lunedì, Settembre 23

Dalla Francia alla Turchia è stato d’emergenza

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In Francia il parlamento ha approvato altri sei mesi di stato d’emergenza con un provvedimento adottato a larga maggioranza. Nel disegno di legge è prevista anche la possibilità di perquisire bagagli e veicoli senza l’autorizzazione di un giudice e di accedere più facilmente ai dati contenuti nei computer e nei telefonini. Inoltre diverse manifestazioni dell’estate parigina sono stati annullate a causa dell’assenza di sufficienti garanzie di sicurezza: è quanto annuncia la prefettura della capitale. Tra le manifestazioni estive annullate, il Festival del cinema all’aperto, la pedonalizzazione degli Champs-Elysées il 7 agosto.

Sempre oggi si è appreso che tre soldati francesi morti in Libia. L’ha annunciato il ministro della difesa Jean-Yves Le Drian. I militari sarebbero stati uccisi domenica 17 luglio vicino a Bengasi quando l’elicottero a bordo del quale volavano è stato colpito da un missile. Già nei giorni scorsi era circolata la rivendicazione di una milizia presente nell’area, la Brigata di difesa di Bengasi. Secondo Le Drian, i soldati erano in missione nel quadro dell’impegno di Parigi contro il terrorismo. Il premier Manuel Valls ha dichiarato che sono 203 i jihadisti ad aver fatto ritorno in Francia dopo aver combattuto in Medio Oriente. 

Gli attacchi di Nizza e Würzburg non sono stati organizzati dallo Stato islamico, sostiene l’Europol. Secondo l’agenzia europea per la lotta al crimine, i due attentati nella città francese e sul treno nei pressi della città tedesca sono stati dei ‘lupi solitari‘, la cui affiliazione con l’organizzazione jihadista non è dimostrata, nonostante le rivendicazioni dello Stato islamico. Il pericolo per l’Unione europea però resta alto, ha aggiunto l’agenzia, perché questo tipo di attacchi sono molto difficili da individuare e prevenire.

In Turchia continuano le epurazioni dopo il golpe fallito venerdì notte. Sono almeno 24 le radio e televisioni turche chiuse a seguito dei provvedimenti emanati ieri dal Consiglio supremo per la radio e la televisione (Rtuk) contro i media ritenuti vicini a Fethullah Gulen, accusato dal governo di essere dietro il fallito golpe e a cui il Paese non pagherà più la pensione di imam. Revoca degli accrediti per 34 giornalistiMa la scure di Erdogan si è abbattuta anche anche sull’istruzione. Finora circa 1.577 sono stati costretti a lasciare il loro incarico, oltre a 21mila insegnanti e 15mila funzionari del ministero dell’istruzione. Il governo ha stabilito il divieto temporaneo agli accademici di viaggiare all’estero. Oggi il presidente Recep Tayyip Erdoğan guiderà il vertice del consiglio di sicurezza nazionale ad Ankara, per la prima volta dopo il colpo di stato. E sulla facciata del centro culturale Ataturk, a piazza Taksim a Istanbul, è apparso un mega-striscione inquietante: «Feto (Gulen, ndr), cane del diavolo, impiccheremo te e i tuoi cani al vostro stesso guinzaglio».

Le misure adottate dallo stato turco per ristabilire il suo potere dopo il fallito colpo di stato sono contrarie allo stato di diritto. Lo ha detto il portavoce della Cancelliera tedesca Angela MerkelIntanto le Forze armate della Turchia hanno ripreso oggi i bombardamenti delle postazioni del Partito dei lavoratori del Kurdistan (Pkk) nell’Iraq settentrionale: lo ha riferito l’agenzia di stampa nazionale Anadolu, secondo la quale i raid hanno provocato almeno 20 morti.

Vladimir Putin incontrerà Erdogan in Russia nella prima decade di agosto: lo fa sapere il portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov. Un giornalista russo, Pavel Sheremet, 44 anni, è morto a Kiev, in Ucraina, nell’esplosione dell’auto in cui era appena entrato. Secondo le prime ricostruzioni, sotto il sedile era piazzata una bomba con mezzo chilo di tritolo. L’auto esplosa era di proprietà della direttrice del quotidiano Ukrainska Pravda, che per primo ha dato la notizia. Sheremet era un giornalista conosciuto con una brillante carriera sia in Bielorussia che in Russia e da 5 anni si era stabilito nella capitale ucraina.

Donald Trump è ufficialmente il candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti. La sua nomina è stata approvata alla convention del partito a Cleveland la sera del 19 luglio. Secondo il New York Times, però, le sue possibilità di vincere sono scarse: si stima che la sua avversaria Hillary Clinton abbia il 76 per cento di possibilità di diventare la prossima presidente.

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