venerdì, Novembre 15

Davos, Trump: ‘Usa, basta a pratiche scorrette nel commercio internazionale’ Siria, Erdogan: 'Ad Afrin solo per cacciare via i terroristi'. Venezuela, opposizione esclusa dalle presidenziali

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«L’America sta di nuovo vedendo una forte crescita, in Borsa si sono creati 7.000 miliardi di dollari dalla mia elezione». Mostra tutto il suo orgoglio Donald Trump nell’intervento a Davos durante il World Economic Forum. Il presidente ha affermato che «l’America è aperta alle imprese ed è tornata ancora una volta competitiva. E’ un privilegio stare qui tra leader della diplomazia e della politica. Sono qui per rappresentare gli interessi degli americani e per offrire un’amicizia nel costruire un mondo migliore. Come presidente degli Stati Uniti metterò sempre l’America al primo posto, come gli altri leader mettono il loro Paese al primo posto. Venite in America. Io credo nell’America e la metterò sempre al primo posto. Ma non significa America sola, isolata. Invitiamo gli altri leader a proteggere gli interessi dei loro cittadini come lo facciamo noi».

«Ripristineremo l’integrità del sistema commerciale», ha poi ribadito Trump. «Solo insistendo su un commercio giusto e reciproco possiamo creare un sistema che funziona non solo per gli Usa ma per tutti i Paesi. Gli Stati Uniti non tollereranno più pratiche scorrette nel commercio internazionale». Il tycoon poi ha toccato due temi chiave, come quello dell’immigrazione e della Corea del Nord: «Il sistema che regola l’immigrazione negli Usa è fermo al passato e d’ora in poi chi entra verrà selezionato in base alla sua capacità di contribuire al benessere economico del Paese». «Gli Usa sono fortemente impegnati per la massima pressione per denuclearizzare la Corea del Nord, lavoriamo con gli alleati per contrastare i terroristi e Daesh, gli Usa sono leader per assicurare la sicurezza mondiale».

Ma nel frattempo dall’Olanda arrivano notizie secondo cui l’intelligence ha contribuito in modo decisivo all’indagine Fbi sull’influenza dei russi nelle elezioni Usa, perché i loro agenti hanno fornito agli americani informazioni cruciali intercettate dal gruppo di hacker russi ‘Cozy Bear’ che lavorava agli ordini del Cremlino.

Intanto gli Usa hanno annunciato oggi nuove sanzioni Usa per le azioni russe in Ucraina e l’annessione della Crimea. Il ministero del Tesoro ha aggiunto alla blacklist 9 società e 21 persone. Tra queste il vice ministro russo dell’energia Andrei Cherezov, già sotto sanzioni Ue, Serghiei Topor-Gilka, capo della società russa di progettazione Technopromexport, e 11 separatisti ucraini filorussi ‘ministri’ delle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk.

In Siria il Pkk accusa l’aviazione turca di aver ucciso sette civili nelle ultime 24 ore nell’enclave curdo-siriana di Afrin, nel nord-ovest del Paese, dove la Turchia e le milizie arabe alleate conducono un offensiva di terra dal 20 gennaio scorso. Nel frattempo dal fronte opposto fanno sapere che dall’inizio dell’operazione ‘Ramoscello d’ulivo’ (7 giorni fa) sono almeno 343 i membri di Pkk, Ypg e Isis ad essere stati ‘neutralizzati’.

Intanto emerge che al Congresso del Dialogo nazionale siriano in programma a Sochi il 29 e il 30 gennaio sarà annunciato un programma in 12 punti per la Siria basato sulle raccomandazioni dell’inviato speciale dell’Onu Staffan de Mistura.

Ad intervenire anche il presidente turco Recep Erdogan, secondo cui l’offensiva lanciata dalla Turchia contro l’enclave curdo-siriana di Afrin «mira esclusivamente e semplicemente a cacciare i terroristi». L’intervento armato è un «chiaro avvertimento» a chi non crede nella determinazione di Ankara nella lotta al terrorismo, ha aggiunto Erdogan, ribadendo che potrebbe esserci un attacco contro la regione di Manbij, a est di Afrin, anch’essa controllata dalle milizie dell’Ypg. Ma qui la questione si farebbe ancor più delicata, visto che sono presenti anche le forze speciali americane, alleate dei curdi.

Nuove tensioni in Venezuela dopo che il Tribunale Supremo di Giustizia (Tsj) ha ordinato l’esclusione della coalizione di opposizione del Tavolo dell’Unità Democratica (Mud) dalle elezioni presidenziali previste entro fine aprile. Siccome il Mud è costituito da diverse organizzazioni politiche, alcune delle quali non sono ancora state registrate come dovuto presso il Consiglio Nazionale Elettorale (Cne), il tribunale ha deciso che non può presentare un’unica candidatura della coalizione.

Tensione alta anche in Corea, nonostante le aperture in chiave sportiva in vista delle Olimpiadi invernali. Seul infatti ritiene intimidatoria la parata su vasta scala che Pyongyang potrebbe tenere l’8 febbraio, nuovo giorno scelto per celebrare le Forze armate, alla vigilia dell’avvio dei Giochi di PyeongChang.

In Germania, Cdu, Spd e Csu puntano al 4 febbraio per concludere le consultazioni di governo. A dirlo Michael Grosse-Broemer, capogruppo dell’Unione (Cdu-Csu) nel Bundestag, dopo un primo giro di consultazioni. Sul tavolo ci sono le questioni dei contratti di lavoro a termine, le assicurazioni sanitarie, i ricongiungimento dei migranti con la questione dei casi particolarmente gravi.

In Afghanistan invece nove persone sono morte nella provincia nord-orientale di Ghazni quando un razzo ha colpito la loro casa durante uno scontro fra le forze di sicurezza e i talebani. Le vittime, si è appreso, sarebbero quasi tutte donne e bambini. Non è ancora chiaro da chi sia partito il colpo.

Due settimane dopo il primo turno, si sono riaperti oggi i seggi elettorali in Repubblica Ceca, dove si vota per il presidente: al ballottaggio, l’uscente presidente Milos Zeman e Jiri Drahos, ex presidente dell’Accademia delle Scienze (Csav). Stando ai sondaggi, al momento i due avversari sono dati in un testa a testa, al 45% dei consensi circa.

In Brasile passaporto ritirato per l’ex presidente Lula. La motivazione è che esiste un concreto rischio di fuga all’estero del 72enne, condannato mercoledì scorso in appello a 12 anni di reclusione per corruzione. Tra l’altro Lula aveva in programma un viaggio in Etiopia per partecipare ad una conferenza della Fao.

In Zimbabwe invece il presidente Emmerson Mnangagwa ha annunciato che si terranno libere elezioni nel Paese prima di luglio. «Vogliamo avere libere, giuste e credibili elezioni, libere dalla violenza», ha affermato Mnangagwa, dichiarandosi pronto ad accogliere osservatori internazionali per monitorare il voto.

Chiudiamo con la questione migranti. In Yemen naufragio di un barcone davanti alle proprie coste. A denunciarlo l’Organizzazione internazionale per le migrazioni (Oim). A bordo del battello c’erano circa 152 tra somali ed eritrei. I superstiti raccontano che i trafficanti hanno aperto il fuoco sui migranti prima che il barcone si capovolgesse.

A lanciare poi un appello sulle condizioni del Paese il segretario generale dell’Onu, Antonio Guterres: «Il modo più efficace per affrontare la sofferenza umanitaria in Yemen è porre fine al conflitto. Rinnovo l’appello a tutte le parti affinché cessino le ostilità e si impegnino significativamente con le Nazioni Unite per raggiungere una soluzione politica duratura».

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