domenica, Agosto 9

Dazi, la Cina avverte gli Usa Venezuela, ucciso un imprenditore italiano. Zimbabwe, si cerca di placare le violenze

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Gli Usa devono cambiare «atteggiamento: non tentino di ricattare la Cina, perché non funzionerà mai». E’ quanto dicono dal ministero degli Esteri cinese, commentando l’intenzione americana di aumentare, dal 10 al 20%, i dazi su un valore di 200 miliardi di beni del ‘Made in China’. «Consigliamo agli Stati Uniti di essere equilibrati e di evitare semplicemente di agire d’impulso».

Ma per Donald Trump non finisce qui. Oggi altre decisioni discusse: la prima è la proposta di allentamento dei vincoli sulle emissioni delle automobili. La proposta prevede anche la revoca per la California dell’autorità per fissare le proprie norme in termini di emissioni e di veicoli elettrici; la seconda è quella di essere ascoltato da Robert Mueller, il procuratore speciale che indaga sul Russiagate, e starebbe facendo pressioni sui suoi legali perché si raggiunga un accordo. Mueller ha già dato l’ok, confermando di essere disposto a limitare le domande al presidente e a riceverne alcune in forma scritta.

In Venezuela, un imprenditore italiano, Elio José Simonelli Datellis, è stato ucciso ieri durante un tentativo di sequestro a Maracay, nello Stato di Aragua. Era un noto uomo d’affari, proprietario fra l’altro di alcuni magazzini della Nestlé in Aragua. Secondo il portale Efecto Cocuyo, l’imprenditore è stato sequestrato da un gruppo di uomini armati mentre viaggiava sulla Avenida Fuerzas Armadas di Maracay, vicino ad una carrozzeria di sua proprietà. La banda è stata però intercettata dalla polizia, che ha ingaggiato un conflitto a fuoco in cui sono morti cinque rapitori ma anche l’italiano sequestrato.

Nello Zimbabwe, dopo gli scontri di ieri arriva l’annuncio che la Commissione elettorale ha di nuovo rimandato l’annuncio dei risultati delle presidenziali di lunedì che dovrebbero sancire la vittoria di Emmerson Mnangagwa sullo sfidante Nelson Chamisa. La comunicazione del vincitore dovrebbe avvenire a partire dalle 22. Intanto Mnangagwa ha reso noto che il suo governo ha contattato il leader del principale partito di opposizione per cercare di allentare la tensione e ha inoltre chiesto una indagine indipendente sugli scontri.

Sette miliziani dell’Isis sono stati uccisi ieri sera in un raid aereo israeliano sulle Alture del Golan, al confine con la Siria. Lo riferisce l’esercito in un comunicato ripreso dai media locali. Intanto i peacekeeper delle Nazioni Unite sono tornati oggi a pattugliare la zona di confine tra la Siria e le Alture del Golan occupate da Israele per la prima volta dal 2014, quando la missione fu sospesa per le violenze del conflitto siriano. Lo ha annunciato il ministero della Difesa di Mosca. Il generale Serghei Rudskoy ha riferito in una conferenza stampa a Mosca che i peacekeeper dell’Onu, aiutati dalle forze russe, hanno condotto stamani il loro primo pattugliamento nell’area.

In Afghanistan, sette civili, tra i quali quattro bambini, sono rimasti uccisi dall’esplosione di due bombe nelle province meridionali di Helmand e Kandahar. Secondo le ultime statistiche rese note dalla missione dell’Onu in Afghanistan (Unama), nei primi sei mesi di quest’anno sono stati 1.692 i civili morti in attentati e attacchi armati, il numero più alto registrato negli ultimi dieci anni.

Chiudiamo con l’Iran, dove si diffondono sui social media video delle proteste contro il crollo del rial e altri problemi economici. Decine di dimostranti nelle strade della città di Gohardasht, a ovest di Teheran, con alcuni che danno fuoco alle auto della polizia. Il mese scorso, per lo stesso motivo, tre giorni di proteste con scontri tra dimostranti e polizia fuori dal parlamento di Teheran.

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