domenica, Novembre 17

Dal Renzi – partito alla non-politica di Di Maio Renzi fonda il suo partitino in attesa che Berlusconi crolli del tutto e lui se ne prenda l’eredità; Di Maio in Umbria porta al voto gli stellini, li fa eleggere, ma per non governare. La politica dell’apparire e non fare

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La ridicola scissione, la scissione al rallentatore. Renzi si stacca dal PD, dopo averlo rovinato e quasi distrutto, ma lo fa (lo farà nelle prossime ore) attraversi ‘Porta a Porta’ o altri. In qualunque Paese civile, in qualunque partito ‘normale’ i probiviri o quel che è, si sarebbero già riuniti e lo avrebbero espulso per indegnità; perché uno che lavora per anni contro il proprio partito, lo si può trattare con cortesia e rispetto, ma va cacciato in malo modo.

Ma lui è speciale, tutto particolare. Lui può cose che nessuna persona normale può e potrebbe. Non guarderò ‘Porta a Porta’, un personaggio così squallido e cinico e, oltre tutto, perfino volgare nella sua ansia infantile di apparire, di essere in primo piano, di decidere, di fare notizia: ne leggerò, forse, sui giornali, ho di meglio da fare.

Ma a quanto pare, da domani avremo un altro partitino, che gioia; un partitino tutto in prima persona, un Renzi-partito, con Ettore Rosato che ne penserà una delle sue in materia elettorale, con MEB (Maria Elena Boschi), l’avvocato di gentile aspetto, la neo Ministro Teresa Bellanova (che vergogna, signora, ma almeno si dimetta prima, quell’incarico lo ha avuto dal PD non da Renzi! Ritiro tutto quello che ho detto in sua difesa, non le meritava quelle parole), e vari altri transfughi e qualche scampolino di transfughi di Forza Italia e qualcun altro qua e là … in attesa che Silvio Berlusconi crolli del tutto e Renzi se ne prenda l’eredità … il Nazareno cinque anni dopo. Evviva!

La politica ridotta a interesse personale, a scampoli di potere, a visibilità, a buffoneria parolaia senza costrutto, senza contenuti … E poi ci si lamenta che vinca la Lega. Quella almeno ha un progetto chiarissimo, un progetto para-fascista (mi scuseranno gli intellettuali se oso usare la parola ‘fascista’) razzista e xenofobo: può non piacere, ma almeno le idee chiare le ha. Renzi e Luigi Di Maio che idee hanno? Pare, e concludo sul punto, che l’accelerazione dell’uscita sia stata determinata dalla mancata concessione di Sottosegretari … bravo Zingaretti, finalmente ne hai fatto una giusta!

Visto, infine, che, come insegnano i maestri del pensiero moderno Grillo, Di Maio e Casaleggio, siamo in una epoca post-ideologica (chi sa che significa), facciamo a meno delle idee, e quindi non mi pongo il problema di indagare sulle ‘idee’ del neo capo del neo partito Matteo Renzi.

Non è un caso, peraltro, che il predetto assomigli assai al ‘giovane capo politico’ (come vedrete fra un momento) Luigi Di Maio, che dice di fare il Ministro degli Esteri, ma fa il vice di non si sa che a modo suo e non si occupa dei gravi problemi dei quali dovrebbe, con grave danno del nostro Paese. Se solo si pensa a cosa accade in Palestina, in Arabia Saudita, in Yemen, in Iran, se solo si pensa ai problemi commerciali immensi del nostro Paese auto-esclusosi dal trattato CETA, su pretesa del ‘gcp’ (sigla per ‘giovane capo politico’), per non parlare del tema dei rapporti con gli USA, sempre più difficili e con la Cina. Ma no, lui ha altro da fare, lui si occupa di politica di ogni giorno, altro che viaggiare in giro per il mondo!

E quindi riesce a fare di peggio perfino di Renzi: accetta spocchiosamente l’offerta di collaborazione del PD, con la clausola ridicola di cercare un accordo per l’indicazione di unnon politicocui affidare la Regione Umbria, tenendosi i politici fuori dalla amministrazione. Credo che si aprirà un ufficio di collocamento, o forse si affiderà il compito a qualche navigator, i famosi Nocchieri del Missipipì!

Questa è la negazione della politica, è la fuga dalla politica, è il tradimento della funzione per la quale si è stati eletti, è ridicolo. Siamo alla quintessenza della nonpolitica: uno si fa eleggere, fa un partito, ecc., ma … non governa, rifiuta gli incarichi politici. Anzi, peggio, indica un nome di unapersona dabbene’, alla quale affida tutto, faccia lui. Poi se va male la colpa è sua!
E quindi, io voto te, e tu scegli un altro, così se le cose vanno male … la colpa non è tua.

Ma poi, a quanto pare, ci sono ancora delle persone serie in questo povero Paese. Pare, infatti, che il Ministro degli Esteri, benché impegnatissimo a difendere gli interessi italiani in terra di Palazzo Chigi, abbia contattato un imprenditore umbro per offrirgli la possibilità di cui accennavo sopra. L’imprenditore, Brunello Cucinelli, titolare di una casa di moda, ha risposto, cortesemente, al giovane pimpante Ministro degli Esteri, con frasi che merita di citare perché istruttive, specie per il giovane Di Maio, se le potesse comprendere. Cucinelli, infatti, ha detto: «È stato molto carino e ha chiesto di potermi incontrare. Mi sono sentito onorato di accogliere un giovane capo politico. L’unica cosa che mi sono sentito di consigliargli, avendo l’età delle mie figlie, è di credere nella bella politica come uno dei grandi ideali dell’essere umano» e poi ha anche aggiunto: «Non c’è davvero alcuna possibilità che io sia candidato alle elezioni regionali in Umbria … Io faccio unicamente il mio mestiere di imprenditore».

Non credo che Di Maio, benché così ‘carino’, sia in grado di apprezzare, il modo cortesemente condiscendente con il quale l’imprenditore vero si rivolge al gcp, al giovinotto un po’ azzardato, un po’ arrogante, come i giovinotti spesso sono, un po’ incompetente, invitandolo senza dirlo esplicitamente a studiare … hai l’età delle mie figlie, non è una offerta di matrimonio delle medesime!
Mi pare che questa risposta faccia piena giustizia dell’idea balzana di Di Maio, di nominare qualcuno a prendersi le rogne e di tenersi per sé il diritto di criticare, e, magari, di licenziare.

Credere nella bella politica, non è la solita frase destinata a twitter, è (ma Di Maio queste cose dubito che possa comprenderle) una (durissima) lezione di … politica e di umanità. Fai il tuo mestiere, dice l’imprenditore di successo, che ha faticato anni per arrivare dove è ora, è il tuo mestiere, il mestiere che ti sei scelto, senza avere mai lavorato un’ora in vita tua, ebbene, ora fallo! E siccome, questo lo aggiungo io, ma traspare secondo me chiaramente dalle parole citate, non hai la cultura e la competenza adeguate, fattele, e fallo in fretta, perché nella vita le cose si debbono fare, non solo dire o immaginare.

Caro Cucinelli, ottima lezione, ma, temo, sprecata. Di Maio, come Renzi appartiene a quella mirabile categoria di persone, che, per dirla in napoletano ‘nascono imparati’, non hanno bisogno di studiare, e di faticare (sì Giggino, faticare, perché studiare è difficile e faticoso, faticosissimo) per imparare come si fanno le cose. Perfino a fare politica, perché anche la politica, cari Di Maio e Renzi, si deve studiare, imparare, si deve cioè essere competenti, sì, competenti in politica. E la politica non è accontentare questo o quello e nemmeno delegare ad altri il compito di fare le cose che tu non sai fare.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.