giovedì, Febbraio 20

Decreto dignità, reddito cittadinanza e quota 100: quale futuro per i principali provvedimenti del governo M5S-Lega? Ecco cosa può succedere ai tre provvedimenti messi in atto e fortemente voluti dal primo Governo Conte

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Si è parlato tanto in questi ultimi mesi e si continua a parlare ancora oggi di alcuni provvedimenti messi in atto dal Governo M5S-Lega. Si tratta di leggi molto discusse, che hanno diversi sostenitori, ma che allo stesso tempo non piacciono ad altri. Stiamo parlando ad esempio di tre provvedimenti decisivi in diversi settori, come il decreto dignità, il reddito di cittadinanza e Quota 100. Di cosa si tratta nello specifico? E quale futuro possiamo assegnare a questi tre provvedimenti messi in atto e fortemente voluti dal Governo realizzato con un’alleanza tra il Movimento 5 Stelle e la Lega?

Il decreto dignità

Il primo provvedimento sul quale ci vogliamo soffermare è proprio il decreto dignità. Si è discusso tanto di queste norme, tanto che in molti non hanno ancora le idee chiare su come funziona questo decreto.

Una delle novità riguarda in particolare delle restrizioni messe in atto nei confronti delle aziende che operano nel gambling. Secondo le norme, è importante mettere in evidenza un’informazione corretta sui migliori siti casino, tramite siti informativi che si occupano di effettuare recensioni e analisi delle aziende che operano nel settore.

Attraverso siti di questo genere è possibile comprendere i giochi che più si adattano alle esigenze personali. La normativa relativa al decreto dignità non va a vietare il compito di diffusione di informazioni sull’argomento, a patto che i messaggi diffusi non favoriscano il gioco, ma siano d’aiuto per le persone nella consapevolezza delle attività che le società svolgono.

Non sappiamo quale sarà il futuro di questo decreto. È certo però che, nell’attesa di alcune specificazioni sull’argomento, anche se l’attività di divulgazione non è stata vietata, alcuni portali hanno deciso di non offrire più determinati servizi.

Il decreto dignità in generale prevede anche ulteriori novità, come la modifica al Jobs Act, le semplificazioni fiscali ad esempio con una proroga dello spesometro e la disincentivazione delle delocalizzazioni.

Il reddito di cittadinanza

È passato ormai quasi un anno dall’entrata in vigore delle norme relative al reddito di cittadinanza e si possono fare già le prime analisi, basandosi sui numeri, che ci permettono anche di dare uno sguardo al futuro di questo provvedimento.

Il sussidio in questione nel corso del primo anno ha coinvolto 2,4 milioni di persone nel nostro Paese, per un totale di 1 milione di famiglie. È un numero diverso dalle previsioni dell’Istat, che inizialmente aveva previsto un coinvolgimento di 1,3 milioni di famiglie italiane.

La media degli importi forniti come sussidio è di 493,42 euro, una cifra che sembra lontana rispetto a quella che era stata promessa in origine, pari a 780 euro. Vedremo cosa ci diranno i nuovi numeri per l’anno appena iniziato.

Quota 100

Il futuro della Quota 100 potrebbe essere una Quota 99. L’età diventerebbe corrispondente a 64 anni, ma sarebbero più bassi i requisiti relativi ai contributi. Si parla, infatti, secondo le proposte che potrebbero essere considerate per il futuro, di 35 anni di contributi, senza alcuna penalizzazione.

La sottosegretaria al lavoro Francesca Puglisi, del Partito Democratico, ha proposto anche una quota mamma, dedicata proprio alle madri che lavorano, che potrebbero ricevere uno sconto di un anno sui contributi tenendo conto di ogni figlio.

Tra le altre novità allo studio ci saranno anche una pensione di garanzia per i più giovani, con una cifra che arriverebbe fino a 750 euro su base mensile. L’obiettivo è quello di effettuare una vera e propria integrazione dei contributi, purché siano a disposizione almeno 20 anni di montante.

Sono diverse quindi le novità anche in questo settore e la sottosegretaria al lavoro dovrà adesso incontrare le varie parti sociali per discutere in maniera specifica su eventuali novità da apportare nel settore delle pensioni.

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