché?», «Perché democratico è infedele».
La grande, enorme differenza tra i due mondi è abissale. Nutrito da un grande ecquivoco.

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