giovedì, Settembre 19

Dario Fo alla Bicocca Dario Fo presenta il suo ultimo libro agli universitari milanesi

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Giovedì 10 ottobre l’aula magna dell’Università Bicocca ha ospitato la lezione-spettacolo di Dario Fo relativa al suo ultimo libro ‘La figlia del papa’, Narrazioni Chiarelettere, Milano, 2014, una biografia di Lucrezia Borgia.

La storia di Lucrezia Borgia è un esempio di come gli intrighi politici nel Rinascimento furono così turpi da infangare persino i legami famigliari. La televisione recentemente ha saputo trasformare la cronaca di questa storia italiana in serie televisive che il pubblico ha apprezzato proprio perché riguardanti avvenimenti torbidi e peccaminosi. Spesso però la verità storica è stata sacrificata in favore degli aneddoti più barbaramente sessuali, ottenendo così dei prodotti scadenti da un punto di vista contenutistico.

Personalmente non ho fatto altro che ricercare la verità.” Afferma Dario Fo, che ha voluto smentire le menzogne della televisione attraverso un romanzo basato su un’accurata ricerca storica su ciò che veramente accadde. Le vicende della famiglia Borgia sono delle tematiche di straordinaria attualità, soprattutto se paragonate agli scandali politici e sessuali di cui è oggetto l’Italia in questi ultimi anni. Dario Fo ci invita a scoprirle insieme a lui, ridendo sulle sue esilaranti battute e riflettendo sul passato. 

 

Lucrezia Borgia fu la terzogenita illegittima del cardinale Rodrigo Borgia e della sua amante Vannozza Cattanei. Per celare l’esistenza della propria famiglia e fingere di essere un cardinale casto, Rodrigo fece sposare ad altri sua moglie dietro compenso e rivelò ai propri figli di essere il loro padre solamente quando la piccola Lucrezia aveva undici anni. Divenuto papa Alessandro VI, Rodrigo trascurò i suoi doveri spirituali per dedicarsi spregiudicatamente alla politica e non esitò a dare in sposa la tredicenne Lucrezia al ventiquattrenne Giovanni Sforza, per stringere vantaggiosi legami politici con la casata milanese.

Inizia così la storia di una ragazza che si maritò ben tre volte per obbedire al volere del padre e i cui mariti furono cacciati, uccisi o umiliati da quest’ultimo, una fanciulla che riuscì ad amare solo fuori dal matrimonio e che perciò ebbe un sacco di amanti, tra i quali spicca Pietro Bembo. La vita di Lucrezia inoltre si intreccia suo malgrado con i giochi di potere del papa e dei regnanti italiani. Dario Fo ricerca la verità in questo sporco capitolo della politica italiana rinascimentale e la racconta in un piacevole romanzo, ricostruendo con la fantasia ciò che non può comparire negli annali dell’epoca. Il suo scopo è rivendicare l’innocenza di Lucrezia che, anziché ordire intrighi come il personaggio del telefilm, è stata vittima dei suoi stessi famigliari.

Per gli studenti dell’Università Bicocca Dario Fo ha allestito una lezione-spettacolo, portando  in scena alcuni passi del suo libro con il supporto di tre giovani attori: una mora e ricciuta fanciulla per il personaggio di Lucrezia e due ragazzi, uno per il ruolo di Cesare, il crudele fratello della ragazza, e uno per i suoi mariti. Al premio Nobel sono invece spettati, oltre al ruolo di Rodrigo Borgia, i personaggi più anziani.

Il palchetto dell’aula magna, solitamente destinato ai professori dell’università, è stato calcato dunque dai quattro artisti; sul palco c’era una seggiola per ciascuno, al centro delle quali si trovava un tavolino con una copia del libro fresco di stampa. I giovani attori leggevano il testo da alcune fotocopie mentre Dario Fo recitava a memoria; i momenti di lettura dalle fotocopie del libro si alternavano a vivaci dialoghi, molto spesso piacevolmente comici. Alle loro spalle venivano proiettati i magnifici disegni realizzati dal maestro, effettuati ex novo o modificando le grandi opere del passato.

Dario Fo è rimasto inizialmente insoddisfatto dal pubblico di studenti, infatti al termine del primo tempo ha manifestato apertamente il proprio disappunto alla platea, criticando gli spettatori per non essersi documentati prima sui temi dello spettacolo e per non essere partecipi come i giovani della propria generazione, che in un’epoca di protesta partecipavano molto attivamente agli spettacoli teatrali organizzati all’interno delle università. Durante il secondo tempo la platea ha avuto un atteggiamento più attivo nei confronti della rappresentazione, così Dario Fo ha “perdonato” i ragazzi e ha concluso l’evento firmando le copie dei libri.

 

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