martedì, Ottobre 27

Decreti sicurezza: i (finalmente) fu Salvini Nel nuovo decreto si coglie il rovesciamento della ‘logica’ nei confronti dei migranti: dall’essere delle persone, forse non-persone, da respingere e comunque discriminare, diventano di colpo delle persone da rispettare e delle quali occuparsi

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Francamente mi sarei aspettato che, alla fine, i famosi decreti sicurezza sui quali Nicola Zingaretti aveva fortemente puntato i piedi per motivi anche di principio, sarebbero stati anche stavolta rinviati. E invece, devo dire con una punto di piacere, non sono stati rinviati, anche se sarebbe stato molto meglio disporre subito di un testo ufficiale, vista la loro importanza.
Ma non importa. Benché non particolarmente rivoluzionario, il nuovo decreto legge, che dovrà quanto prima essere portato in Parlamento, tiene sostanzialmente conto della ormai abbondante giurisprudenza in materia, innanzitutto in fatto di concessione del permesso di soggiorno e della sua sufficienza ai fini della concessione del certificato di residenza e per conseguenza della carta di identità, e, quindi, della possibilità di lavoro.

Ma la cosa più importante, in questo settore, mi pare ilrientrodel permesso di soggiorno umanitario, nei termini delle convenzioni in materia. Ciò, al di là delle solite urla scomposte (nemmeno tanto, a dire il vero) di Matteo Salvini e Giorgia Meloni, dovrebbe aiutare a superare il fatto gravissimo per il quale una quantità di persone straniere, di fatto in Italia, si sono trovate, e si troverebbero ancora, nella condizione di essere del tutto irregolari’, e quindi impossibilitati a lavorare, oltre ad avere un certificato di residenza.
Era questa, a mio parere, una delle cose più gravi voluta con cattiveria -si può dire?- da Salvini … ah già, da Salvini, sì, ma anche da Giuseppe Conte-pochette-1 e da Luigi Di Maio-1 e da Danilo Toninelli, ecc.

Confesso che io continuo a non capire con che faccia le stesse persone che un anno fa hanno scritto quelle cose che oggi cancellano, le cancellino con la massima disinvoltura. Sarà una mia incapacità di natura strutturale
Non si tratta solo del fatto di avere cambiato qualche disposizione, ma si tratta di qualcosa di più profondo, che è ciò che mi lascia interdetto.
Voglio dire: a leggere il testo del nuovo decreto, o almeno quello che circola, al di là dei termini tecnici pressoché incomprensibili, al di là delle astruserie fatte di ‘la frase da .. a’ diventa la seguente e roba simile, che sono cose da fare ammattire il lettore e per di più servono a creare dubbi interpretativi notevoli, quello che si coglie è il rovesciamento dellalogica’ (mi scuso per l’uso probabilmente di un termine un po’ eccessivo se applicato ai predetti, ma l’italiano ha questo vocabolario) nei confronti dei migranti: dall’essere delle persone, forse nonpersone, da respingere e comunque discriminare, diventano di colpo delle persone da rispettare e delle quali occuparsi, con tutte le dovute precauzioni.
Almeno nelle parole. E ciò non va detto, non lo dico, solo per spirito critico verso questi governanti, ma anche sia in termini per dir così sociologici, che in termini tecnico giuridici.
Da un punto di vista sociologico, l’ho già detto, come faccia la stessa persona che ha firmato un anno fa un documento osceno e che ha fatto di tutto per evitare che si potesse modificare, ora a firmare disinvoltamente un documento che, ripeto a parole, dice l’esatto contrario, non lo capisco. Ma mi domando come possano capirlo i cittadini italiani: che fiducia si può avere per gente simile, che affidamento danno persone che cambiano idea così radicalmente dalla sera alla mattina, non solo ovviamente in relazione a ciò, ma in relazione a tutto! come si fa a credere che vogliano fare qualcosa per la disoccupazione, contro la criminalità, per la ripresa economica e che sappiano in che direzione andare … al primo stormir di fronde cambiano idea e …
Sul piano tecnico esiste un problema non indifferente, dato che un cambiamento così profondo nelle disposizioni, sul piano interpretativo potrà creare non pochi problemi, perché alla fine una coerenza in un sistema giuridico deve pur esistere e trovarne qui sarà almeno problematico.

Ciò posto, il nuovo decreto, al solito sterminato -cinquantasei pagine di astruserie- andrà studiato bene -specie dopo che il Parlamento, con la sua consueta finezza operativa, avrà apportato altre modifiche- cerca di tenere conto delle due sentenze chiave in materia.
Quella della Corte Costituzionale (la 186 del 2020) che spiega come in termini di eguaglianza e di rispetto della persona, l’espediente per il quale si impedisce (quell’elemento di ‘cattiveria’, di cui parlavo sopra) ad una persona di avere una carta di identità e quindi di lavorare, negandogli la residenza, sulla base del solo fatto che è un migrante non, o non ancora, regolare, sia incostituzionale; il che implica, a mio parere, un giudizio molto duro sul fatto assurdo, per il quale, sopprimendo l’accoglienza per motivi umanitari, si sono trasformate migliaia di persone da stranieri legittimamente residenti in Italia, in persone illegittimamente presenti in Italia e per di più, tecnicamente, inesistenti.
E l’altra, molto più importante (ed infatti nel nuovo decreto mi pare che se ne tenga conto) della Cassazione, che chiarisce che ilrespingimento’, addirittura in mare (che piace tanto a Salvini, non a caso sotto processo per qualcosa a ciò collegato) è illecito, specialmente se fatto verso un Paese in cui il migrante rischi maltrattamenti, e che in ogni caso ad un migrante, che a qualsiasi titolo si trovi in Italia (sia pure ‘solo’ su una nave italiana), non può essere negato il diritto di chiedere l’asilo, nei tempi e con le modalità derivanti dalla nostra legislazione e nel rispetto dell’art. 2 della nostra Costituzione (sui diritti dell’uomo) e dell’art. 3, sull’eguaglianza.

Però, suvvia, non ve la prendete. Roberto Mancini, il grande pensatore con piedi buoni, ha decretato: lo sport (cioè il calcio professionistico? È uno sport? Non sapevo) lo sport, dice Mancini, è un diritto come la scuola.
Di fronte a cose del genere, perfino Salvoni (Salvini+Meloni) forse sarebbe in dubbio. Ma è un Paese serio, quello in cui, in piena pandemia, con centinaia di morti, migliaia di infetti, si discute se rendere o meno obbligatorio la mascherina, che il dr. Toti ha deciso che è inutile, e si ascoltano simili insulti alla comune intelligenza, quando una squadra bloccata dalla ASL, cioè dallo Stato, viene punita perché non è andata a ‘giocare’ al pallone, come piace tanto a Mancini.
Ahhhh, se in Italia esistesse ancora l’esilio!

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.